Unioni Civili, il ddl torna in aula il 26 gennaio 2016

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La calendarizzazione delle Unioni Civili, come promesso nei giorni scorsi da Monica Cirinnà, è finalmente arrivata: la discussione del DDL Cirinnà ripartirà in Senato il 26 gennaio 2016, mentre per il 22 gennaio è stato fissato il termine ultimo per la presentazione degli emendamenti.

Ad annunciare la decisione presa durante la conferenza odierna dei Capigruppo del Senato è stata la stessa senatrice Cirinnà via Twitter:


Le ha fatto eco il senatore del PD Andrea Marcucci, che per l’occasione ha preso in prestito l’hashtag lanciato da Matteo Renzi:


Se sia o meno la volta buona è presto per dirlo - in due giorni si dovrà discutere e voltare il DDL - quello che è certo è che finalmente le cose iniziano a muoversi. Non mancheremo di aggiornarvi non appena ci saranno novità.

Puntuale, poco dopo l’annuncio della calendarizzazione, è arrivato il commento di Arcigay attraverso il segretario nazionale Gabriele Piazzoni:

Accogliamo con positività la notizia della calendarizzazione del ddl sulle unioni civili per il prossimo 26 gennaio al Senato. È la prima volta che nel nostro Paese il dibattito sul riconoscimento dei diritti delle coppie formate da persone dello stesso sesso giunge al voto del Parlamento e questo sicuramente è un dato importante. Non dimentichiamo però né il ritardo con cui giungiamo a questa tappa né i motivi e gli argomenti che hanno prodotto questo grave ritardo. E non dimentichiamo nemmeno i continui rinvii che hanno caratterizzato il percorso di questo progetto di legge. Perciò il nostro ottimismo deve inevitabilmente fare i conti con una certa diffidenza. L'appello è che questo dibattito non si trasformi nell'ennesimo calvario, ma che si riesca a mettere al centro il benessere delle persone di cui la legge parla e a trattarle, finalmente, come cittadine e cittadini con pari dignità e diritti. Ai parlamentari che hanno chiaro il valore di questa battaglia chiediamo l'impegno a ottenere il miglior risultato possibile. Lanceremo una grande mobilitazione in tutto il Paese a sostegno del percorso verso l'uguaglianza e per i diritti, chiamando con noi tutti i cittadini e tutte le organizzazioni che vogliono una Italia più civile e più giusta.

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