Gli amori lesbici di Simone de Beauvoir

Simone de Beauvoir, autrice di Memorie di una ragazza per bene

A distanza di quasi trent’anni dalla morte Simone de Beauvoir (1908-1986) ancora ci sogguarda dalle copertine dei suoi libri. L’aspetto è severo, i capelli spesso tirati all’indietro come un’intransigente istitutrice di un romanzo vittoriano oppure seminascosti da un turbante inaspettatamente lezioso. La sua carriera di scrittrice, la sua vita accanto all’idolatrato Sarte è nota ai più, ma di recente si è parlato anche dell’altra faccia della luna, delle sue relazioni con altre donne. Relazioni appassionate che secondo i suoi diari, pubblicati negli anni ’90, iniziarono presto nella sua vita. Sui banchi di scuola.

La compagna Zaza, destinata ad una morte precoce, fu, ora lo sappiamo con certezza, un grande amore della de Beauvoir. Ma anche gli anni dell’insegnamento videro la nascita di diversi flirt. Alunne rapite dal magnetismo della scrittrice si facevano spavaldamente avanti, la corteggiavano con insistenza, quasi senza pudore. Qualcuno arrivò a definirla “un orologio in frigorifero”. Situazioni pericolose che causarono la fine della sua carriera scolastica.

Ma altri nomi di donna affiorano non solo nei suoi diari, ma anche nei romanzi, suoi e di Sarte. Olga nella finzione diventa Xaviere, la stessa Simone de Beauvoir diventa Ines nell’opera teatrale ”A porte chiuse” scritta dal compagno nel 1944. Un gioco di specchi che non si concluse mai e che trovò anzi una nuova, preziosa vena in Sylvie Le Bone; la giovane donna, adottata legalmente, che rimase accanto alla grande scrittrice fino alla sua scomparsa.

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