L'amore dimenticato: Umberto Saba e Federico Almansi

Un rapporto caduto nell'oblio e risuscitato solo di recente dall'opera di Emilio Jona "Celeste scolaro".

L’omosessualità di Umberto Saba (1883-1957), uno dei nostri più grandi poeti, è stata spesso sottaciuta, lasciata in un angolo male illuminato della sua vita e che critici e letterati volutamente distratti hanno ignorato o finto di non vedere. Il libro di Emilio Jona, Il celeste scolaro, uscito nelle librerie solo qualche mese fa, ci apre così questa porta sul cuore mosso del poeta, facendoci toccare con mano il trasporto di Saba per il giovane Federico Almansi. Di come l’autore di Ernesto si prodigasse per far pubblicare prima alcune poesie del suo protetto, poi una sparuta manciata di prose.

Una presenza questa di Federico, sofferente di schizofrenia, che vive ed aleggia nelle ultime opere del poeta, da Mediterranee a Epigrafe e che per certi versi ci evoca, tra un sussulto ed una illuminazione, la figura romantica e straziante di Tadzio di Morte a Venezia.

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