Unioni civili, mercoledì in aula: nessun accordo tra Renzi e Alfano

Nessun accordo tra Matteo Renzi e Angelino Alfano: il leader di Ncd non riesce a mandar giù la stepchild adoption.

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Saranno ore decisive, le prossime, sul futuro del DDL Cirinnà e sul suo approdo in aula del Senato, al momento ancora ipotizzato per il 14 ottobre. Oggi il tanto sbandierato incontro tra Matteo Renzi e Angelino Alfano non ha portato a nulla di concreto, nel senso che non è stato trovato un punto di accordo su uno dei temi più dibattuti, la stepchild adoption. A confermarlo è stato lo stesso Alfano:

Temiamo che attraverso norme scritte in modo ambiguo si violino alcuni paletti fissati dalla Corte Costituzionale, si faccia una sorta di equiparazione con il matrimonio e ci sia la possibilità di arrivare prima o dopo, anche attraverso l'intervento della magistratura, all'adottabilità dei bambini da parte di coppie dello stesso sesso. Ogni bambino ha diritto ad avere un papà e una mamma.

Il Partito Democratico continua a volere la data del 14 ottobre per l’approdo in Aula del DDL Cirinnà e anche il Movimento 5 Stelle si è fermamente opposto allo slittamento:

Il capogruppo al Senato del Pd Zanda ha dichiarato che sta andando a Palazzo Chigi per discutere del calendario dei lavori d’Aula al Senato. Cioè se, dopo l’approvazione della riforma costituzionale, il Parlamento si debba occupare di unioni civili o della Boccadutri. Già è anomalo che il calendario dei lavori parlamentari venga discusso a palazzo Chigi. Inoltre è ancora più assurdo che si debba discutere se dare priorità al riconoscimento dei diritti civili o alla tutela dei partiti politici.

Parola di Giovanni Endrizzi, Vito Crimi e Nicola Morra, senatori M5S della Commissione Affari costituzionali. La decisione sarà ufficialmente presa domani, ma il Nuovo Centrodestra è pronto a dare battaglia.

In serata Maurizio Sacconi, presidente della commissione Lavoro del Senato, ha diffuso una nota in cui ha definito inaccettabile la calendarizzazione del DDL Cirinnà:

Per Ncd la conclusione forzosa dei lavori di commissione, nonostante le poche decine di emendamenti, con l'iscrizione nel calendario dell'aula delle unioni civili è inaccettabile. Particolarmente sgradevole è soprattutto la volontà non casuale di imporre l'argomento nei giorni del sinodo sulla famiglia con la illusoria pretesa di condizionarne l'agenda. Eppure all'iscrizione non seguirebbe una vera disamina del testo perché nei prossimi giorni subentrerebbe nel calendario dell'Aula la legge di Stabilità. Se il testo rimanesse al contrario in commissione si potrebbe produrre un confronto alla ricerca di quel comun denominatore che da sempre auspichiamo. E non si venga a dire dell'ostruzionismo. L'esame del testo base è iniziato solo cinque settimane orsono con poche sedute.

Alle 20 di oggi la Commissione Giustizia del Senato ha accorpato tutti i provvedimenti sulle unioni civili e rimetterà all’Aula la decisione sul testo che sarà al centro della discussione. La scelta è tra l’ampiamente illustrato DDL Cirinnà e i testi presentati da Malan e Caliendo, anche se il primo sembra il più papabile anche alla luce delle discussioni di cui è già stato protagonista.

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