Unioni Civili, Pietro Grasso a Carlo Giovanardi: “Le sue offese sono una medaglia”

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Carlo Giovanardi si è fatto riconoscere anche oggi in Aula, quando ha preso la parola dopo che il presidente del Senato Pietro Grasso ha respinto la proposta di settanta senatori di far tornare il DDL Cirinnà in Commissione. O meglio, ha respinto la proposta di mettere al voto segreto la questione. Grasso, al termine di un lungo discorso, ha negato quella richiesta, permettendo così al disegno di legge sulle unioni civili di proseguire il percorso già iniziato in Senato.

Il senatore Giovanardi, così come Calderoli che si è sperticato in un lungo discorso accusando Grasso di aver preso una decisione politica, è intervenuto e non c’è andato affatto leggero, dimostrando ancora una volta di non aver capito il testo del DDL Cirinnà. Del resto da un personaggio come lui non ci si sarebbe aspettato nulla di diverso:

I colleghi sanno, infatti, e il Paese deve saperlo, che il disegno di legge 2081 che stiamo discutendo, in Commissione giustizia non è stato esaminato neanche per un minuto, violando totalmente la prescrizione tassativa dell'articolo 72 della Costituzione che obbliga all'esame in Commissione prima di passare all'Aula. Quindi, Presidente, lei è già partito male violando la Costituzione ed è una giurisprudenza costante sul fatto che si deve rispettare l'articolo 72.
Poi ha continuato malissimo. Infatti non basta ciò che hanno detto i colleghi. Le risulta che presidenti ed ex presidenti della Corte costituzionale, in appelli pubblici, abbiano sottolineato come questo testo si sovrapponga completamente all'articolo 29 della Costituzione, e quindi sia totalmente illegittimo dal punto di vista e della Costituzione in vigore e di quello che la Corte costituzionale ci ha detto di fare? Sto parlando di personaggi di secondo piano come Flik, come Mirabelli, come Maddalena e Santosuosso e davanti a questi appelli, firmati oltretutto da altre centinaia e centinaia di Presidenti di sezioni del Consiglio di Stato, di grandi avvocati e di grandi professori universitari, lei viene qui a leggerci una pappardella in cui dice che tutta la discussione fatta nel Paese, in Aula e purtroppo non in Commissione su questo argomento nulla ha a che fare con il matrimonio?
Ma lei ha ascoltato gli interventi dei colleghi, sia quelli contrari sia quelli che hanno spiegato, anche all'interno del Partito Democratico, che se passa questo testo così formulato in realtà passa una formula che si sovrappone a quella del matrimonio?

E, ancora:

Lei, dopo aver negato al Parlamento la possibilità di discutere in Commissione questo nuovo articolato, ma visto da nessuno, infarcito di errori giuridici e di contraddizioni, mi spiega perché una coppia non sposata con due o tre figli non possa avere la pensione di reversibilità, anche se convive da tre anni, mentre una coppia di uomini che si sposano, in realtà attraverso una unione civile, ha invece diritto alla reversibilità? Mi spieghi se non ha a che fare con i principi costituzionali un principio di questo tipo.
Io mi domando se, quando faceva il magistrato, lo faceva in questo modo.
È un punto interrogativo che devo pormi, perché se il modo di trattare argomenti delicati è quello di negare l'evidenza, vuol dire che il Presidente non svolge il suo compito. Io ho Avuto l'onore di essere presieduto dal senatore Napolitano quando era Presidente della Camera. Ho seguito grandi Presidenti come Fanfani e come Nilde Iotti, che svolgevano davvero il loro compito di Presidente che, come l'onorevole Violante ci ha sempre spiegato, non è quello di tutelare una maggioranza, che si tutela da sola, e neanche di far passare il principio incredibile che, poiché l'Aula a maggioranza assume alcune decisioni, l'Aula è sacra: ma quando non violi il Regolamento e la Costituzione.

E, in conclusione:

Quindi, lei si è appiattito non sulla funzione di Presidente. Lei fa il servo sciocco della maggioranza e non tutela la minoranza! E questo davanti a una legge così importante e così delicata che tratta argomenti angoscianti come l'utero in affitto e la mercificazione del corpo umano e della compravendita all'estero, fatta anche da senatori, di bambini con 120.000 euro. Che il Parlamento non possa esprimersi con il voto segreto è una vergogna che non ricade su di noi ma sicuramente su di lei.

Epica la risposta del presidente Grasso, che ha rimesso Giovanardi al suo posto:

Senatore Giovanardi, le sue offese sono una medaglia.

La seduta è ripresa tra gli applausi dei senatori del Partito Democratico.

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