Il prete che invoca il lanciafiamme contro i gay

In nome di una presunta libertà di parola si invitano le persone a odiare e uccidere gli omosessuali: è questo quello che insegna la chiesa?

Il prete che invoca il lanciafiamme contro i gay

Don Silvio Foddis, 60 anni, parroco di Arborea (in provincia di Oristano), è da sempre contrario ai diritti umani delle persone LGBT e non ne fa mistero, nemmeno su Facebook. Così, quando ha visto una foto di due uomini svestiti a un pride (foto che immortalava due naturisti, filosofia di vita che prescinde dall’orientamento sessuale) ha invocato l’uso del lanciafiamme contro i gay. E a chi gli chiedeva se queste fossero parole adatte a un prete, ha risposto che sarebbe potuto andare anche più in là.

Commenta il Movimento Omosessuale Sardo:

Più in là di un lanciafiamme? Forse una bomba atomica? A parte la grammatica e il richiamo al fuoco in una terra di incendi, il suo inneggiare all'omicidio dei gay, in maniera cruenta, non può essere in alcun modo giustificato dal suo essere “anche una persona, un uomo, un cittadino.

Il vescovo di Oristano, monsignor Ignazio Sanna, ha sentito il suo prete e “ha appurato che quella di don Silvio è stata una reazione impulsiva e forte ad una foto di grande impatto e, a quanto pare, equivocata, in quanto, fuori contesto, a sostegno della pratica del naturismo”. Inoltre, in un comunicato stampa, l’arcivescovo “coglie l’occasione per ribadire ed esortare sacerdoti e fedeli a nutrire il massimo rispetto verso tutte le persone, e, allo stesso tempo, invitarli a prestare attenzione a quanto viene detto e\o si scrive sui social, per evitare, anche involontariamente, di ferire la sensibilità e la stessa dignità delle persone”.

Alla fine, don Foddis ha chiesto scusa, ma lo ha fatto come se la vittima fosse lui. Le dichiarazioni le riporta il Sardinia Post:

Dopo una giornata in cui si è dato libero sfogo ai commenti e alle gratuite offese sulle mie parole consapevole che in ogni caso il cristiano è chiamato a fare il primo passo, per quanto mi risulti difficile capire tutto questo, chiedo scusa a chi si è sentito offeso per quello che non voleva essere assolutamente una offesa. Non chiedo a nessuno di fare altrettanto. E come io sono responsabile di quello che scrivo, così lo sono tutti gli altri che hanno commentato

E già: quello che si è detto/scritto su di lui sono “gratuite offese”, quello che ha detto lui, invece, mi sa che dovrebbe essere etichettato come “libertà di parola”, vero?

Vota l'articolo:
4.00 su 5.00 basato su 713 voti.  

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • +1
  • Mail
3 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE DONNA DI BLOGO