Facebook rivede la politica nei nomi reali: cosa cambia per la comunità LGBT?

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Facebook ha finalmente rivisto per l’ennesima volta la politica dei nomi reali, stavolta ascoltando le richieste e i suggerimenti della comunità LGBT e, in particolare, di chi rischia essere vittima di discriminazione fuori e dentro il social network di Mark Zuckerberg.

Facebook continuerà a puntare sul nome reale dell’utente, ma se questi deciderà di optare per un altro nome il social network avrà maggiore comprensione rispetto al passato e, invece di chiudere l’account all’utente, proverà a capire il perchè di quella scelta.

Quando Facebook, dopo aver scoperto che stiamo usando un nome falso, ci chiederà di inviargli i documenti di identità al fine di effettuare la verifica, potremo presentare il nostro caso specifico, spiegando di essere stato vittima di abusi, bullismo o stalking, o anche di essere gay, lesbica, bisessuale o transgender, di fare parte di una minoranza etnica o altro, approfittando dell’apposito spazio che vedete nella schermata in alto.

Queste informazioni, che resteranno confidenziali, aiuteranno il team che si occupa di verificare il nome reale a comprendere meglio caso per caso e a fornirci assistenza personalizzata. Di fatto Facebook non obbligherà chi rientra in queste casistiche a utilizzare il nome reale, anche se potrebbe comunque chiedere l’invio di un documento di identità per accertarsi che non stiamo mentendo o che non ci stiamo spacciando per un’altra persona.

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Via | Facebook

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