Unioni civili, torna il Family Day: la comunità LGBT risponde con manifestazioni in tutta Italia il 23 gennaio

I cattolici e gli omobofobi italiani hanno deciso di tornare alla carica organizzando un nuovo Family Day contro le Unioni Civili nel nostro Paese.

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A poche settimane dall’avvio della discussione in Senato del DDL sulle Unioni Civili, i cattolici e gli omobofobi italiani hanno deciso di tornare alla carica organizzando un nuovo Family Day, il terzo nell’arco di pochi anni, che stavolta si svolgerà in pieno Giubileo e col benestare della Conferenza Episcopale Italiana, presieduta dal cardinale Angelo Bagnasco, che solo poche ore fa ha dichiarato:

Nessun'altra istituzione deve assolutamente oscurare la realtà della famiglia con delle situazioni similari perché significa veramente compromettere il futuro dell'umano.

I difensori della cosiddetta famiglia tradizionale si riuniranno in piazza San Giovanni a Roma il prossimo 30 gennaio, con Roberto Formigoni e Gaetano Quagliariello pronti a sostenere questa pagliacciata a spada tratta.


E per un Family Day che proverà a mettere i bastoni tra le ruote al già complesso percorso del DDL Cirinnà, c’è già la risposta della comunità LGBT, che proprio in queste ore si sta muovendo per organizzare il Family Gay, ancora senza data.

Il gruppo pubblico su Facebook, In piazza per il family gay, ha già raccolto in poche ore quasi 5 mila adesioni in poche ore e molte altre arriveranno nei prossimi giorni:

Questo gruppo è nato in modo spontaneo per dare sostegno alle associazioni che si stanno impegnando nell'organizzazione di una grande manifestazione per sostenere l'approvazione del decreto cirinnà, ma soprattutto perchè gli italiani si abituino al fatto che noi ci siamo e vogliamo dignità e diritti. senza compromessi.

E non si è fatta attendere nemmeno la risposta ufficiale delle associazioni LGBT italiane, che proprio stamattina hanno diffuso un comunicato per annunciare una serie di manifestazioni in tutto il Paese per far capire alla politica italiana che l’Italia è unita e pronta a questo passo verso una realtà che in molti altri Paesi occidentali viene quasi data per scontata:

Non una ma tante piazze in tutta Italia per dare forza al traguardo dell'uguaglianza: in vista della discussione al Senato del ddl sulle unioni civili, le associazioni lgbt (Arcigay, ArciLesbica, Agedo, Famiglie Arcobaleno, Mit) si preparano a mettere in campo una mobilitazione capillare nelle principali piazze del Paese. […] Abbiamo individuato il prossimo 23 gennaio come giornata di mobilitazione nazionale: stiamo lavorando sui territori, coinvolgendo sia le forze della società civile sia il mondo associativo delle realtà lgbt, per costruire le reti necessarie per far esprimere a gran voce la domanda di diritti e di uguaglianza che in questo Paese da troppo tempo rimane inascoltata. Non parleremo di una legge, bensì di un valore, cioè dell'uguaglianza di tutti e tutte, e del diritto di vivere in uno Stato laico. Staremo assieme alle famiglie, a tutte le famiglie. Assieme alle persone.

Queste manifestazioni serviranno anche per lanciare un appello chiaro al Parlamento:

L’Italia è uno dei pochi paesi europei che non prevede nessun riconoscimento giuridico per le coppie dello stesso sesso. Le persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali non godono delle stesse opportunità degli altri cittadini italiani pur pagando le tasse come tutti. Una discriminazione insopportabile, priva di giustificazioni.

Il desiderio di ogni genitore è che i propri figli possano crescere in un Paese in cui tutti abbiano gli stessi diritti e i medesimi doveri.

Chiediamo al Governo e al Parlamento di guardare in faccia la realtà, di legiferare al più presto per fare in modo che non ci siano più discriminazioni e di approvare leggi che riconoscano la piena dignità e i pieni diritti alle persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali, cittadini e cittadine di questo Paese.

La reciproca assistenza in caso di malattia, la possibilità di decidere per il partner in caso di ricovero o di intervento sanitario urgente, il diritto di ereditare i beni del partner, la possibilità di subentrare nei contratti, la reversibilità della pensione, la condivisione degli obblighi e dei diritti del nucleo familiare, il pieno riconoscimento dei diritti per i bambini figli di due mamme o di due papà, sono solo alcuni dei diritti attualmente negati.

Questioni semplici e pratiche che incidono sulla vita di milioni di persone.

Noi siamo sicuri di una cosa: gli italiani e le italiane vogliono l’uguaglianza di tutte e di tutti.

La Corte Europea dei Diritti Umani condanna l’Italia: riconosca unioni gay LUGLIO 2015. Importante sentenza della Corte Europea dei Diritti Umani: l'Italia dovrà riconoscere i diritti delle coppie dello stesso sesso e non è più possibile accettare il vuoto normativo in cui ci troviamo.

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