Chiesa anglicana contro i matrimoni gay a tutto campo

Nervosismo palpabile nella chiesa anglicana di fronte all'avanzare dei diritti lgbt. Gli anglicani inglesi, infatti, hanno minacciato il governo di David Cameron di non celebrare più matrimoni di alcun tipo se l'esecutivo britannico persisterà nella sua idea di voler rendere legale il matrimonio egualitario.

Sebbene la chies anglicana abbia sostenuto le unioni civili gay, i suoi dirigenti si sono mostrati totalmente contrari all'approvazione del matrimonio fra persone dello stesso sesso perché sarebbe in conflitto con i dettami della fede anglicana. Così contrari da giungere a dare un aut-aut al governo: o si lasciano perdere le nozze gay o nelle chiese non si celebrerà più alcun matrimonio.

Puro terrorismo: nessuno mai ha parlato di matrimoni gay in chiesa (come in Danimarca) ma secondo i vertici anglicani, in caso di approvazione della legge, la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo difficilmente accetterà che le nozze ugualitarie vengano celebrate solo civilmente e non anche religiosamente. Il governo ha ribadito questo punto: la futura legge non obbligherà alcuna confessione religiosa a celebrare matrimoni fra persone dello stesso sesso.

Tim Stevens (in foto), vescovo di Leicester, ha detto, comunque, che, nonostante l'opposizione al matrimonio omosessuale, gli anglicani continuano a sostenere la comunità gay e, in tal senso, si augurano che ci siano progressi nel campo dell'integrazione a vari livelli. Non a tutti, però: insomma, va bene sostenere la parità di diritti, ma fino a un certo punto!

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