Vaticano, il coming out del monsignore. Padre Lombardi: "Lasci gli incarichi". La replica: "Omofobia paranoica"

Krzysztof Olaf Charamsa rivela la propria omosessualità in un'intervista al Corriere Della Sera.

Aggiornamento 13.30 - Dopo il coming out al Corriere della Sera di monsignor Krysztof Charamsa, padre Federico Lombardi, ha dichiarato che il prelato polacco "dovrà lasciare ogni incarico". Il portavoce del Vaticano ha poi aggiunto: "Gli altri aspetti della sua situazione sono di competenza del suo Ordinario diocesano".

Charamsa, a sua volta, ha scelto di replicare, ribadendo le sue posizioni in maniera provocatoria: "dedico il mio coming out ai tantissimi sacerdoti omosessuali che non hanno la forza di uscire dall'armadio". Ed ha aggiunto in polemica con il Vaticano: "In ogni società di soli uomini ci sono più gay che nel mondo come tale".

Se la prende poi con la Congregazione per la Dottrina della Fede: "devo parlare di ciò che ho subìto al Sant'Uffizio, che è il cuore dell'omofobia della Chiesa Cattolica, un'omofobia esasperata e paranoica". E annuncia che non teme l'espulsione dal clero: "cercherò lavoro".

Il teologo polacco ha anche dichiarato di avere pronto un libro per la stampa, in italiano e in polacco. "Nel libro" - spiega - "metto la mia esperienza a nudo". Infine usa parole di affetto per Papa Francesco: "fantastico, ci ha fatto riscoprire la bellezza del dialogo, non dialogavamo. Ora il Sinodo sulla famiglia sia davvero di tutte le famiglie e nessuna sia escluso".

Alla vigilia del Sinodo sulla famiglia, le parole di Charamsa rendono ancora più teso il clima tra tradizionalisti e progressisti all'interno della Chiesa. Anche, se è bene sottolinearlo, nell'Instrumentum Laboris (testo base sul quale si svolgeranno i lavori dell'Assemblea Generale Ordinaria) non ci sono grosse aperture sulle unioni omosessuali.

Vaticano, monsignore teologo fa coming out: “Sono gay e ho un compagno


3 ottobre 2015

- Oggi la comunità LGBT con un altro coming out arrivato a mezzo stampa, quello del teologo e presbitero polacco, Krzysztof Olaf Charamsa, Segretario aggiunto della Commissione Teologica Internazionale presso la Congregazione per la Dottrina della Fede, che ha scelto il Corriere Della Sera per questa importante rivelazione che rischia di scuotere, anche solo un po’, l’istituzione della Chiesa.

Voglio che la Chiesa e la mia comunità sappiano chi sono: un sacerdote omosessuale, con un compagno, felice e orgoglioso della propria identità. Sono pronto a pagarne le conseguenze, ma è il momento che la Chiesa apra gli occhi di fronte ai gay credenti e capisca che la soluzione che propone loro, l’astinenza totale dalla vita d’amore, è disumana.

Charamsa, docente di teologia alla Pontificia Università Gregoriana e al Pontificio Ateneo Regina Apostolorum, ha così spiegato al quotidiano le motivazioni che l’hanno spinto a fare coming out:

Arriva un giorno che qualcosa si rompe dentro di te, non ne puoi più. Da solo mi sarei perso nell’incubo della mia omosessualità negata, ma Dio non ci lascia mai soli. E credo che mi abbia portato a fare ora questa scelta esistenziale così forte — forte per le sue conseguenze, ma dovrebbe essere la più semplice per ogni omosessuale, la premessa per vivere coerentemente — perché siamo già in ritardo e non è possibile aspettare altri cinquant’anni. Dunque dico alla Chiesa chi sono. Lo faccio per me, per la mia comunità, per la Chiesa. È anche mio dovere nei confronti della comunità delle minoranze sessuali.

E, ancora:

Una coppia di lesbiche o di omosessuali deve poter dire alla propria Chiesa: noi ci amiamo secondo la nostra natura e questo bene del nostro amore lo offriamo agli altri. Non sono posizioni dell’attuale dottrina, ma sono presenti nella ricerca teologica.

Dal Vaticano, al momento, non è arrivata una replica ufficiale, ma siamo certi che questo coming out non passerà inosservato.

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