Quelle gay sono convivenze non famiglie, dice giurista cattolico a Radio Vaticana

Una famiglia gay: due papà e una bimba

Com’era naturale, la chiesa cattolica non ha preso bene la risoluzione dell’UE a proposito del riconoscimento delle famiglie gay. Per esprimere il proprio dissenso si è affidata a Radio Vaticana che ha intervistato il professor Alberto Gambino, docente di diritto privato all'università Europea di Roma.

Secondo il giurista la risoluzione dell’Unione Europea che riconosce le famiglie gay contiene un grande equivoco: si parla di famiglie mentre sono solo convivenze. Per il giurista, con la decisione di Strasburgo: “la famiglia viene disancorata da un dato della tradizione e anche da un dato naturale, cioè quello generare dei figli, e sempre più legato ad un archetipo culturale, forse sociale”.

La raccomandazione del Parlamento Europeo non vincola i Parlamenti Europei, però, secondo Alberto Gambino, avrà l’effetto di “pressione politica” perché “le classi dirigenti dei vari Paesi membri dell’Unione Europea, rifletteranno sul fatto se davvero è cambiata, a livello sociale, la concezione della famiglia e se, a questo, punto, anche il legislatore debba adeguare la propria definizione”. Tutto questo, però, sempre secondo il giurista: “è una definizione legata a un concetto di convivenza, non di famiglia. E quindi c’è il grande equivoco di chiamare famiglia ciò che, per sua natura, non è famiglia”.

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