Laudato si': nell’enciclica papa Francesco attacca ancora la “teoria del gender”

Nell'enciclica “Laudato si'” di papa Francesco troviamo un passaggio in cui, ancora una volta, si attacca – seppur sottilmente – la comunità LGBT

L’enciclica Laudato si’ di papa Francesco “sulla cura della casa comune” ha ricevuto lodi in tutto il mondo e ha rafforzato il prestigio che Bergoglio sembra aver conquistato negli ambienti progressisti. Senza dubbio le riflessioni di papa Francesco sono degne di nota: il pontefice assume la tesi che lo sviluppo umano contribuisce al riscaldamento globale ed esorta ad adottare le misure necessarie per combattere questo fenomeno. Nulla da obiettare, ci mancherebbe. Eppure, a detta di qualcuno, in questa enciclica ci potrebbe essere un nuovo, sottile attaccato al mondo LGBT.

C’è un passaggio dell’enciclica Laudato si’ che si incastra alla perfezione negli attacchi che in questi ultimi mesi papa Francesco sta facendo alla “teoria del genere”, terminologia che dagli ambiti più conservatori è ormai usato da tutte le parti per denigrare tanto il femminismo quanto buona parte delle rivendicazioni del mondo LGBT, in particolar modo per osteggiare i diritti umani delle persone transessuali.

Secondo alcuni, il numero 155 della seconda enciclica di Francesco ha queste sfumature “lgbtfobiche”: sottolineando che l’ecologia include “l’accettazione del proprio corpo come dono di Dio” sostiene che è necessario “apprezzare il proprio corpo nella sua femminilità o mascolinità” per “riconoscere sé stessi nell’incontro con l’altro diverso da sé”. In sintesi, secondo papa Francesco, “cancellare la differenza sessuale perché non sa più confrontarsi con essa”. Ecco il passaggio:

L’ecologia umana implica anche qualcosa di molto profondo: la necessaria relazione della vita dell’essere umano con la legge morale inscritta nella sua propria natura, relazione indispensabile per poter creare un ambiente più dignitoso. Affermava Benedetto XVI che esiste una «ecologia dell’uomo» perché «anche l’uomo possiede una natura che deve rispettare e che non può manipolare a piacere». In questa linea, bisogna riconoscere che il nostro corpo ci pone in una relazione diretta con l’ambiente e con gli altri esseri viventi. L’accettazione del proprio corpo come dono di Dio è necessaria per accogliere e accettare il mondo intero come dono del Padre e casa comune; invece una logica di dominio sul proprio corpo si trasforma in una logica a volte sottile di dominio sul creato. Imparare ad accogliere il proprio corpo, ad averne cura e a rispettare i suoi significati è essenziale per una vera ecologia umana. Anche apprezzare il proprio corpo nella sua femminilità o mascolinità è necessario per poter riconoscere sé stessi nell’incontro con l’altro diverso da sé. In tal modo è possibile accettare con gioia il dono specifico dell’altro o dell’altra, opera di Dio creatore, e arricchirsi reciprocamente. Pertanto, non è sano un atteggiamento che pretenda di «cancellare la differenza sessuale perché non sa più confrontarsi con essa».

Papa Francesco, Laudato si' - enciclica

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