Anna Blaman, vessillo del movimento gay

Un grande nome della letteratura olandese.

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Nei Paesi Bassi come altrove, la figura di Anna Blaman (1905-1960), uno dei grandi nomi della letteratura olandese, ha significato molto. Quella sua omosessualità vissuta apertamente in anni in cui esserlo non era certo facile aprì progressivamente le porte all’emancipazione del mondo LGBT. Una presa di posizione la sua che giocò un ruolo fondamentale nella storia del movimento gay e che oggi andrebbe ricordato più spesso.

Nata a Rotterdam nel 1905, la scrittrice (la nota romantica questa volta fortunatamente non manca) scelse il nome di Anna Blaman in omaggio ad una infermiera che l’aveva amorevolmente curata durante un lungo periodo di malattia e per cui la giovane donna aveva letteralmente perso la testa. Una relazione tuttavia finita quando l’infermiera si legò ad una maestra di danza classica. Una rottura sofferta che Anna Blaman riuscì a superare soltanto col tempo. Solo a distanza di anni le due donne riuscirono infatti a riconciliarsi e costruire, ormai mature, una nuova e più forte amicizia.

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