Unioni civili, il Senato approva con 173 voti a favore

18.30 - Con con 173 voti a favore e 71 contrari, il Senato ha approvato il maxi emendamento al DDL Cirinnà sulle Unioni Civili. Il primo e storico passo per le unioni civili è stato fatto oggi, 25 febbraio 2016.

18.23 - Votazione conclusa. Il conteggio dei voti è in corso.

18.17 - La prima chiama si è conclusa. Si riparte subito con la seconda chiama per dare modo di votare a chi si era assentato durante la prima chiama. I sì sono in chiaro vantaggio, senza alcuna sorpresa.

18.10 - Le operazioni di voto proseguono, con i sì nettamente in vantaggio rispetto ai voti contrari.

17.52 - Si passa finalmente al voto dell'emendamento 1.10000. Si parte dalla Z. Grasso spiega che non saranno permessi voti anticipati.

17.50 - E dopo il dissenso di Manconi, tocca a quello del senatore Riccardo Villani di Grandi Autonomie e Libertà, che annuncia però il proprio voto positivo.

17.46 - Il senatore Luigi Manconi del Partito Democratico prende la parole per manifestare il proprio dissenso e per annunciare che non voterà a favore del maxi-emendamento. Il motivo, dice, sarebbe da attribuire allo stralcio della stepchild adoption.

In questo disegno la dignità si affaccia, ma non è degnamente riconosciuta. E per questo motivo non parteciperò al voto.
17.43

- Dopo gli applausi che hanno seguito l'intervento di Zanda, Maurizio Sacconi del Nuovo Centrodestra prende la parola per annunciare che non voterà la fiducia. E con lui, dice, lo faranno anche altri colleghi del partito. Il NO di Sacconi non è affatto una sorpresa, lo aveva confermato già nella giornata odierna, ma Angelino Alfano non ci fa una gran bella figura.

17.31 - Il senatore Luigi Zanda del PD fa un riepilogo del provvedimento e delle lunghe discussioni interne al partito.

Io ringrazio tutti quelli che voteranno e dico che segneranno un momento molto importante per questa legislatura. E ringrazio tutti i senatori del Partito Democratico, perchè questa è la nostra Legge. É stata nostra la volontà di portare il provvedimento in Aula e di non correre rischi. Ed è nostra la maggior parte dei voti con i quali tra poco il provvedimento sarà approvato.

Zanda si sbrodola un po’ e gongola non poco, ma oggi glielo possiamo anche concedere: parla di come l’aborto e il divorzio abbiano cambiato in positivo il Paese, sottolineando come la legge sulle Unioni Civili farà lo stesso.

17.29 - Ora, a sentir loro, in tanti avrebbero votato questa legge se non fosse stato impedito il dibattito.

17.20 - Tocca a Nitto Palma di Forza Italia, che si rivolge al Governo:

Fino a quando continuerete con questi giochetti?

Il no al voto di fiducia è ben chiaro. E non è affatto una sorpresa.

17.10 - Nunzia Catalfo di M5S:

Siamo qui per parlare nel nulla. La legge su cui oggi l'Aula avrebbe dovuto esprimersi è stata espropriata al Parlamento. Quella era una legge dovuta, doveva servire a dare un segnale forte di cambiamento.

La senatrice fa un riepilogo del ruolo ricoperto dal Movimento 5 Stelle, a cominciare dalla mancata presentazione di emendamenti che doveva garantire un veloce percorso al DDL Cirinnà:

Se il provvedimento è arrivato in Aula è stato solo grazie ai senatori del Movimento 5 Stelle.

In conclusione: No alla fiducia.

17.00 - Tocca a Renato Schifani di Area Popolare, che annuncia il voto favorevole.

16.53 - La senatrice Loredana De Petris (Sinistra e Libertà) si lamenta dei calcoli e gli opportunismi politici degli ultimi giorni.

Avevamo detto che per noi era già una mediazione che mai a fronte di una questione di vitale importanza avremmo guardato alla convenienza gretta, mai avremmo fatto prevalere i calcoli. Non lo abbiamo fatto nemmeno una volta, ma siamo stati gli unici.

Tra una lamentela e l'altra, però, non ha ancora confermato il proprio voto o quello del suo partito.

De Petris accusa M5S di aver dato l'alibi al Partito Democratico per scendere a patti con chi non ha mai smesso di insultare le coppie e le famiglie che dovranno trarre beneficio da questa legge.

16.45 - É la volta del senatore Karl Zeller del gruppo Per le Autonomie (SVP-UV-PATT-UPT) - PSI - MAIE:

Il senato compirà un atto a lungo atteso in Italia e in Europa. Appaiono ipocrite le posizioni di chi è contrario.

Il senatore si è detto soddisfatto del punto in cui si è arrivati e ha fatto un confronto con la Germania, dove anche lì il percorso non è stato affatto facile. Questo, insomma, è un primo e storico passo avanti per l'Italia:

Il nostro giudizio sul testo, nel suo complesso, è positivo.

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16.37 - Lucio Barani (Alleanza Libertalpopolare-Autonomie) sembra contento che si sia arrivati finalmente alle unioni civili. Parla della trasformazione della società e dei vari tentativi di introdurre le unioni civili nel corso degli ultimi anni:

La legge Cirinnà è una legge di civiltà. Per questo noi, fin dall'inizio ci siamo dichiarati a favore e siamo orgogliosi del fatto che il nostro voto della scorsa settimana sia servito per determinarne il rinvio. La legge sarebbe stata affossata e oggi noi non saremmo qui a discutere. Il mio gruppo voterà a favore.
16.27

- Tocca al senatore Mario Ferrara (Grandi autonomie e Libertà):

Gran parte del gruppo non voterà la fiducia. Stiamo trattando un argomento fortemente etico. Un governo, come il Governo Renzi, che fa di un argomento etico fondamento del suo programma assume la forma di un governo etico.

E anche qui abbiamo abbondantemente superato i 5 minuti di intervento. La conclusione è semplice: niente fiducia per Ferrara. Si poteva dire anche in 3 secondi.

16.25 - E dopo esserci fatti una grossa risata davanti all'assurdità delle parole di Centinaia, possiamo passare al prossimo intervento.

16.20 - Mentre Centinaia continua col proprio sproloquio, ignaro del fatto di avere a disposizione solo 60 secondi, riproponiamo l'intervento integrale di Monica Cirinnà del primo pomeriggio odierno:

Oggi l'Italia apre una nuova pagina del Diritto di famiglia, portando diritti a tutte quelle coppie formate da persone dello stesso sesso che già esistono per la società ma non agli occhi del Diritto.
Penso ai due milioni e mezzo di cittadini italiani che hanno scelto di intraprendere un percorso di vita in coppia senza sposarsi o unirsi civilmente:, coppie di fatto cui questa legge riconoscerà finalmente dignità e diritti.
L'italia non sarà più ultima in tema di diritti civili.

Un buon risultato ma solo un primo traguardo, altri ne dovremo superare con lo stesso impegno e la stessa determinazione.

Il Pd ha creduto in questa legge a tal punto da tentare di andare oltre quei confini, che raramente si superano, tra maggioranza e opposizione, mettendo da parte convenienze e protagonismi e ponendo al centro l'interesse dei cittadini.

Abbiamo vissuto ore terribili nelle ultime settimane, ore nelle quali posizioni ideologiche, tatticismi e calcoli politici hanno costretto il governo alla decisione più difficile, ma anche la più coraggiosa: porre la fiducia sul miglior testo possibile alle condizioni date dai numeri di questo Senato. Ripeto, il PD ha creduto in questa legge. La nostra volontà era chiara, era scritto nel premissivo Marcucci: un nuovo istituto giuridico, le unioni civili, con pienezza di diritti e doveri reciproci all'interno della coppia e il riconoscimento dell'estensione della responsabilità genitoriale attraverso l'applicazione della lettera b dell'articolo 44 della legge sulle adozioni.

Avevamo intrapreso un percorso condiviso, limpido e leale, con tutti quei colleghi della Commissione giustizia che volevano questa legge.

Poi l'incredibile è accaduto quando abbiamo capito il 16 febbraio che il cosiddetto "canguro" non avrebbe avuto più i numeri per essere approvato.

Conoscevamo da tempo il rischio di camminare sull'orlo del vulcano per le tensioni fuori e dentro la maggioranza ma nessuno, ripeto nessuno, si sarebbe aspettato che l'alleato che più urlava fedeltà nei confronti dell'impianto del testo - al punto di non aver fatto emendamenti - spingesse nel cratere del vulcano un grande momento della storia repubblicana che avrebbe visto partecipi forze parlamentari anche lontanissime tra loro.

L'ossessione di voler danneggiare questo Governo ha rianimato il partito incolore dell'immobilismo.

Siamo stati costretti, pur di arrivare all'approvazione della legge, ad una decisione durissima: procedere con la fiducia pur di non rimandare nuovamente un fondamentale appuntamento con la storia.

Ve lo dico chiaramente: noi non ce la siamo sentita di esporre alla roulette russa dei voti segreti il cuore pulsante che rappresenta il riconoscimento dei diritti, dei doveri, della dignità di coppie in quanto tali. Famiglie che difenderemo con la fiducia che ci apprestiamo a votare.

Il Partito Democratico ha sacrificato un punto fondamentale del suo programma, un obiettivo sul quale abbiamo lavorato con cura, rispetto e passione, al centro di un dibattito che fino all'ultimo è stato aperto a possibili correzioni e migliorie.

L'adozione speciale del figlio del partner non era un'eresia! Era l'epilogo naturale, come avviene già in tutta Europa, per tutelare bambini in carne ed ossa che vivono in famiglie in cui sono amati, protetti, curati.

Bambini cresciuti da persone che esercitano a tutti gli effetti un ruolo genitoriale, un ruolo che gli assegna doveri e responsabilità morali che presto una nuova legge dovrà riconoscere.

Il nostro impegno non finisce qui. Il mio impegno in politica non può finire all'alba di una nuova sfida per me e per il mio partito, il Partito Democratico.

Intanto nel maxiemendamento è stata inserita una norma di garanzia che riconosce e sostiene il grande lavoro dei magistrati italiani che hanno emesso ordinanze volte a garantire il supremo interesse dei bambini delle famiglie omogenitoriali, in sintonia con le norme europee, con la legge 184 del 1983 sulle adozioni e tra poco finalmente in sintonia anche con la legge sulle unioni civili.

Come dicevo il nostro impegno non finisce qui, stiamo già lavorando a una riforma organica della legge sulle adozioni, una legge che dovrà consentire a tutte le famiglie, comunque composte, di poter adottare e tutelare tutti i bambini.

Anche su questo tema misureremo la coerenza di chi predica bene e razzola male, penso a tutti coloro che pur dichiarandosi disponibili a dare diritti alle persone omosessuali sono stati protagonisti dell'ostruzionismo più intransigente in commissione, rifiutando vigliaccamente il confronto democratico.

In questa occasione è per me d'obbligo dare anche atto al lavoro dei colleghi di Sel e gruppo misto che non si sono tirati indietro neanche dall'ipotesi poter votare l'emendamento premissivo pur di salvare i contenuti della legge.

Vorrei infine accennare al merito del maxiemendamento che ha recepito tutto l'impianto del ddl 2081 a mia prima firma, con le correzioni condivise degli emendamenti Lumia, al doloroso stralcio dell'articolo 5 sulla genitorialità.

Il testo che stiamo per votare conferma il riconoscimento di tutti i diritti a cominciare da quello più prezioso del riconoscimento della vita familiare e aggiunge un riferimento altrettanto prezioso, di notevole portata, che ci fu negato in commissione: l'aggancio all'articolo 3 della costituzione, che segnerà il percorso ormai irreversibile che ci porterà all'uguaglianza formale e sostanziale.

E' vero, è stato tolto il requisito di fedeltà. Aldilà delle battute da bar sport due cose sono chiare: in molti paesi europei il requisito della fedeltà non è contemplato in nessuna norma, per nessun tipo di coppia, perché pur essendo un requisito morale importante non può di certo essere imposto per legge.

In Italia la fedeltà sopravvive nel codice civile come requisito frutto di un retaggio culturale contro le donne, un retaggio maschilista che era niente meno che alla base del delitto d'onore, che quindi va oggi superato e, come in tanti sosteniamo, da escludere totalmente dal nostro ordinamento.
Colleghi, in conclusione questa legge, seppur menomata, renderà le unioni civili una realtà anche in Italia.
Abbiamo fatto un primo passo per cambiare: dal Diritto di famiglia al Diritto delle famiglie. Da oggi cambierà la nostra società.

"Cosa sono per me i diritti?" - mi scrive Francesco - "I diritti sono io. Sono il mio nome e il mio cognome, sono quello che sono da quando sono nato, anzi, sono quello che non ho da quando sono nato: la possibilità di essere considerato uguale agli altri, indipendentemente dalla forma del mio amore." Grazie a questa legge, e concludo signor Presidente, milioni di italiani troveranno finalmente cittadinanza.

16.20

- E in sottofondo si sentono insulti vari, come non accadrebbe neanche all'asilo. La diretta televisiva non farà fare una bella figura questi senatori.

16.19 - E anche oggi ci tocca sentire dichiarazioni omofobe che, in presenza di una legge ad hoc sull'omofobia, avrebbero portato allo svuotamento del Senato.

16.16 - Tocca al senatore Gian Marco Centinaia di Lega Nord, che sottolinea come nonostante il Governo abbia chiesto la fiducia, nessuno dei rappresentati del Governo sia presente in Aula per assistere al voto e alle dichiarazioni di voto.

Per noi esiste una sola famiglia, una società naturale fondata sul matrimonio. Molto spesso i colleghi si dimenticano che esiste una Costituzione.
16.15

- Sembra evidente che i senatori non hanno ben chiaro l'effettiva durata di un minuto.

16.13 - La senatrice Anna Cinzia Bonfrisco (Conservatori e Riformisti) elenca tutti i personaggi che vengono smentiti da questo maxiemendamento. Non è chiaramente d’accordo con la scelta di PD e NCD:

Questa legge lascia un mare di diritti non garantiti a tutte quelle coppie di fatto che non sono omosessuali. Noi non votiamo una legge, ma una specie di Frankenstein, una legge del Governo Renzi.

No alla fiducia al Governo.

16.08 - Ricordiamo che ogni senatore ha a disposizione 1 minuto per parlare e fare la propria dichiarazione di voto.

16.07 - Maria Mussini (Misto) comincia facendo una classifica di chi ha perso con questo maxiemendamento. La critica allo stralcio della stepchild adoption è forte.

16.05 - Alessandra Becchini dell'Italia dei Valori annuncia che voterà sì.

16.05 - Si parte con la senatrice Laura Bignami (Misto-Movimento X) si dichiara delusa dello stralcio della stepchild adoption, cita Barabba e la minoranza che ama. E dà le dimissioni in diretta.

16.00 - In diretta televisiva, come annunciato dal Presidente del Senato Pietro Grasso, la seduta riprende e si parte con le dichiarazioni di voto.

25 febbraio 2016 - Il voto di fiducia è stato anticipato alle 17.15 di oggi.

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22.25 - Il voto di fiducia sul maxiemendamento al DDL Cirinnà è previsto per le 19.00 di domani, giovedì 25 febbraio.

21.30 - Anche la senatrice Monica Cirinnà, saldamente ancorata al proprio posto dopo aver anticipato le proprie dimissioni nel caso in cui il DDL di cui è prima firmataria fosse stato rimaneggiato al punto da trasformarlo rispetto alla versione discussa al Senato - "se legge sulle ‪#‎unionicivili‬ diventerà una schifezza sono pronta a togliere firma ed a lasciare la politica", è intervenuta per commentare l’accordo raggiunto tra il PD e NCD, quello che rimuove la stepchild adoption e l’obbligo di fedeltà per le coppie che si uniscono civilmente, di fatto introducendo un nuovo istituto giuridico che autorizza il tradimento del partner:

Siamo davvero ad un passo da una legge storica, che assegnerà finalmente, dopo un ritardo insopportabile, diritti concreti e pieni alle coppie gay. Nel maxi emendamento c’è un passaggio di garanzia che non preclude il lavoro dei magistrati nella tutela della continuità affettiva del minore. Viene inoltre esplicitato il riconoscimento della vita familiare e la norma antidiscriminatoria dell’art 3. Resta fermo l’impegno che mi sento di prendere oggi, raccogliendo le indicazioni del segretario Renzi, di lavorare da subito ad un disegno di legge di riforma delle adozioni.
20.20

- Il Governo Renzi ha ufficialmente messo la fiducia sul maxi-emendamento, frutto dell'accordo tra PD e NCD, il cui contenuto andrà a sostituire il testo del disegno di legge Cirinnà. Il Presidente del Senato Pietro Grasso, dopo aver preso atto delle parole di rito pronunciate in Aula dal ministro Boschi ha sospeso la seduta odierna per convocare la conferenza dei Capigruppo.

A breve dovrebbe essere diffuso il testo integrale di questo maxi-emendamento.

19.10 - E anche Matteo Renzi, rispolverando l'odioso hashtag #LaVoltaBuona, è corso a gongolare su Twitter per l'accordo raggiunto con Alfano:

Qualcuno gli spieghi che questo non è un passo storico per l'Italia, ma una porcata imbarazzante che fa contenti tutti i partiti politici e lascia con poco più di un pugno di mosche i reali destinatari di questa legge, l'intera comunità LGBT che stava davvero assaporando la possibilità di un'Italia al passo coi tempi e col resto dell'Europa occidentale. E invece anche stavolta il nostro Paese si farà riconoscere per un bigottismo e una chiusura mentale senza precedenti. Qui, davanti a un testo del genere, c'è davvero poco da gongolare.

18.40 - Alla conferma dell’accordo raggiunto tra PD e NCD è arrivata anche la conferma del punto d’incontro tra i due partiti: proprio come anticipato poco fa, questo maxi-emendamento va ad eliminare la stepchild adoption dal DDL Cirinnà e l’obbligo di fedeltà tra i due componenti di un’unione civile, contenuto nell’articolo 3 del testo del disegno di legge in esame.

Per tentare di mettere un freno alla rabbia dei tanti delusi da questo accordo che va a snaturare il testo originale, il senatore Luigi Zanda, capogruppo del PD al Senato, ha confermato che la stepchild adoption sarà introdotta con un disegno di legge ad hoc che dovrà essere approvato alla Camera e al Senato entro la fine di questa legislatura.

18.14 - L’accordo tra PD e Nuovo Centrodestra è stato raggiunto. La conferma è arrivata dal senatore Andrea Marcucci, primo firmatario dell’emendamento canguro dichiarato inammissibile dal Presidente del Senato Pietro Grasso. Rispondendo alle domande dei giornalisti, Marcucci si è limitato a dichiarare:

É fatta. L’emendamento è scritto molto bene, ora aspettiamo la bollinatura.

Non è chiaro quel “bene” a cosa si riferisca, ma ormai è soltanto questione di ore e lo scopriremo.

18.14 - Potrebbe tornare in Senato già questa sera, contrariamente a quanto diffuso in mattinata, il DDL Cirinnà nella nuova versione frutto dell’accordo tra il Partito Democratico e il Nuovo Centrodestra, con inizio di discussione nella serata di oggi e probabile votazione nella giornata di domani.

Lo ha confermato oggi pomeriggio Angelino Alfano, ministro dell’Interno e leader di NCD, secondo il quale il disegno di legge arriverebbe in Senato spogliato della parte dedicata alla stepchild adoption e del riferimento al dovere di fedeltà come obbligo delle persone unite civilmente.

Di fatto, in questo modo, due persone che si uniscono approfittando della nuova legge non avranno l’obbligo di essere fedeli. Una richiesta, a quanto pare accordata, che sarebbe arrivata proprio dal Nuovo Centrodestra, deciso a differenziare il più possibile le unioni civili dal matrimonio.

Ne capiremo di più non appena avremo modo di leggere il testo integrale di questo maxi-emendamento.

15.20 - Continuano i colpi di scena a pochi ore dal ritorno in Aula del già mutilato DDL Cirinnà. Se è vero che un accordo tra il PD e NCD sarebbe stato già raggiunto, in queste ore si fa strada l’ipotesi che NCD vorrebbe di più. Più dello stralcio già confermato della stepchild adoption.

A rivelarlo è il Ministro della Sanità Beatrice Lorenzin - passata al Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano nel 2013 dopo esser stata per anni con Forza Italia prima e col Popolo Della Libertà dopo - che oltre allo stralcio della stepchild adoption vorrebbe modificato il testo del disegno di legge al punto da eliminare ogni possibile equiparazione delle unioni civili al matrimonio.

24 febbraio 2016 - Slitta a domani la ripresa dei lavori in Senato sulle Unioni Civili. Il voto sul Milleproroghe è slittato a oggi e l'intero calendario del lavori è stato posticipato di almeno un giorno.

Unioni Civili in Senato senza stepchild adoption. Zanda: “Faremo un Ddl ad hoc”

17.20

- A fare un riepilogo dell’incontro di oggi, e riferire quindi della strategia ufficiale del Partito Democratico, ci ha pensato poco fa Luigi Zanda, capogruppo PD al Senato.

Il maxi-emendamento è stato messo a punto e la stepchild adoption è stata ufficialmente esclusa dal DDL Cirinnà. La promessa fatta dal PD è che, subito dopo l’approvazione delle unioni civili, verrà creato un DDL ad hoc sulla stepchild adoption, DDL a cui il PD starebbe già lavorando:

Il governo impegna il massimo che può impegnare, con la fiducia sul ddl sulle unioni civili. Mi sembra che sia il documento più serio, a dimostrazione di quanto il PD tenga a questa stagione sui diritti. Abbiamo lavorato per 2 anni in commissione e poi in aula sul tema in un percorso parlamentare che si è incagliato quando il Moveimento 5 Stelle ha decisio di modificare la sua linea. […] Il nostro è un impegno politico, le adozioni, anche le adozioni del figlio del partner, per le coppie omosessuali, saranno inserite in una disegno di legge che peraltro è già completo. Stiamo vedendo se farlo partire alla Camera o al Senato.

Questo DDL ad hoc, spiega Zanda:

rivedrà il tema delle adozioni che è un tema su cui c’è una grande domanda nel Paese per essere rivisto. Nel ddl si vedranno le posizioni delle varie forze politiche, anche di quelle che hanno chiesto per tanto tempo che le adozioni venissero stralciate dal testo di legge delle unioni civili per essere inserite in un disegno di legge ad hoc. Vedremo li’ cosa diranno tutti i partiti.
E questa è la strategia ufficiale del Partito Democratico

, in accordo con NCD di Angelino Alfano. Non è chiaro, al momento, quali altri punti di accordo siano stati raggiunti dai due partiti, se il DDL Cirinnà dovrà dire addio soltanto alla stepchild adoption o se verranno effettuate altre modifiche al ribasso.

La discussione riprenderà in aula domani e l’idea del PD è quella di arrivare ad approvare il DDL già entro il weekend, permettendogli poi di proseguire il veloce percorso alla Camera.

Pietro Grasso dichiara inammissibile l'emendamento canguro

14.05

- Intanto, secondo quanto si apprende, il Presidente del Senato Pietro Grasso, dopo la riunione dei Capigruppo, avrebbe dichiarato inammissibile l’emendamento canguro, quello a firma del senatore Marcucci, precisando che gli emendamenti ammessi all’esame sarebbero circa 500.

14.00 - Monica Cirinnà è tornata a tuonare contro i senatori del Movimento 5 Stelle, responsabili della situazione in cui il DDL sulle unioni civili si trova da qualche giorno a questa parte:

Personalmente, insieme ai colleghi Lumia e Lo Giudice, ho ricevuto rassicurazioni, sia a voce che attraverso sms, da senatori del Movimento 5 Stelle a ridosso della votazione in aula dell’emendamento Marcucci che loro avevano raggiunto l’accordo interno al gruppo per votare il cosiddetto canguro sia intero che spacchettato. Questo è accaduto nei giorni scorsi fino alla tarda serata di lunedì 15 febbraio. Chi afferma il contrario è bugiardo.

E, ancora, con accuse molto pesanti:

Nell’emendamento canguro erano contenuti non solo tutti i diritti per le coppie dello stesso sesso, ma anche l’art. 5 per l’adozione speciale. Questa è la prova assoluta che il Pd voleva portare a casa l’intera legge. Non votando il canguro M5S ha prodotto due risultati. Il primo: condannare le famiglie Arcobaleno al non riconoscimento della loro genitorialità. Il secondo: costringere il PD al voto di fiducia per non lasciare alla roulette russa dei voti segreti i diritti e la vita di tante persone. E’ bene ricordare che la posizione di M5S in 10 giorni è passata dal sostegno pieno alla legge, al voto di coscienza, al no al canguro, alla richiesta del voto in aula e ora, ma solo per ora, nuovamente al sì alla legge. Quale affidabilità possono garantire? Nessuna.

Senatori del #M5S bugiardi e non più credibili. Il Partito Democratico dice no roulette russa sui diritti e sulla vita delle persone #unionicivili

Posted by Monica Cirinnà on Tuesday, February 23, 2016
23 febbraio 2016

- La decisione sul futuro del DDL Cirinnà verrà presa ufficialmente nel primo pomeriggio di oggi, ma è già chiaro che la strada presa dal PD è quella categoricamente esclusa dal premier Renzi e dalla senatrice Cirinnà nelle ultime settimane. Il dietrofront di M5S ha cambiato tutto e ora il PD è sceso a patti col Nuovo centrodestra di Angelino Alfano: addio stepchild adoption, salvaguardati gli articoli 2 e 3, definiti dalla stessa Cirinnà “il cuore della legge”.

Assente da più di 24 ore da Facebook - dopo una presenza costante negli ultimi giorni - la senatrice Cirinnà ha dichiarato:

Sulle unioni civili da due anni giochiamo a scacchi e l’emendamento del governo può farci fare scacco matto. A chi? A tutti coloro che in modo dichiarato o in maniera subdola hanno ostacolato l’iter e a chi ci sfida al voto in aula con l’unico triste risultato di non averci fatto votare l’emendamento Marcucci che avrebbe messo al riparo i contenuti fondanti della legge compresa la stepchild adoption. In quell’emendamento da troppi ostacolato e considerato antidemocratico c’era la vera volontà e determinazione del Pd, quella di ottenere una legge piena di diritti per le coppie con il riconoscimento della genitorialità. Come ha detto bene Renzi ieri, questa volontà del Pd in Senato non ha i mezzi per essere approvata.
Chi chiede di venire in aula a votare escludendo il maxiemendamento del governo deve sapere che non è una questione numerica di emendamenti (sono circa 500) ma di merito. In particolare di quelli che saranno sottoposti al voto segreto.

E, ancora:

Poichè il cuore della legge risiede negli articoli 2 e 3, esporre alle imboscate del voto segreto il riconoscimento di diritto pubblico della coppia, la tutela dei diritti sociali (ad esempio la reversibilità) è un rischio troppo grande. Cosa accadrebbe se sulla scacchiera dovessimo perdere, a voto segreto, i pezzi principali come la regina, la torre e l’alfiere? Non si può giocare con la vita e diritti delle persone. Sono certa che la volontà del governo, con il quale ho lavorato in modo strettissimo in questi due anni sia quello di mantenere gli impegni presi con migliaia di cittadini e le loro famiglie e per riportare l’Italia in Europa sul tema dei diritti. Aspettando di vedere il testo del maxiemendamento, che spero sia rispondente ai punti fondanti del ddl, mi auguro che il Parlamento voglia al più presto portare a conclusione questa partita che coinvolge il futuro di tanti cittadini che ancora non possono dirsi pienamente tali.

E anche Renzi, nella sua enews, ha ribadito ieri l’esigenza di andare avanti in tempi brevi, sottintendendo l’accordo già anticipato:

Tante polemiche, al solito, dopo l’ennesimo dietrofront del Movimento Cinque Stelle che aveva assicurato il sostegno all’emendamento Marcucci e poi ha cambiato idea venti minuti prima del voto decisivo. Mia opinione: non possiamo ritardare ancora l’approvazione della legge. Sono decenni che con tutte le scuse si rinvia, si ritarda, si rimanda. Adesso è arrivato il momento di decidere, anche a costo di usare lo strumento della fiducia.

E intanto, mentre si attende l’annuncio ufficiale, c’è già chi gongola:

UNIONI CIVILI: ACCORDO CON PD POSSIBILE A TRE CONDIZIONISe il Pd vuole veramente fare un accordo con noi sul tema...

Posted by Roberto Formigoni on Monday, February 22, 2016

Il PD, arrivando a raggiungere questo accordo, ha praticamente fatto contenti tutti. Almeno in politica: il Nuovo centrodestra potrà gongolare e farsi forte del proprio ruolo fondamentale nel Governo Renzi, il M5S che potrà continuare ad attaccare il PD per questo improvviso voltafaccia del premier, il PD potrà comunque gioire per far approvato la tanto desiderata legge sulle unioni civili, l’Europa tirerà un sospiro di sollievo su questo fronte, dopo averci chiesto a lungo di fare un passo nel presente.

Di fatto a restare scontenti sono proprio chi avrebbe dovuto beneficiare in toto del DDL Cirinnà. É vero, i gay e le lesbiche potranno celebrare le unioni civili, ma quei bambini e quelle famiglie in attesa della stepchild adoption continueranno a rimanere senza diritti.

Unioni Civili in Senato senza la stepchild adoption? Si torna in aula il 24 febbraio

18.00

- E mentre gli accordi e i tentativi di accordo proseguono, le associazioni LGBT seguono da vicino questo processo di trasformazione del DDL Cirinnà, che potrebbe diventare una legge a metà. Per scongiurare questo, o almeno provarci, Arcigay ha dato appuntamento a tutti i sostenitori delle unioni civili per un sit-in davanti al Parlamento per mercoledì 24 febbraio, giorno del ritorno in aula del testo Cirinnà:

Stando a quanto riferiscono questa mattina i giornali, si direbbe che più che davanti a un bivio il ddl sulle unioni civili si trovi in ostaggio di un destino inesorabile. È come scrivere le leggi tutela dei bambini assieme all'orco. Le condizioni per poter proseguire nell'approvazione della legge con l'attuale testo ci sono se PD, Movimento 5 stelle e SEL si siedono attorno ad un tavolo ed emendamento per emendamento prendono l'impegno di non tradire le aspettative di milioni di persone sciogliendo le ambiguità e mettendoci tutti la faccia, senza far ricorso a libertà di coscienza e giochi politici vari che non permettono di fare chiarezza su chi sostiene e chi no la legge. Per una volta si faccia prevalere l'interesse supremo dei cittadini e del Paese ad uscire dal medioevo dei diritti. Per questo è importante che le persone lgbt e tutti quelli che hanno cara questa battaglia si mobilitino. Arcigay sarà in presidio già mercoledì 24 febbraio, dalle 16 in piazza delle Cinque Lune, nei pressi del Senato, dove è in programma la ripresa della votazioni. È giunto il momento di difendere le nostre vite è i nostri diritti negati da troppi decenni: chi quel giorno entrerà in aula pensando di svendere le nostre storie a un calcolo elettorale dovrà prima avere il coraggio di guardarci negli occhi.
22 febbraio 2016

- A poche ore dal ritorno in Senato del DDL Cirinnà, prende sempre più corpo l’ipotesi di un maxi-emendamento studiato in accordo col Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano, che vedrà lo stralcio della tanto discussa stepchild adoption nonostante le associazioni LGBT e i ripetuti appelli in arrivo dai cittadini volessero scongiurare proprio questo.

É La Repubblica, oggi, a scrivere che sarebbe già pronta una bozza di questo maxi-emendamento sul quale il Governo potrebbe arrivare a mettere la fiducia:

All’interno è riportato quasi interamente il testo del ddl Cirinnà, con le modifiche già concordate e quello stralcio che fa discutere: sono stati cancellati,infatti, l’ultima parte dell’articolo 3 e l’intero articolo 5, che facevano riferimento alla stepchild adoption.

Nulla è ancora deciso, anche se sembra ormai questa la strada che il PD intende intraprendere. La decisione verrà presa nel pomeriggio di domani, quando l’assemblea dei senatori del PD si riunirà insieme al premier Matteo Renzi. Anche il senatore Marcucci, primo firmatario dell’emendamento canguro che quasi certamente verrà messo da parte, si è detto favorevole a questa ipotesi:

Il maxi-emendamento è la strada più sicura per approvare le unioni civili. Il Pd non vuole correre il rischio di un iter lungo che potrebbe essere nuovamente condizionato dai cambi di passo del M5S. Il testo del governo deve recepire l'impianto previsto dal ddl Cirinnà.

Unioni Civili, la discussione in Senato del DDL Cirinnà: si torna in aula il 24 febbraio

13.15

- La seduta è sospesa, si torna in aula il 24 febbraio.

13.13 - Proposta di rinvio della discussione oltre la prossima settimana: il Senato non approva.

13.10 - Proposta di andare avanti nel fine settimana: il Senato non approva.

13.09 - Al via il voto sul rinvio della discussione del DDL Cirinnà alla settimana prossima. Si comincia dalla proposta di andare avanti fin da subito: proposta bocciata.

12.55 - La tensione in aula è arrivata alle stelle oggi, come mai aveva fatto sul tema così delicato delle Unioni Civili. A scontrarsi in Senato sono state due senatrici, Laura Bottici di M5S e Alessandra Bencini, ex di M5S passata all’Italia dei Valori nel luglio dello scorso anno:

12.50 - La discussione è brevemente ripresa dopo la conferenza dei Capigruppo, ma tutto slitterà a mercoledì 24 febbraio. La decisione viene rimessa al voto dell'Aula, che a breve si esprimerà sulla richiesta di rinvio.

10.40 - Come richiesto da tutti i gruppi, il Presidente del Senato sospende la seduta e convoca la conferenza dei Capigruppo.

10.20 - La richiesta di una Capigruppo viene abbracciata da tutte le parti. Gli interventi si susseguono uno dopo l'altro, si prende tempo per fare precisazioni sul canguro, sugli emendamenti da votare e sulla posizione presa ieri da M5S.

9.55 - La richiesta di Lega Nord è chiara: ritirare l'emendamento Marcucci, il cosiddetto canguro, e convocare la Capigruppo.

17 febbraio 2016, ore 9.40 - Nuova seduta, iniziata alle 9.30 come da programma. Il senatore Zanda del PD ha preso la parola per chiedere a Grasso di convocare la Capigruppo per fare il punto della situazione dopo il dietrofront di M5S.

9.03 - A pochi minuti della nuova seduta in Senato, le associazioni LGBT italiane hanno scritto una lettera indirizzata ai senatori del Movimento 5 Stelle, ieri protagonisti di un clamoroso dietrofront che rischia ora di mettere in pericolo il futuro del DDL Cirinnà:

Il Movimento Cinque Stelle, in poche settimane, è passato da un sì incondizionato alla legge Cirinnà – la voteremo nella sua interezza se non verrà stravolta, dicevano – alla libertà di coscienza sulla stepchild adoption per poi arrivare, ieri, agli applausi del centrodestra quando è stato annunciato che i senatori pentastellati non voteranno l'emendamento Marcucci, l'unica strada, al momento, che può assicurare l'approvazione della legge senza stravolgimenti.
È il tempo di decidere cosa vale di più: il rispetto di questioni di metodo o il rispetto della vita di milioni di cittadini e dei loro bambini. Dopo il tempo passato a chiedere a tutte le forze politiche di assumersi le proprie responsabilità, è ora che voi, che forza politica siete diventati, vi dimostriate davvero responsabili di fronte al paese. Perché le regole democratiche vanno rispettate e applicate per tutelare i cittadini, non contro di loro.
Non votare quell'emendamento significa aprire una autostrada agli emendamenti della Lega che hanno come unico e solo obiettivo quello di stravolgere la legge e renderla inutile o peggio deleteria per le nostre vite.
Non votare quell'emendamento significa lasciare le sorti della legge in mano a chi vorrebbe anche solo una legge di facciata per rispondere a quanto ci viene richiesto dalla Corte Europea dei Diritti Umani e dalla Corte Costituzionale.
Ai senatori del movimento consigliamo di farsi un giro sui social network per avere un'idea, anche minima, della delusione e della rabbia che le loro decisioni stanno provocando nella comunità Lgbt.
Ci appelliamo alla vostra libertà di pensiero e alla vostra coscienza: trovate, questa mattina, una soluzione per approvare questa legge.
Avete ancora un'opportunità per non passare alla storia come il movimento che è riuscito a negare i diritti dei gay, delle lesbiche e dei loro figli, per un calcolo politico miope e senza prospettive.
Ci appelliamo a ciascuno di voi: non prendete decisioni che peseranno per chissà quanti anni sulle vite di tante e tanti. Volete essere quelli che hanno affossato una nuova stagione dei diritti o quelli che l'hanno fatta fiorire?

Unioni Civili, la discussione in Senato del DDL Cirinnà: votazione rinviata a domani

19.14

- Si torna in aula alle 9.30 di domani, mercoledì 17 febbraio 2016.

19.10 - Grasso opta per l'alzata di mano per capire chi è favorevole e chi è contrario alla richiesta di rinvio. E vincono i contrari: la seduta odierna viene rinviata.

19.08 - Il Presidente del Senato prende la parola dopo tutti gli interventi di oggi, mentre in Aula rischi di scoppiare una bagarre e si pronuncia sulla richiesta di sospensione del voto.

19.04 - Mentre si continua a perdere e prendere tempo per non arrivare al voto - col Movimento 5 Stelle che ha fatto un passo indietro e spiegato che i suoi senatori non voteranno l'emendamento canguro - ecco il lungo intervento del senatore Zanda:

Intervento Senatore Zanda sugli emendamenti al ddl sulle #uni...

L'intervento del nostro capogruppo Zanda durante la discussione sugli emendamenti al ddl sulle #unioncivili

Posted by Monica Cirinnà on Tuesday, February 16, 2016
18.59

- Ad ogni nuovo intervento ormai parte il boato di sottofondo di chi chiede che si vada al voto.

18.45 - La discussione va avanti. Appare ormai chiaro che oggi non si andrà al voto. Anzi, l'apertura del dibattito senza scontata.

18.20 - Nitto Palma di Forza Italia interviene per fare alcune precisazioni.

Il DDL Cirinnà non ha avuto trattazione in Commissione. Nel senso che è stata svolta la relazione da parte della relatrice e poi non vi è stata alcuna discussione.

E, ancora:

Non è vero che non si vuole una legge sulle unioni civili. Quello che non vogliamo è una legge che va a violare la Costituzione e la sentenza della Corte Costituzionale richiamata anche da Zanda. Non vogliamo far passare il matrimonio egualitario in un’unione civile.
18.12

- Il senatore Luigi Compagna di Grandi Autonomie e Libertà prende la parola contro l'emendamento canguro e l'ordine degli emendamenti, che mette proprio quello firmato da Marcucci tra i primi.

18.00 - Zanda spiega che la Lega Nord, pur avendo eliminato quasi 4500 emendamenti, ne ha lasciati circa 600 che fanno esattamente quello che si contesta all'emendamento Marcucci.

17.51 - Il senatore Raffaele Volpi di Lega Nord se ne esce con un "Ma stai zitto". Questo è il livello dell'opposizione. Zanda riprende, tra un bicchiere d'acqua e l'altro, elogiando l'emendamento canguro al centro del dibattito odierno.

17.51 - É la volta del senatore Luigi Zanda del Partito Democratico, che nella giornata di oggi aveva dichiarato:

Il super canguro è in calendario, non vedo come si potrebbe non votarlo.

Zanda spiega anche oggi sono i giudici che si esprimono sulla questione in assenza di una legislazione:

Dobbiamo fare questa legge. Dobbiamo approvarla e dobbiamo farlo in fretta.
17.50

- Prende la parola il senatore Pier Ferdinando Casini dell'UDC, che si rivolge al Partito Democratico:

Vorrei dire che rispetto profondamente tutti i colleghi. Non ho la pretesa della verità, perchè la maturità mi induce a rispettare le opinioni diverse. [...] Nelle prossime votazioni in quest'aula qualcuno potrà sperare di vincere, qualcuno potrà soccombere, ma prima di entrare nel merito c'è già un perdente: il Parlamento.
17.42

- Tocca a Mario Mauro di Grandi Autonomie e Libertà:

Il mio sarà un intervento molto breve. Mi appello ai colleghi di M5S per far capire che non ha senso promuovere i diritti violando un diritto. Abbiamo condiviso insieme battaglie rilevanti.
17.42

- Paolo Romani di Forza Italia chiede a gran voce che venga cancellato l'emendamento Marcucci, il cosiddetto canguro. E chiede al Presidente del Senato di prendere una decisione:

O convoca una conferenza di capigruppo o verifica la possibilità di affrontare questo provvedimento discutendone correttamente.
17.40

- Sembra incredibile, ma si sta ancora discutendo dell’emendamento canguro. Renato Schifani si è detto assolutamente contrario, dal momento che l’approvazione di questo emendamento limiterebbe le manovre sull’articolo 5 del DDL Cirinnà, quello sulla stepchild adoption. Quello che chiede l’opposizione, come anticipato in giornata, è lo spacchettamento dell’emendamento canguro.

17.20 - Quagliariello di Identità e Azione prende la parola contro l’emendamento canguro:

Stiamo cangurando un testo che non è neppure passato in Commissione, anzi da questa è stato scippato.
17.04

- Si discute più o meno del nulla. É come se fosse la prima volta che si vota in Senato.

17.03 - E tocca già a Carlo Giovanardi, pronto a fare polemica sull’obbligo di frequenza, sulle registrazione della presenza e sulle trasmissioni televisive di carattere politico il mercoledì, il giovane e il venerdì sera, quando i politici stanno svolgendo il proprio lavoro e non hanno la possibilità di partecipare. Questo sì che, in questo momento, era un argomento da snocciolare.

17.00 - Il Presidente del Senato ha illustrato le regole per le votazioni.

16.50 - Forse ci siamo. O quasi.

16.48 - Si perde tempo in maniera piuttosto evidente ed imbarazzante.

16.34 - La seduta è aperta, ma ci comincia a discutere di altre questioni non inerenti al DDL Cirinnà o alle Unioni Civili.

16 febbraio 2016 - Ci siamo. Il giorno X è arrivato. Tra circa un’ora inizieranno le votazioni sul DDL Cirinnà, a cominciare da quella - salvo colpi di scena - sul cosiddetta canguro, l’emendamento firmato da Andrea Marcucci che punta ad eliminare una grandissima parte degli emendamenti presentati dall’apposizione e, soprattutto, a salvaguardare l'articolo 5 sulla stepchild adoption che in tanti vogliono rimuovere.

Monica Cirinnà, a poche ore dal suo arrivo in Senato, ha condiviso un lungo post pieno di speranza su Facebook:

Care amiche e cari amici,siamo arrivati al giorno X, mi sento una giovane universitaria a poche ore dall'appello d'...

Posted by Monica Cirinnà on Tuesday, February 16, 2016

Prepariamoci ad un’opposizione che farà di tutto per rallentare o bloccare il voto di oggi. Roberto Calderoli di Lega Nord, a propositi del canguro, ha spiegato:

Il Marcucci ricalca interamente il testo Cirinnà e quindi non può essere votato prima di altri emendamenti premissivi presentati dalla Lega. Vediamo in aula quale canguro salterà più in alto.

Si sta addirittura ipotizzando di spacchettare l'emendamento canguro - la maggioranza del PD è contraria - permettendo così di mandare avanti le unioni civili e bloccare momentaneamente il percorso della stepchild adoption.

Le associazioni LGBTI italiane, subito dopo aver appreso di questa ipotesi, hanno lanciato un appello ai politici:

il disegno di legge 2081 ("Cirinnà") è la prima misura minima di tutela e garanzia per le coppie di gay e di lesbiche e per le loro famiglie. Cittadine e cittadini che aspettano da 30 anni che anche l'Italia gli riconosca pari dignità, pari diritti e pari doveri. Spacchettare il canguro, ipotesi verso cui hanno aperto i senatori del Movimento Cinque Stelle, significa una sola cosa: accettare che la legge arretri e venga mutilata prima del voto finale: le cronache di questi giorni, infatti, hanno reso evidente che non esiste una volontà vera di giungere a una sintesi. La sintesi, lo ribadiamo, è d'altronde già scritta e si ritrova nel testo in discussione. Chi, in maggioranza o in opposizione, chiede di riscrivere quella sintesi lo fa per rafforzare una discriminazione, per togliere diritti ai bambini o per sabotare del tutto la legge. Nessuno di questi tre obiettivi può essere definito rispettabile, aprire spiragli in questa direzione è un atto irresponsabile, che indebolisce la legge e umilia le persone.

E, ancora:

La legge Cirinnà sarebbe il primo passo nel cammino dei diritti, che in Italia può iniziare, tardivamente e colpevolmente, solo adesso. Ci rimettiamo alla responsabilità di ogni singolo senatore di qualsiasi schieramento politico: oggi avete la bellissima occasione di migliorare la vita delle persone. Non c'è alcuna ragione politica, nessuna prassi parlamentare, superiore al fine di questa legge e alla responsabilità per cui siete chiamati nel votarla. Non abbiamo mai accettato nessun gioco politico sulla nostra pelle, sulle nostre vite e su quelle dei nostri figli e figlie. Non lo abbiamo fatto ieri e non lo faremo oggi. Ogni senatore e ogni senatrice sarà responsabile del successo o dell'insuccesso di questa importante pagina storica della nostra Repubblica.

Unioni Civili, la discussione in Senato del DDL Cirinnà: il voto slitta al 16 febbraio

20.00

- Le votazioni sono state rinviate a martedì 16 febbraio, mentre a partire da domani comincerà la presentazione degli oltre 6.000 emendamenti presentati. Le operazioni di voto si interromperanno mercoledì e riprenderanno giovedì, quando si spera toccherà al voto finale.

La partita è ancora aperta.

18.00 - La seduta è sospesa. Viene convocata la conferenza dei capigruppo, come richiesto dal senatore Zanda.

17.55

- La mozione presentata da Calderoli viene respinta con 101 voti favorevoli, 195 contrari e 1 astenuto.

17.25 - Archiviato momentaneamente l’incubo Giovanardi, è Maurizio Romani dell’Italia dei Valori a prendere la parola. Il senatore, favorevole al DDL Cirinnà, si esprime a favore della decisione di Grasso.

17.10 - Giovanardi, infervorato e a rischio embolo, attacca direttamente il presidente del Senato con un pippone che nulla aggiunge alla questione, ma che conferma soltanto chi è Giovanardi. Già epica la risposta di Grasso:

Le sue offese sono una medaglia.
16.56

- L'imbarazzante intervento di Calderoli prosegue tra un imbarazzo e l'altro. Imbarazzo nostro che lo stiamo ascoltando e dei presenti. Anche i suoi si concedono qualche debole applauso, più per dovere che per altro. Un siparietto davvero ridicolo.

16.54 - Calderoli, tra due fiacchi applausi, accusa Grasso di aver preso una decisione politica e ci butta dentro anche Sanremo che ha sostenuto apertamente le unioni civili grazie a quasi la metà dei cantanti che ha aderito all’appello #SanremoArcobaleno.

16.50 - Il Presidente del Senato, prendendola molto larga, ha respinto la proposta di settanta senatori di non passare al passaggio degli articoli e rimandare il testo in Commissione, come vi avevamo anticipato stamattina. Calderoli non ci sta e ribatte con una memoria di sei pagine. Se ne farà comunque una ragione.

16.34 - Si parte. La seduta si apre con pochi minuti di ritardo.

12.00 - All’avvio della seduta odierna c’è il rischio di un primo stop al DDL Cirinnà. 74 senatori hanno chiesto il voto segreto sull’emendamento presentato da Quagliariello e Calderoli, un emendamento che chiede il blocco della legge così com’è e il suo ritorno in Commissione, con un notevole slittamento dei tempi.

Spetterà al presidente del Senato Pietro Grasso il compito di decidere se respingere la richiesta o accettarla e dare quindi il via al voto segreto.

10 febbraio 2016 - A pochi giorni dall’ultima seduta, si torna in aula oggi pomeriggio col seguito della discussione del DDL Cirinnà e le prime operazioni di voto. Quella di oggi, e quelle che seguiranno, sarà una giornata decisiva per il futuro delle Unioni Civili in Italia.

Unioni Civili, la discussione in Senato del DDL Cirinnà: il resoconto della terza seduta

17.30

- La discussione prosegue. Si è tornati in aula alle 16.30 dopo la pausa pranzo con l’intervento del senatore Nunziante Consiglio della Lega Nord, che ha dato il peggio di sé e della Lega tutta arrivando a parlare di “poligamia e pedofilia”. Subito dopo, per farci dimenticare quel delirio, è intervento il senatore Franco Panizza, a favore delle unioni civili.

La senatrice Fabbri del Partito Democratico ha preso la parola:

Oggi siamo chiamati ad occuparci anche dei doveri della Repubblica verso questo stesso individuo e le formazioni sociali in cui opera, come affermato nell’articolo 3, comma 2, della Costituzione. La Repubblica deve realizzare un’effettiva solidarietà che consenta a ciascuno lo sviluppo completo della propria vita in tutte le espressioni individuali e sociali. L’obbligo costituzionale di solidarietà, espressione del diritto all’uguaglianza sostanziale, ci impone quindi di adottare finalmente una normativa che riconosca uguali diritti e rimuova anche l’odiosa differenza di diritti basata sulle scelte della propria personalità affettiva. Non si può discriminare un soggetto per la persona che ama ed ancora più penalizzante sarebbe far ricadere tale disuguaglianza sui minori frutto di tali scelte sentimentali.
Pertanto, ritengo inaccettabile che il legislatore ancora non abbia avuto il coraggio di disciplinare il diritto alla continuità ed alla permanenza di un affetto, facendo pagare questo vuoto normativo anche e soprattutto ai minori, a causa di pregiudizi ideologici spesso piegati a ragioni di ordine politico.

Poi è stata la volta del senatore Franco Panizza del Partito Autonomista Trentino Tirolese:

Voglio dirlo in maniera molto chiara: e` un dibattito che non mi e` piaciuto, perché troppo spesso ha assunto i contorni dello scontro tra tifoserie, le une sorde verso le ragioni delle altre. Da moderato in politica e per carattere, speravo in un dibattito più alto, in un confronto vero. E invece ci siamo ritrovati con inviti categorici al rispetto della Costituzione, da una parte e dall’altra, tra chi issa in una curva la bandiera dell’articolo 2 e chi nell’altra quella dell’articolo 29.
Mai, come in questa occasione, ho sentito il conforto di un altro articolo della nostra Costituzione, quello della libertà di mandato dei parlamentari: io oggi la rivendico come possibilità per provare a ritornare nel merito delle questioni, per dare al nostro Paese una legge giusta, una legge che tenga conto dei diritti e delle prerogative di tutti.

L’intervento del senatore Bruno Alicata del Popolo della Libertà è ovviamente contrario alle Unioni Civili. La prende molto larga:

Il Mediterraneo rischia d’incendiarsi ogni giorno di più. C’e` una popolazione incalzata dal rischio terrorismo e da un’immigrazione incontrollata che tale rischio non esclude, anzi, lo accresce, come ha rilevato in ultimo il Ministro della difesa francese, di quel Paese principale responsabile del caos libico, che pero` si concede il lusso di tirare le orecchie al nostro Governo. Eppure, il rischio esiste, e` serio e concreto, e non bastano a smentirlo le parole irresponsabili del Governo o di chi, da Lampedusa, non vedeva l’ora dell’ennesima comparsata mediatica.
Tra qualche settimana l’Italia, probabilmente, sarà in prima linea in Libia, e forse sarebbe il caso di cominciare a preparare l’opinione pubblica a tale evenienza.
Invece cosa fanno il Premier e la maggioranza che sostiene questo Governo, il meno influente degli ultimi trent’anni a livello internazionale? Non trovano di meglio che sollazzarsi con le unioni civili tra omosessuali – il grande e primario problema italiano, quello che viene prima di tutti gli altri – un’arma di distrazione di massa, mentre da gennaio ad oggi la borsa italiana ha perso 17 punti.

E, ancora:

In questo Paese esiste una minoranza di gay con al suo interno un’altra minoranza che – si presume – vorrà un domani contrarre matrimonio. Ebbene, l’aspettativa legittima di quest’ultima minoranza ha il sopravvento per far diventare priorità del Paese il riconoscimento delle unioni omosessuali, mentre il mondo brucia e l’Italia e l’Europa sono poste di fronte a problemi seri che richiedono decisioni gravi. Ma il Governo non ha tempo. Il Premier non ha tempo e deve innanzitutto pensare al matrimonio tra omosessuali ed accontentare la sinistra interna al suo partito in cambio dell’appoggio sulle riforme.
3 febbraio 2016

- Anche oggi, come da programma, la discussione in Senato è ripresa. Tra sostenitori e oppositori, continuiamo ad assistere a dichiarazioni sentite e fatte con cognizione di causa affiancate ad assurdità e pure follia in arrivo dai cattolici e dall’opposizione.

C’è chi è arrivato a citare Dolce & Gabbana come fonte autorevole per schierarsi contro la stepchild adoption, e chi, pur sottolineando di essere contrario alla stepchild adoption, conferma che voterà comunque il DDL Cirinnà.

Unioni Civili, la discussione in Senato del DDL Cirinnà: il resoconto della seconda seduta

20.00

- La seduta è stata sospesa dopo i consueti interventi di fine seduta. Si riprenderà alle 9.30 di domani, mercoledì 3 febbraio.

19.39 - Candiani chiede quindi che venga stralciata la parte relativa alla stepchild adoption, da affrontare in separata sede con un disegno di legge ad hoc.

19.33 - Stefano Candiani di Lega Nord ha confermato in aula che, contrariamente alle indiscrezioni trapelate nelle ultime ore, Lega Nord non ha ritirato alcun emendamento.

19.12 - Stefania Pezzopane del PD si è dice pronta a votare a favore del DDL Cirinnà. Un intervento condivisibile in toto, non sembra nemmeno che si tratta della stessa persona che riempie le pagine dei gossip e fa spesso visita al salotto di Barbara D’Urso.

19.12 - A intervenire è ora Maria Rizzotti di Forza Italia, ovviamente contraria al DDL Cirinnà:

Esistono e devono essere rispettati i diritti dei bambini. Non è pensabile che per soddisfare la voglia di essere padre o madre debbano essere messi in secondo piano i diritti dei bambini. […] Perché non stralciare almeno la parte relativa alle adozioni per poi seguirla in un disegno di legge specifico? É davvero necessario affrontare questo argomento adesso?
18.30

- La parola passa a Gianpiero Dalla Zuanna del Partito Democratico, uno dei cattodem contrari alla stepchild adoption. Seguono Riccardo Mazzoni, favorevole al DDL, e Aldo Di Biagio dell’UDC, contrario alle Unioni Civili

18.20 - Dopo il lungo intervento di Monica Cirinnà, ad avvicendarsi al microfono sono Nitto Palma, contrario alle unioni civili, e Paolo Arrigoni di Lega Nord, dello stesso parere. Cosa non si far per tirare l’acqua al proprio mulino: invece di prendere come esempio uno dei tanti paesi occidentali dell’Europa che stanno anni luce davanti all’Italia, Arrigoni cita il referendum con cui i cittadini sloveni hanno detto no alle Unioni Civili poche settimane fa.

17.50 - La seduta odierna, la n. 569, si è aperta con Carlo Giovanardi, pronto a presentare quattro pregiudiziali di costituzionalità sul ddl Cirinnà per poi lasciare il posto a Roberto Formigoni, secondo il quale il testo dovrebbe tornare in Commissione Giustizia del Senato.

Dopo Giovanni Caliendo, Vito Crimi e Francesco Palermo, si passa al primo voto: le pregiudiziali di costituzionalità sono state respinte in toto. Il DDL non torna in Commissione Giustizia, il percorso va avanti.

A prendere la parola subito dopo è stata la senatrice Monica Cirinnà, relatrice del DDL in oggetto, che si è rivolta ai presenti:

Ciò che appare ormai chiaro agli italiani è che il contrario della parola discriminazione è uguaglianza. Ma attenzione questa non è ideologia ma semplicemente giustizia! tenetelo a mente colleghi quando dovremmo discutere gli emendamenti ogniqualvolta sarà violato il principio di uguaglianza avremmo prodotto una discriminazione e ci esporremo al vaglio di ragionevolezza della corte costituzionale . Un diritto può essere riconosciuto o negato : è su questo che si esprimono giuristi e magistrati poiché i diritti incidono sull'ordine costituito . Se un diritto è riconosciuto senza limiti costrittivi ad alcuni e ingiustamente negato ad altri c'è discriminazione.

E, ancora:

Un altro elemento che dobbiamo considerare e che mi ha spinto a fare tante assemblee è il desiderio di capire di molti cittadini : troppa disinformazione e troppa strumentalizzazione politica hanno fuorviato il dibattito pubblico . La frase che ritengo più falsa e più strumentale è che in Italia stiamo introducendo il matrimonio e l'adozione gay . Questo è falso : stiamo dando tutela giuridica alla vita privata e familiare di coppie omosessuali, attraverso le unioni civili , fondate sull'articolo 2 della Costituzione come indicatoci dalla sentenza 138 del 2010 della stessa Corte , e stiamo poi riconoscendo ad una delle parti dell' unione civile di chiedere al giudice la possibilità di estendere la responsabilità genitoriale sul figlio minore del partner , attraverso l'applicazione dell'articolo 44 della legge 184 del 1983 , norma del resto già applicata dei tribunali dei minori poiché ritenuta quella che consente la maggior tutela del bambino anche in caso di morte del genitore naturale.

In conclusione, l'appello vero e proprio:

Come senatori della Repubblica saremo chiamati a fare una scelta. E non ci saranno sondaggi che potranno giustificare un giorno di ritardo in più, non ci saranno motivazioni abbastanza esaustive da consentire una perpetrazione dell'illegalità del nostro Paese davanti al resto d'Europa all'indomani della condanna definitiva da parte della Corte europea dei Diritti dell'uomo sulla totale assenza di norme in materia di diritti delle persone omosessuali. Non ci saranno scuse per l'ennesima porta chiusa davanti a chi chiede solo di entrare a far parte della grande comunità delle famiglie italiane, senza nulla sottrarre a tutte le altre famiglie del nostro paese.

Come è ben chiaro a tutti, ci troviamo di fronte ad un testo che affronta in modo ampio e inclusivo tutte le manifestazioni delle relazioni affettive, siano esse eterosessuali o omosessuali, puntando a riconoscere diritti (ma anche obblighi) a relazioni che fino ad oggi sono state nell'ombra del nostro ordinamento giuridico.
Vorrei concludere questo mio intervento con il ricordo di un grandissimo italiano , mancato da pochi giorni, che ancora non abbiamo ricordato in questa aula, il regista di "Una giornata particolare", Ettore Scola che era solito dire: "Bisogna credere ai miracoli, soprattutto quelli fatti dall'uomo impegnarsi perché i sogni e le utopie si realizzino" .
Per fare questo colleghi ci vuole un'assunzione di responsabilità totale e collettiva. Noi possiamo anche non fare miracoli, ma certamente è nostro compito quello di dare al Paese una buona legge. In questo modo daremo pienezza alla vita di tanti nostri cittadini perchè i diritti non possono e non devono rimanere sogni!

2 febbraio 2016

- Riprenderà oggi pomeriggio, a partire dalle 16.30, la discussione in Senato sul DDL Cirinnà. Come già anticipato la settimana scorsa, oggi si procederà con le pregiudiziali di costituzionalità. Noi saremo qui, a partire da quell’ora, per seguire in diretta la seduta odierna.

Unioni Civili in Senato, il resoconto della prima seduta

12.30

- Dopo una serie di interventi non pertinenti, il dibattito si è chiuso. La discussione riprenderà alle 9.30 di martedì 2 febbraio.

12.14 - Dopo la confusione fatta fino a questo punto sul DDL Cirinnà, Unioni civili e stepchild adoption, arriva la senatrice Doris Lo Moro del Partito Democratico a fare un po’ di chiarezza, illustrando il disegno di legge ai tanti che hanno preso la parola questa mattina senza avere la minima idea di cosa prevede il testo.

Ve lo dico da donna e da magistrato come vengono trattati i figli nelle tradizionalissime famiglie italiane!

Tra l’applauso dei sostenitori spicca il senatore Giovanardi che si fa riconoscere facendo in Aula dei gesti non ben precisati, al punto da venir ripreso pubblicamente. Si parla di un “gesto di compravendita”, gesti che non sono consoni all’Aula.

La polemica è sfiorata e ci si avvicina alla chiusura della seduta odierna con gli interventi finali, mentre in tanti chiedono di arrivare con celerità al volo evitando le discussioni in programma.

12.00 - Il secondo intervento positivo arriva da Francesco Campanella del gruppo misto L’Altra Europa con Tsipras:

Un bambino dovrebbe arrivare davanti a un giudice solo in casi gravi.

Il senatore parla di amore, di migliaia di modi di essere padre e di essere madre, di cura dei bambini. Spiega che la storia va avanti e la società muta e cambia:

Il diritto deve accompagnare il cambiamento della società, altrimenti non fa il proprio lavoro. Il volersi appigliare a un’idea di normalità che rassicura inopportunamente, a un’idea di normalità anni ’50 col papà e con la mamma da spot tv americano. La società naturale di cui parla la costituzione non è quella maschio-femmina, è quella che precede il diritto. É un’altra cosa.

E, ancora

Queste difese di modelli astratti non sono buona politica. Non lo sono né lo diventano quando sono confortati da migliaia di mail prescritte né sono confortate quando società decidono per politiche proprie legate ai propri sponsor politici di fare degli sconti per quei cittadini che si recheranno a Roma alla grande manifestazione per la famiglia. […] Nelle città, la settimana scorsa, un grandissimo pezzo di Italia, di famiglia omogenitoriali e di famiglia eterosessuali si è riunito per dire alla politica che è il caso di svegliarsi. Bisogna essere occidentali anche per quanto di positivo l’occidente ha prodotto, non soltanto quando bisogna essere neocapitalisti.
11.55

- Dopo quasi tre ore di discussioni arriva il primo intervento a favore delle Unioni Civili e del DDL Cirinnà. Curiosamente è Sandro Bondi del gruppo Alleanza Liberalpopolare-Autonomie a spendere tante parole condivisibili che, pur citando Dio e la Chiesa, parla di arretratezza in Italia e di come tra qualche anno le unioni tra persone dello stesso sesso saranno la norma, così come lo sarà l’adozione da parte di tutte le coppie a prescindere dal proprio orientamento sessuale.

Bondi si schiera apertamente a favore delle Unioni Civili e attacca anche la Chiesa Cattolica senza troppi giri di parole:

L'arretratezza culturale dell'Italia è dovuta al clericalismo.
11.30

- L’omofobia, ne stiamo avendo decine di esempi concreti, regna sovrana stamattina in Senato, ma quello che sconvolge di più è la disinformazione che si sta facendo intervento dopo intervento, nozioni false vengono date per vere dall’opposizione pur di supportare la propria causa.

Gian Marco Centinaio, in conclusione del proprio intervento, è riuscito a pronunciare quanto segue:

Le persone normali si riproducono tra un uomo e una donna.
11.05

- Si passa ora alle questioni sospensiva e torna alla carica Carlo Giovanardi:

Se il Senato avesse voluto affrontare questo problema in maniera onesta avrebbe modificato l’articolo 29 della Costituzione.

E, a proposito della stepchild adoption, Giovanardi va a ruota libera senza cognizione di causa:

Se passasse il DDL Cirinnà tutti andranno all'estero a farsi un bambino e poi verranno in Italia a farlo regolamentare. Tutti potranno farsi un bambino perfetto modificato geneticamente.
11.00

- La linea dell’opposizione è ben chiara: le coppie omosessuali non hanno la capacità di procreare e per questo motivo la loro unione non può essere avvicinata al matrimonio così come sancito dalla Costituzione che oggi.

10.50 - Erika Stefani di Lega Nord non usa mezzi termini:

Non possiamo far finta che la famiglia sia fondata su qualcosa di diverso dal matrimonio.

e sottolinea ancora una volta, come hanno fatto tutti gli altri, che le unioni civili non possono e non devono essere in alcun modo equiparate al matrimonio, soprattuto visto che una coppia omosessuale non è capace di procreare.

10.40

- É la volta del senatore Giovanni Mauro di Grandi Autonomie e Libertà, che inizia sottolineando le proprie difficoltà nel pronunciare stepchild adoption e spiega di fatto che il DDL Cirinnà è superfluo, indicando gli articoli della costituzione in cui i diritti degli omosessuali sarebbero già tutelati, così come i bambini. Fatte queste premesse, Giovanni Mauro chiede in Aula che non si proceda con l’esame del DDL.

10.20 - Luigi Compagna si allinea a chi l’ha preceduto parla di norma scritta male e incompatibile con l’impianto della nostra Costituzione.

28 gennaio 2016 - Il gran giorno è finalmente arrivato. Alle 9.30 di oggi è iniziata la discussione in Senato sul DDL Cirinnà con Maurizio Sacconi del Nuovo Centrodestra che si fatto subito riconoscere con la prima pregiudiziale di incostituzionalità, sottolineando come le unioni civili, così come indicate nell’ultima versione del disegno di legge, sono troppo simili al matrimonio.

Subito dopo, proseguendo con l’opposizione come da programma, è intervenuto Carlo Giovanardi, secondo il quale il testo del DDL Cirinnà sarebbe totalmente eversivo, pasticciato e costituzionalmente corretto. Giovanardi, a ruota libera, ha spiegato che i costituenti erano ben consapevoli dell’esistenza delle persone omosessuali e hanno fatto la precisa scelta di non prenderli in considerazione.

Poi è stata la volta del senatore Lucio Malan, che l’ha presa larga partendo dalla procreazione e dal fatto che solo un uomo e una donna possono dare portare a nuova vita, ribadendo che solo l’amore tra uomo e donna è fecondo. Anche lui ribadisce l’incostituzionalità del DDL Cirinnà.

La discussione prosegue.

Unioni Civili, il voto sulle pregiudiziali slitta al 2 febbraio

27 gennaio 2016

- La conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama ha stabilito oggi che il voto sulle pregiudiziali e sulle sospensive presentate dalle opposizioni al ddl Cirinnà sulle Unioni civili slitta a martedì 2 febbraio.

Domani, giovedì 28 febbraio, ci si limiterà all'incardinamento del testo e a discutere di sospensive e pregiudiziali. Gianmarco Centinaio, presidente dei senatori della Lega Nord, ha spiegato:

Per tutta la prossima settimana ci sarà la discussione generale del ddl sulle Unioni civili. Ma non è stata indicata nè una data d'inizio delle votazioni degli emendamenti, nè una data finale del voto conclusivo del provvedimento.

Centinaio, al termine della Capigruppo al Senato, ha anche annunciato che la Lega è pronta a ritirare il 90%" degli oltre 5mila emendamenti presentati.

23 gennaio 2016 - La discussione del DDL Cirinnà in Senato sta per cominciare e in questi ultimi giorni che ci separano dal 28 gennaio 2016, giorno in cui inizieranno ufficialmente i lavori per portare le Unioni Civili anche in Italia, smettendo così di essere il fanalino di coda dell’Europa, la guerra tra sostenitori e oppositori si consuma a mezzo stampa, a suon di dichiarazioni e interviste.

Il testo da cui partiranno le discussioni è ben noto, è quello incardinato lo scorso ottobre e che potete consultare integralmente a questo indirizzo, ma sono già previsti oltre 6 mila emendamenti che potrebbero andare a cambiare sensibilmente il DDL Cirinnà, a cominciare dai 12 studiati dall’area cattolica del Partito Democratico col benestare, scrive oggi La Repubblica, della senatrice Monica Cirinnà e del ministro Maria Elena Boschi.

Dodici emendamenti che vanno a eliminare i riferimenti agli articoli del codice civile in cui le Unioni Civili venivano equiparate al matrimonio e vanno a precisare che nel caso di stepchild adoption sarà un giudice dei minori a decidere analizzando caso per caso. Non solo: viene inoltre previsto che in caso di fine dell’unioni civile, il divorzio sarà immediato e che il partner che ne aveva fatto richiesta perderà automaticamente il cognome dell’altro partner.

A questi emendamenti, però, se ne aggiungono moltissimi altri. La sola Lega Nord, non nuova a comportamenti simili, ne ha presentati ben 5 mila, ma ce ne sono anche un centinaio firmati e presentati da Andrea Augello, Luigi Compagna, Carlo Giovanardi e Gaetano Quagliariello di Identità e Azione. Un’altra sessantina circa arrivano da senatori del PD e circa 12 portano la firma di Beppe Lumia, capogruppo democratico in commissione Giustizia.

Noi saremo qui, nei prossimi giorni, per seguire da vicino tutti gli sviluppi e i passi di questo lungo e, vista la mole di emendamenti, difficile percorso che, si spera, porterà l’Italia finalmente nel presente.

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