Roberto Formigoni, il mio tweet non era omofobo

Formigoni torna a parlare del suo infelice tweet del 6 febbraio.

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Conosciamo bene il polverone alzato nei giorni scorsi da Roberto Formigoni quando il 6 febbraio ha lanciato nell’etere sempre un poco volatile dei social quel tweet che ha giustamente indignato ed offeso migliaia di persone in tutto il Paese. Da Nord a Sud:

"Odore della sconfitta su Cirinnà sta procurando crisi isteriche gravi su gay, lesbiche, bitransessuali e checche varie, non è bello poverini".

Stamattina il senatore del NUOVO CENTRO DESTRA è tornato sull’accaduto, rilasciando un’intervista ad Agorà su Rai 3:

Il tweet era chiaro, chiarissimo ai conoscitori della lingua italiana. Non è un attacco ai gay, alle lesbiche, ai transessuali. Era specificatamente indirizzato ad alcune persone, nomi e cognomi. Per esempio, ad alcune centinaia di utenti della rete, che nelle ore precedenti avevano usato espressioni irriferibili.

Una precisazione che continua poi con un’ulteriore presa di posizione che ribadisce perentoriamente i concetti del suo credo politico:

"Io ho dovuto fare un comunicato spiegando l'uso della lingua italiana, me ne dispiaccio. E' stata fatta una speculazione, a mio avviso, indebita, cercando di stravolgere il significato del tweet. La mia posizione, la posizione del mio partito è nota. Noi siamo a favore del riconoscimento dei diritti per i conviventi omosessuali. Questo è il passo in avanti che la legislazione italiana può fare"

.

In poche parole le scuse sarebbero fuori luogo. Formigoni è convinto – ma la cecità, lo sappiamo bene, non ha limiti - di non aver sbagliato.

Via | Huffingtonpost

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