Cerignola: gay si uccide perché rifiutato dalla famiglia

L'omofobia uccide: e non è solo uno slogan, ma una triste realtà nell'Italia del 2015!

omofobia

Alla fine non ce l’ha fatta più e si è tolto la vita: Antonio Intellicato, quarantenne di Cerignola, Foggia, gay dichiarato, si è ucciso perché la sua famiglia non lo accettava e perché vittima di tanti atti di bullismo. Tonino, come era chiamato da tutti in città, era stato già accoltellato quattro anni fa da suo fratello minore che si giustificò dicendo che la sua omosessualità rendeva di fatto impossibile la vita di tutta la famiglia. Non si contano, poi, gli atti di bullismo di cui Antonio era vittima, tanto che già altre volte aveva tentato di uccidersi. E questa volta ce l’ha fatta, ingerendo un cocktail di farmaci.

Una morte assurda che assume toni ancora più tragici perché avviene dopo il Puglia Pride che è sceso in piazza per dire basta alle discriminazioni. Commenta Lorenzo Frattarolo, presidente dell’associazione foggiana Changes:

Dobbiamo accendere i riflettori sulla zona d’ombra del nostro vivere sociale, quelle nelle quali, magari prendendo a pretesto una fede, si professa e si pratica discriminazione nei confronti di altri esseri umani.

E Ivan Scalfarotto chiosa:

Non è forse un mondo alla rovescia, un mondo dove si insabbia la legge contro l’omofobia, dove si attacca il lavoro dell’UNAR contro la discriminazione, dove in un’aula parlamentare si urla che insegnare inclusione e rispetto significa mettere le mani sui bambini e dove il sindaco appena eletto di una città patrimonio del mondo come Venezia mette all’indice 49 libri di favole per l’infanzia?

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