Synlab estende i permessi per le coppie sposate alle coppie di fatto gay e etero

Lo Stato temporeggia e le aziende iniziano a organizzarsi per dare alle coppie di fatto gli stessi diritti delle coppie sposate. Ecco il caso di Synlab.

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L’Italia è ancora clamorosamente indietro sul fronte delle unioni civili e di uguali diritti per tutti i cittadini indipendentemente dall’orientamento sessuale, ci sono piccole realtà che si organizzano in modo autonomo per fare ciò che lo Stato non riesce a fare.

É il caso di Synlab, laboratorio di analisi privato con sedi in tutta Italia, che ha deciso di concedere ai propri dipendenti in coppia di fatto, eterosessuali e omosessuali, gli stessi diritti delle coppie sposate. Questo significa permessi per decesso o grave infermità del partner, aspettativa per gravi motivi familiari e congedo matrimoniale.

La comunità italiana è caratterizzata dal crescere di forme e legami affettivi connotati da una convivenza stabile e duratura, che tuttavia non possono concretarsi nell’istituto del matrimonio. Synlab intende riconoscere a tutti i propri dipendenti pari dignità sociale ed eguaglianza.

É questa la premessa dell’accordo sottoscritto da Synlab insieme ai sindacati Cobas e Cub. Andrea Rube, direttore delle Risorse umane, ha così spiegato questa presa di posizione:

Synlab è presente in tutta Europa e spesso nel confronto con i colleghi emergeva che noi fossimo la mosca bianca, l’unico paese senza una legislazione in materia. […] L’unica differenza è che ovviamente noi facciamo la nostra parte ma non interveniamo sulle competenze dell’Inps sui contributi o su altro, anche perché altrimenti si creerebbe una discriminazione nei confronti degli altri lavoratori. […] Nel nostro piccolo vogliamo dare un segnale, consapevoli che in Italia una legge in materia viene continuamente rinviata.

Sulla stessa linea è il commento di un’altra delle parti coinvolte, il sindacato dei Cobas. Mauro Del Bono ha così commentato l’accordo:

Dalla multinazionale tedesca abbiamo preso tante cose brutte su ritmi e organizzazione del lavoro, adesso prendiamo anche una cosa bella. I problemi lavorativi esistono, ma questo accordo è molto positivo e non è stato chiesto nulla in cambio.

Lo Stato italiano, intanto, resta a guardare.

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