Formazioni sociali specifiche: come stanno le cose sulle unioni civili?

La dicitura “formazioni sociali specifiche” non piace a molti e, sebbene i politici del PD continuino a sostenere la bontà di questa legge, a noi non piace proprio

Una coppia gay

Da quando l’articolo 1 del DDL Cirinnà sulle unioni civili è stato modificato con l’inserimento della dicitura “formazioni sociali specifiche” se ne sono dette di tuti i colori.

Sul suo blog Scalfarotto scrive un post dal titolo Il nome della cosa in cui parla dell’emotività e della disinformazione in merito a questo argomento. Le unioni civili rimangono unioni civili e non cambiano nome. A dire il vero questo lo avevamo capito: ma è proprio quel “formazioni sociali specifiche” che non ci piace visto che ha proprio il sapore di ghetto. Capiamo le esigenze della politica e che si debba mediare, ma crediamo anche che sia “ora di capire che una legge sulle unioni tra persone dello stesso sesso dovrebbe garantire quelle persone, non i senatori cattolici” come asserisce Flavio Romani, presidente nazionale di Arcigay, in un comunicato stampa. E poi continua: “L'aspetto più avvilente del voto di ieri è che non si lavori per migliorare la legge ma per tranquillizzare una parte di partito o di maggioranza. Come già successe nel dibattito sul ddl contro l'omotransfobia alla Camera, ancora una volta la discussione non mira a migliorare l'efficacia di una norma nei confronti delle persone che quella norma dovrebbe tutelare, bensì a dare garanzie a chi quella norma non la vorrebbe dal principio”.

Dal canto suo Aurelio Mancuso pubblica su Facebook una “lettera aperta delle associazioni LGBTI e per i diritti al Presidente della Repubblica Mattarella: si faccia garante della costituzione e ci garantisca uguaglianza e pari dignità sociale” in cui, senza mezzi termini, si denuncia “un compromesso tra l'attuale negazione dei nostri diritti e quella che resta per noi l'unica soluzione in grado di garantire una piena parità e dignità tra cittadine e cittadini di questo Paese: il matrimonio egualitario”. E si afferma: “I più alti vertici del clero e forze politiche esterne e interne alla stessa maggioranza si stanno adoperando per perpetrare la discriminazione a milioni di cittadine e cittadini basandosi su un'arbitraria, falsa e strumentale lettura della nostra Carta Costituzionale”.

Non mettiamo in dubbio che si debbano fare dei salti mortali nella Commissione Giustizia per far quadrare tutto, ma siamo stanchi del fatto che questi salti mortali vengano sempre fatti sulla nostra pelle.

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