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Milano cancella anche la mostra sull'arte gay?

Pubblicato: 21 giu 2007 da aelred

No. Non è proprio un bel momento per l’arte gay. Dopo la mostra bolognese di illustrazioni a tematica queer curata da CarniScelte - eliminata per censurare un titolo che era già stato scartato - è a rischio cancellazione anche quella che era stata annunciata (un po’ pomposamente) come “la più grande mostra d’arte contemporanea gay mai realizzata in Italia”. Parliamo di “Vade retro. Da von Gloeden a Pierre et Gilles”, un evento culturale voluto fortemente dall’assessore alla Cultura Vittorio Sgarbi e da lui stesso, a quanto pare, cancellato.

A parte i dubbi sul concetto stesso di “arte gay”; ma perché questo dietro-front così improvviso a pochi giorni dall’inaugurazione? Non è molto chiaro, come al solito quando c’è di mezzo Sgarbi. Certo, dopo il festival di cinema gaylesbico cui fu negato il patrocinio sarebbe la seconda volta in un mese che il Comune di Milano brilla per omofobia. Per una mostra che si doveva intitolare “Vade retro!”. Che sottigliezza…

Pare comunque che dietro la cancellazione ci sia un San Sebastiano “icona gay”, oltre a una sezione vietata ai minori. Non vorremmo dover ricordare che tutte le raffigurazioni di San Sebastiano hanno un sottotesto omoerotico fortissimo e che nessuno ha mai avuto nulla da ridire; ma non è che siamo diventati l’Iran e non lo sappiamo?

Intanto l’ufficio stampa della mostra rassicura: “Vade retro” sarà allestita come previsto e si potrà visitare dal 10 luglio al Palazzo della Ragione, in piazza dei Mercanti. Non ci resta che aspettare e (forse) vedere.

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7 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di guerriglierofoucaultiano

    guerriglierofoucaultiano

    21 giu 2007 - 17:56 - #1
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    indignazione, non riesco a trovare altre parole per quello che sta succedendo a Milano, sembra di vivere in uno dei mondi fantascientifici alla Dick, alla mercè di presunti Principi della cultura che fanno il bello e il cattivo tempo a seconda dello stato d’animo in cui si trovano e di pasionarie fascistoidi riesumate da qualche vecchio armadio della nonna. In quale età oscura costoro vogliono portare Milano, la città più aperta di questo squallido e bigotto paese? No! Così non si può più andare avanti e cancellare la prima rassegna in Italia di arte omoerotica è davvero troppo. Cosa si può fare a questo punto?

  • asadffs

    21 giu 2007 - 18:23 - #2
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    QUEEEEERRRRRR

  • ndami

    05 lug 2007 - 10:31 - #3
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    LA mostra in questione è di assai mediocre qualità ! se leggevate i nomi si poteva notare come fosse non una collettiva ma una accozzaglia . Nessuno ha annullato la mostra x tabù , ma solo perchè curata in maniera indecisa e approssimativa , sensa selezione , e senza tema ! Arte e omosessualità non è un tema , ma un pretesto per tirare un pò di scoop ( gossip da cronaca rosa ) e non cultura . Non era un evento culturale ma solo una seratina alla stregua di qualsiasi raduno di paese con ospite il personaggio del grande fratello di turno .

  • Profilo di aelred

    aelred

    05 lug 2007 - 11:07 - #4
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    caro ndami
    che la mostra fosse di alta qualità non l’ha detto nessuno e comunque deve ancora essere inaugurata.

    Il punto è che si voleva cancellare per i contenuti e non per il valore artistico delle opere. in questo senso la censura sarebbe stata inaccettabile

  • Profilo di guerrigliero\foucaultiano

    guerrigliero\foucaultiano

    05 lug 2007 - 13:51 - #5
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    hai ragione aelred nel ricordare che la mostra deve essere ancora inaugurata (dobbiamo pazientare solo qualche giorno): prima di esprimere un qualsivoglia giudizio in merito aspettiamo di vederla; dissento totalmente con la valutazione di ndami in merito alle considerazioni prettamente metodologiche e storico-critiche che trovo non improntate da esattezza e oggettività. Prima di sparare a zero su un evento culturale di tale portata (la prima mostra in Italia - e siamo nel 2007! - che affronti la rappresentazione dell’omoerotismo dalla fine dell’800 ad oggi; vogliamo poi parlare della pubblicazione del catalogo per i tipi di Electa, nella più totale assenza nell’editoria di casa nostra di qualcosa di pur lontanamente paragonabile?) aspettiamo l’apertura, poi potremo esprimere il nostro personale parere:-)

  • Giovanni Vassalli

    13 lug 2007 - 01:22 - #6
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    La bellezza, l’arte, l’eleganza, il buon gusto, non possono avere distinzioni sessuali o politiche. Almeno in questo campo lasciamo da parte quelle definizioni che servono solo a qualificare poveri vasi vuoti che hanno bisogno di etichette per rendersi identificabili. Non mi sono mai posto il problema se Thomas Mann, Caravaggio o Mozart fossero di destra o di sinistra, eterosessuali od omosessuali. Se fosse stato proibito, a coloro che potevano essere definiti omosessuali o malati di mente, di produrre opere d’arte il mondo oggi sarebbe privo delle più alte espressioni dello spirito umano. L’arte asessuale ed apolitica infastidisce le Lecciso della Cultura come Sgarbi. Ristudiamo un po’ il mondo greco dove la libertà, concetto etico, era la base della civiltà e non la democrazia, concetto politico, che solo per apparire corretti nessuno ricorda che è affine alla volgarità (demos = vulgus).

  • queerblog

    19 lug 2007 - 12:42 - #7
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    […] […]

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