Alabama, la Corte Suprema dichiara valido il divieto per i matrimoni gay

Il Presidente della Corte Suprema dell'Alabama ha stabilito che la legge che vieta i matrimoni tra persone dello stesso sesso è da considerarsi ancora in vigore.

I matrimoni tra persone dello stesso sesso negli USA erano ormai una certezza dopo la storica sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti d’America, ma c’è chi ha deciso di sfidare quella sentenza, facendo un passo indietro senza precedenti.

É il caso dell’Alabama, dove il presidente della locale Corte Suprema, Roy Moore, ha pubblicato un’ordinanza con cui sostiene che il divieto delle celebrazioni dei matrimoni gay, imposto nel marzo dello scorso anno, è tutt’ora valido nello Stato, anche dopo la sentenza della Corte Suprema degli USA.

Nelle quattro pagine di ordine amministrativo pubblicate mercoledì, Moore spiega che tra gli organi giudiziari competenti in Alabama c’è stata molta confusione le disposizioni interne e la sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti. Da qui, dice lui, la doverosa precisazione: fino a quando non ci saranno nuove disposizioni da parte della Corte Suprema dell’Alabama, restano in vigore le precedenti sentenze.

Questo significa che gli organi giudiziari competenti che si occupano di rilasciare le licenze matrimoniali possono decidere di non rilasciarle a coppie formate da persone dello stesso sesso: “L’Alabama Marriage Protection Act è ancora in vigore”.

Moore non ha esplicitamente ordinato agli organi competenti di smettere di rilasciare le licenze - evitando quindi di scontrarsi direttamente con la sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti - ma le sue parole hanno comunque fomentato una situazione tutt’altro che tranquilla in Alabama, al punto che almeno tre contee hanno già smesso di rilasciare licenze fino a nuovo ordine.

A questi si aggiungono i giudici di altre 9 contee, che avevano già smesso di rilasciare licenze per chiunque dopo la sentenza del giugno scorso. Nella maggior parte dei casi, però, le 67 contee dell’Alabama stanno continuando ad operare con regolarità, rilasciando licenze matrimoniali anche alle coppie gay.

Con ogni probabilità, o almeno speriamo, l’ordina sarà ristabilito a breve, considerando che la sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti è andata di fatto a sostituire tutte le leggi federali in materia di matrimonio tra persone dello stesso sesso. Tra i primi a intervenire contro quanto sta accadendo in Alabama c’è stata Hillary Clinton, che sta facendo dei diritti LGBT uno dei punti principali della sua campagna per diventare il prossimo presidente degli USA.

Clinton, pur non nominando direttamente Roy Moore, ha diffuso un breve comunicato:

Il matrimonio egualitario è legge in tutti gli Stati Uniti, Alabama inclusa. L’ordine incostituzionale di oggi ci ricorda che, nonostante la sentenza della Corte Suprema stabilisca che tutti gli americani hanno il diritto di sposare la persona che amano, il nostro lavoro è tutt'altro che concluso. Ci sono ancora giudici che sono decisi a ostacolare i diritti delle persone. Ci sono ancora politici che sostengono che la Corte Suprema abbia sbagliato e che gli stati debbano ignorare la sua decisione. Dobbiamo assicurarci che il matrimonio egualitario sia garantito e supportato a livello nazionale. E abbiamo bisogno di lottare contro la discriminazione nei confronti delle persone LGBT americane ovunque questa si manifesti. Ci sono posti in cui puoi sposarti la domenica e rischiare di perdere il lavoro o di venir sfrattato il lunedì successivo solo perchè sei gay. Non è così che dovrebbe essere negli Stati Uniti.

I matrimoni gay sono legali in tutti gli Stati Uniti GIUGNO 2015. Sentenza storica: il matrimonio gay è legale in tutti gli Stati Uniti d'America: la Corte Suprema si è pronunciata e ha dichiarato incostituzionali quelle leggi statali che vietano il matrimonio tra persone dello stesso sesso. In tal modo il matrimonio ugualitario è di fatto approvato in tutti gli USA.

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