Il Kirghizistan approva in seconda lettura una legge antigay più aspra di quella russa

In seconda lettura il Parlamento del Kirghizistan ha approvato una legge antigay molto più dura di quella della Russia

Dove si trova il Kirghizistan

L’omofobia di stato in Kirghizistan è più forte delle proteste. Il Parlamento dell’ex repubblica sovietica dell’Asia Centrale ha approvato in seconda lettura il progetto di legge contro la libertà di espressione dei cittadini LGBT e di coloro che li sostengono. Il testo, più duro della legge simile vigente in Russia, prevede multa e carcere per chiunque parli positivamente dell’omosessualità.

Si tratta di una legge in linea con quella vigente in Russia ma allo stesso più radicale di quella, dal momento che non è contemplata la “scusa” di “proteggere i minori”. Qualunque informazione positiva sull’omosessualità è vietata, anche quella diretta a persone adulte. Secondo la proposta di leggere, le pene previste sono pecuniarie e carcere per sei mesi, che diventano un anno se si parla di omosessualità dinanzi a minori. Pene previste anche per chi partecipi a riunioni o assemblee in cui l’omosessualità viene presentata in maniera positiva.
Il disegno di legge deve ora passare alla terza lettura in Parlamento e poi sottoposto alla firma del Presidente: i risultati delle due votazioni precedenti (79 a favore e 7 contrari nella prima; 90 a favore e 2 contrari nella seconda) fanno pensare che andrà avanti senza alcuna difficoltà.

La legge allo studio in Kirghizistan è stata condannata dall’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, dal Parlamento Europeo che ne ha chiesto ufficialmente il ritiro e dal governo degli Stati Uniti d’America.

Via | Dos Manzanas
Foto | Tynchtyk Chorotegin (Own work) [CC BY-SA 3.0], via Wikimedia Commons

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