Il dio Xochipilli, protettore degli omosessuali

Il dio protettore degli omosessuali

Nel variegato, lussureggiante pantheon delle divinità azteche campeggia anche il nome di Xochipilli, dio dell’arte, della danza, dei fiori e della bellezza. Un dio spesso rappresentato con un lungo, acuminato bastone in mano; bastone con il quale si credeva potesse penetrare i fitti misteri del cuore umano. Ma Xochipilli, oltre ad essere il fratello gemello della potentissima dea Xochiquetzal, dispensatrice della fertilità e marito di Mayahue, bellissima fanciulla del popolo, era anche il protettore degli omosessuali e di tutti gli uomini che sceglievano la via della prostituzione. Caratteristica che studiosi e storici fanno oggi risalire all’influenza della civiltà tolteca.

Una celebre statua di Xochiquetzel (il suo nome in lingua azteca significa proprio principe dei fiori) ce lo mostrano con lo sguardo allucinato, le braccia alzate verso il cielo e le gambe incrociate, mentre sotto di lui si inseguono e intrecciano fiori e funghi dal fortissimo potere allucinogeno. Strumenti naturali che gli aztechi usavano per raggiungere l’estasi nel corso delle loro cerimonie più sacre.

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