Premio Strega: l’infelice battuta “gay” di Paola Minaccioni

Paola Minaccioni

Il Premio Strega 2015 ha il suo vincitore: è Nicola Lagioia con il romanzo La ferocia pubblicato da Einaudi. Come ogni anno, la votazione per la finale dello Strega è stata trasmessa dalla Rai. A condurre la serata c’erano Concita de Gregorio con l’aiuto di Paola Minaccioni e Chiara Valerio.

Gran parte della serata televisiva è stata dedicata a provare a risolvere il giallo di Elena Ferrante: a ogni piè sospinto ci si chiedeva chi fosse Elena Ferrante, se fosse presente tra il pubblico di Villa Giulia, da dove venisse e via dicendo. C’è stata anche una clip di Carlo Lucarelli che provava a districare il giallo. E così, tra una lungaggine e l’altra, Paola Minaccioni ha avuto una battuta veramente infelice: “Perché maschio o femmina? Elena Ferrante potrebbe anche essere gay”. Uno scivolone. Come se l'essere gay fosse un terzo sesso rispetto a maschile e femminile.

Ho sempre apprezzato la comicità di Paola Minaccioni e il suo impegno a favore del rispetto della comunità LGBT, però ieri sera, dal mio punto di vista, non era al top. Quella battuta è solo una battuta infelice, senza dubbio, ma, come ha notato Andrea Camillo su Twitter, è stato veramente il momento più basso della serata.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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