World AIDS Day 2015, Papa Francesco: “Il mondo ha problemi più grandi”

Papa Francesco non cambia idea sull'utilizzo del preservativo per aiutare la lotta all'AIDS. Ecco la risposta a una domanda posta in conferenza stampa.

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Nella giornata in cui tutto il Mondo dedica un’attenzione particolare all’informazione e alla sensibilizzazione sull’AIDS, echeggiano e stridono le parole pronunciate da Papa Francesco durante il volo di rientro in Italia dalla Repubblica Centroafricana al termine di una breve visita che ha toccato anche Kenya e Uganda.

Alla conferenza stampa in aereo ha partecipato anche Jürgen Baez della DPA, dal Sudafrica, che ha posto l’accento sul grave problema dell’AIDS in Africa, che ad oggi conta oltre 20 milioni di persone sieropositive:

Santità, l’AIDS sta devastando l’Africa. La cura aiuta oggi molte persone a vivere più a lungo. Ma l’epidemia continua. Solo in Uganda, l’anno scorso ci sono stati 135 mila nuovi contagi da AIDS. In Kenya la situazione è addirittura peggiore. L’AIDS è la prima causa di morte tra i giovani africani. Santità, Lei ha incontrato bambini sieropositivi e ha ascoltato una testimonianza commovente in Uganda. Eppure, Lei ha detto molto poco su questo argomento. Noi sappiamo che la prevenzione è fondamentale. Sappiamo anche che il profilattico non è l’unico mezzo per fermare l’epidemia. Sappiamo che però è una parte importante della risposta. Non è forse tempo di cambiare la posizione della Chiesa a questo proposito? Di consentire l’uso del profilattico al fine di prevenire ulteriori contagi?

Papa Francesco, nel rispondere, l’ha presa un po’ alla larga e ha sminuito l’emergenza, spiegando di fatto che l’AIDS non sarebbe uno dei problemi più grandi che sta affliggendo il continente africano:

La domanda mi sembra troppo piccola e mi sembra anche una domanda parziale. Sì, è uno dei metodi; la morale della Chiesa si trova – penso – su questo punto davanti a una perplessità: è il quinto o è il sesto comandamento? Difendere la vita, o che il rapporto sessuale sia aperto alla vita? Ma questo non è il problema. Il problema è più grande. Questa domanda mi fa pensare a quella che hanno fatto a Gesù, una volta: “Dimmi, Maestro, è lecito guarire di sabato?”. E’ obbligatorio guarire! Questa domanda, se è lecito guarire… Ma la malnutrizione, lo sfruttamento delle persone, il lavoro schiavo, la mancanza di acqua potabile: questi sono i problemi. Non chiediamoci se si può usare tale cerotto o tale altro per una piccola ferita. La grande ferita è l’ingiustizia sociale, l’ingiustizia dell’ambiente, l’ingiustizia che ho detto dello sfruttamento, e la malnutrizione. Questo è.

E, ancora:

A me non piace scendere a riflessioni così casistiche, quando la gente muore per mancanza di acqua e per fame, per l’habitat… Quando tutti saranno guariti o quando non ci saranno queste malattie tragiche che provoca l’uomo, sia per ingiustizia sociale, sia per guadagnare più soldi - pensa al traffico delle armi! - quando non ci saranno questi problemi, credo che si potrà fare una domanda: “E’ lecito guarire di sabato?”. Perché si continuano a fabbricare armi e trafficare le armi? Le guerre sono la causa di mortalità più grande… Io direi di non pensare se è lecito o non è lecito guarire di sabato. Io dirò all’umanità: fate giustizia, e quando tutti saranno guariti, quando non ci sarà ingiustizia in questo mondo, possiamo parlare del sabato.

E così se ne è andata un’altra possibile occasione per prendere una posizione importante e aiutare a dare l’avvio a un cambiamento storico.

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