Angus Wilson, la voce della satira

lo scrittore Angus Wilson

Per molti critici letterari, Angus Wilson (1913-1991) rimane, a più di vent’anni della morte, uno dei grandi, incrollabili pilastri della letteratura inglese della seconda metà del novecento. I suoi romanzi, che satireggiavano impietosamente, ma con mossa partecipazione, la classe media inglese, chiusa pervicacemente nel proprio secolare perbenismo, hanno venduto migliaia di copie, diventando in molti casi dei veri e propri bestseller. Fu proprio il gran successo di Hemlock and after, pubblicato nel 1952, che permise a Wilson di lasciare per la seconda volta il suo posto di bibliotecario presso il British Museum e dedicarsi anima e corpo alla scrittura.

Un nuovo inizio per lo scrittore, dopo gli anni duri della seconda guerra mondiale durante i quali aveva fatto parte del celebre gruppo di Bletchey Park; anni durissimi spesi a decodificare i codici navali italiani e che gli avevano causato un gravissimo esaurimento nervoso. La scrittura e l’amore per Tony Garrett che aveva conosciuto mentre lavorava ancora al British Museum gli offrirono una scialuppa di salvataggio. Una via di fuga verso la salvezza e la fama, simboleggiata forse dai quei coloratissimi cravattini a farfalla che amava sempre portare.

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