La Corte Europea dei Diritti Umani condanna l'Italia: riconosca unioni gay

Importante sentenza della Corte Europea dei Diritti Umani: l'Italia dovrà riconoscere i diritti delle coppie dello stesso sesso e non è più possibile accettare il vuoto normativo in cui ci troviamo

La notizia è battuta da tutte le agenzie: Strasburgo condanna l'Italia per il mancato riconoscimento dei diritti umani delle persone lesbiche, gay, bisessuali e transessuali.

I giudici di Strasburgo si sono espressi in merito alla violazione dei diritti di tre coppie dello stesso sesso e, riconoscendo la palese violazione messa in atto dall'Italia, hanno stabilito che il nostro Paese deve introdurre il riconoscimento legale per le coppie omosessuali. La quarta sezione della Corte Europea dei Diritti Umani, presieduta dal giudice di designazione italiana Raimondi, pur riconoscendo che la non estensione del fondamentale diritto al matrimonio rimane una scelta legittima degli Stati, afferma però come non sia più ammissibile lasciare queste coppie nel vuoto normativo. L’Italia è tenuta a introdurre le unioni civili. La decisione è stata adottata all’unanimità.

Stando a quanto afferma l'avvocato Schuster, difensore di una delle coppie che ha presentato ricorso:

La sentenza riconosce come ad oggi il matrimonio egalitario sia una decisione che compete (ancora) agli Stati. Tuttavia, la Corte è chiara nell’affermare che le coppie omosessuali hanno le stesse necessità di riconoscimento e di tutela della loro relazione al pari delle coppie eterosessuali. Per questo l’Italia e gli Stati firmatari della CEDU devono rispettare il loro diritto fondamentale ad ottenere forme di riconoscimento che sono sostanzialmente allineate con il matrimonio. L’Italia è l’unica democrazia occidentale a mancare a questo impegno ed è stata quindi condannata per violazione dell’art. 8 della Convenzione.

La decisione non è definitiva. Nei prossimi tre mesi i ricorrenti così come lo Stato italiano possono chiedere il riesame da parte della Grande Sezione.

Ricordiamo che a inizio dello scorso mese di giugno per la prima volta e in maniera esplicita il Parlamento Europeo di Strasburgo aveva riconosciuto le famiglie dello stesso sesso. Il Parlamento Europeo, infatti, aveva approvato a larga maggioranza un rapporto sull’uguaglianza di genere in Europa, in cui si legge, tra l'altro:

Il Parlamento prende atto dell’evolversi della definizione di famiglia.

Alcune reazioni alla decisione di Strasburgo


Europa rainbow

Su Facebook Laura Boldrini, Presidente della Camera, ha commentato affermando: “Non possiamo continuare ad essere un Paese malato di disuguaglianza, economica prima di tutto, ma anche sociale”.

Purtroppo era prevedibile. La Corte europea di Strasburgo ha condannato l’Italia per non riconosce i diritti delle...

Posted by Laura Boldrini on Martedì 21 luglio 2015

Dal canto suo Carlo Giovanardi afferma che, udite udite!, la sentenza di Strasburgo dà ragione a lui! Riporta l'ANSA:

La sentenza rileva come l'Italia, fermo restando il rispetto dei suoi principi costituzionali sia obbligata a riconoscere i diritti fondamentali delle coppie omosessuali fra cui la Corte esclude esplicitamente le adozioni e non prende in considerazione né le pratiche dell'utero in affitto e neppure la reversibilità. È una sentenza che ci dà ragione.

Flavio Romani, presidente nazionale di Arcigay, intesse una riflessione sulla sentenza della Corte Europea dei Diritti umani:

Di sentenza in sentenza l'Italia si conferma un corpo estraneo in un Europa che si fonda sulla cultura dei diritti […] La condanna severa che oggi la Corte europea infligge all'Italia arriva nel solco di altrettanti pronunciamenti analoghi ai quali il nostro Paese è rimasto del tutto indifferente. E se nel dibattito mediocre sulle unioni civili una parte del parlamento si arrovella a quantificarne l'impatto economico, come se gay e lesbiche non versassero tasse e contributi, oggi finalmente l'Europa ci impone di sostenere il costo dell'inciviltà.

Mentre secondo l’avvocato Lorenzo Puglisi, fondatore di FamilyLegal: “Il fiore all’occhiello della legislazione italiana è sempre stata la famiglia, è una vergogna essere rimasti così indietro”.

Rete Lenford - Avvocatura per i diritti LGBT, lancia un appello:

Facciamo appello al Governo, ma soprattutto sollecitiamo tutte le forze in Parlamento – partendo dal PD, dal Movimento 5 Stelle, da SEL e da tutti i gruppi e i parlamentari che sostengono la nostra battaglia – perché rompano ogni indugio e garantiscano attraverso il matrimonio civile l’uguaglianza e la pari dignità di ogni famiglia. Il matrimonio tra persone dello stesso sesso non riduce i diritti di altri, ma porta vantaggio a tutto il Paese, alla sua civiltà, alla sua felicità e alla sua prosperità.

Giorgia Meloni è contraria e su Facebook scrive: “Fratelli d’Italia si batterà in Parlamento per difendere la volontà degli italiani, a cominciare dall’opposizione al ddl Cirinnà”.

Matteo Salvini ne approfitta per portare acqua al suo mulino:

La Corte di Strasburgo condanna l'Italia perché non riconosce le coppie gay. Non una parola sull'immigrazione, sulle tasse, sulle pensioni, sulla disoccupazione. Penso che le emergenze, per eterosessuali e omosessuali, siano queste. La Corte di Strasburgo ha rotto le palle! Non sarà un burocrate europeo a decidere il Futuro nostro, e dei nostri figli.

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