Maurice Sachs tra prostituzione, spionaggio e letteratura

Uno scrittore che visse troppo pericolosamente.

Una figura quella di Maurice Sachs (1906-1945) che respinge la simpatia. Argina con forza e persino sprezzo ogni moto di umano avvicinamento. Tuttavia non gli si può negare né il talento né un senso spericolato per l’avventura. Così eccolo nella Parigi delle due guerre muoversi con abilità e temeraria doppiezza tra i circoli mondani e letterari.

Dalla prostituzione maschile al furto in casa di amici e conoscenti fino ad arrivare a fare la spia per i tedeschi (saranno del resto proprio loro stanchi dei suoi doppi giochi, delle sue delazioni senza capo né coda a liberarsene, prima arrestandolo, poi sparandogli un colpo alla nuca), Maurice Sachs visse a tante velocità e tutte arrischiate A noi oggi, oltre una montagna di pettegolezzi al vetriolo su Proust, Jean Cocteau ed altre figure di spicco , di piccole e grandi nefandezze, rimane un’ opera di sicuro talento come Il sabba, pubblicato in Italia da Adelphi. Un libro di confessioni spudorate ma di innegabile fascino.

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