Rosy Bindi esclude che il PD si occupi di matrimoni gay

Rosy Bindi esclude che il PD si occupi di matrimoni gayMatrimoni gay si o no? Questo chiede Marco Iasevoli su Avvenire a Rosy Bindi, che risponde senza lasciar alcun dubbio:

Ci atterremo ai contenuti della Costituzione e a una consolidata giurisprudenza che non prevede il matrimonio per le coppie omosessuali. Sulla scia del lavoro fatto escludo che il programma del Pd conterrà questa proposta, come pure escludo che possa prevedere l’adozione per le coppie gay, alla quale sono personalmente contraria anche sotto un profilo scientifico.

L'intervista pubblicata sul quotidiano dei vescovi italiani, avviene in occasione del varo delle “linee-guida” del PD su temi eticamente sensibili, indicazioni redatte da un comitato presieduto dalla stessa Bindi che, per evitare problemi futuri, dà una sorta di “avviso” a Ivan Scalfarotto e Paola Concia.

Dice la presidente del PD:

In questa fase persone come Paola Concia e Ivan Scalfarotto, che hanno collaborato molto ai lavori della commissione, potranno distinguere le opinioni personali, e quelle dei movimenti cui sono vicini, dalla sintesi che abbiamo elaborato. E questo vale anche per quei cattolici che fanno fatica ad ammettere che la cultura dei diritti civili è fondamentale per il Pd. È così che si fa e si sta in un partito pluralista.

Secondo Rosy Bindi l'indirizzo del documento risiede in questo:

Avvertiamo il dovere di regolare unioni di fatto che sono sotto gli occhi di tutti, e di individuare, senza confusioni con la famiglia fondata sul matrimonio, i diritti e i doveri personali che ne derivano. Un partito che ha ambizioni di governo, che guarda il mondo e ne accompagna i cambiamenti, non deve lasciare nessuna situazione nella clandestinità.

Un partito che ha ambizioni di governo... già! Il fatto è che un partito che vuole andare al governo, dovrebbe sapere la Costituzione italiana non vieta i matrimoni gay. Li vieterà Rosy Bindi, ma non la Costituzione. Nota giustamente Paolo Patanè, presidente di Arcigay:

Rosy Bindi, continua ad avvitarsi su di un rifiuto ideologico di partenza al matrimonio civile tra persone dello stesso sesso, cancellando la verità: non esiste alcun limite o impedimento nella nostra Costituzione al matrimonio gay come diverse sentenze hanno stabilito. L’ultima della Cassazione, la 4184/2012, dice che è già nella disponibilità del Legislatore ordinario estendere il matrimonio civile alle coppie dello stesso sesso, il che significa che se può farlo questo è conforme alla Costituzione.

Del resto, Rosy Bindi si smaschera da sola nell'intervista. Dice:

I cattolici sono essenziali nell’elaborazione di qualsiasi proposta politica.

I cattolici, sono essenziali. Le posizioni di Paola Concia, Ivan Scalfarotto e dei movimenti cui sono vicini, rientrano, invece, nel campo delle opinioni personali.

Certo, l'articolo Ma ci vuole più coraggio di Paola Concia su Europa non fa proprio ben sperare:

Sostengo da sempre il matrimonio omosessuale e comunque l’uguaglianza dei diritti tra etero e omo [...]. Dentro la commissione il confronto è stato schietto a volte duro, ma per questo positivo e costruttivo. Ora consegna a tutto il partito il compito di affrontare la materia dei diritti civili seriamente, con la cura necessaria di quando si è consapevoli che queste politiche riguardano tante persone. In commissione è stato chiaro a tutti che soluzioni come i Dico sono superate e dobbiamo trovare soluzioni legislative molto più avanzate, e che bisogna chiaramente imboccare la strada giuridica del riconoscimento delle coppie gay in quanto tali. Parità, uguaglianza, medesime opportunità per tutte e per tutti devono essere il faro per un partito che intende, essere riformista e porsi l’obiettivo di un vero cambiamento. Il documento è una carta d’intenti, traccia una strada, non ci sono proposte legislative, enuncia principi. Il paese attende da noi un passo indietro rispetto alle divisioni interne per componenti e convinzioni non discutibili, affinché sia possibile proporre leggi comprensibili, che siano sostenute da un impianto giuridico solido, dove dignità, diritti e doveri, siano limpidamente previsti.

Matrimonio è la soluzione. Ma guai a pronunciare questa parola!

Foto | TMNews

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