Non è servito a nulla, evidentemente, il caso di Torino dove un ragazzo di 16 anni si è suicidato a causa della persecuzione dei compagni che lo deridevano in quanto (presunto) gay.
Lì nessuno degli insegnanti intervenne, nonostante l’appello della mamma. A Palermo, invece, un’insegnante ha sanzionato - in modo insolito - un atto di omofobia ed è finita davanti al giudice.
Presto raccontata la vicenda: un ragazzino dodicenne delle medie viene bloccato davanti alla porta del bagno dei maschi. “Sei una femmina - gli dice un compagno - e qui non puoi entrare”. In lacrime si rivolge alla professoressa che discute del fatto con l’intera classe, sulla base di una parola “deficiente”, spiegandone anche il significato di mancante. Alla fine la punizione per il colpevole è scrivere 100 volte sul diario “sono un deficiente”, seguito da un invito a presentarsi a scuola per i genitori.
Per tutta risposta il padre del bulletto scrive a sua volta “Mio figlio sarà deficiente, ma lei è c…”. Segue una denuncia con richiesta di 25mila euro di risarcimento.
Due riflessioni: la lotta all’omofobia non ha molto successo in questo paese. E i genitori stanno distruggendo quel po’ di buono che c’è nella scuola, la credibilità degli insegnanti.
Luca71
09 giu 2007 - 18:25 - #1A parer mio andrebbero processati i genitori del ragazzo omofobo.
Luca71
Cameron
10 giu 2007 - 11:50 - #2che str**za la prof
Lula QUEEN Girl
10 giu 2007 - 21:02 - #3E’ stata giusta la punizione… ma non quello che gli ha fatto scrivere! Non puoi far scrivere “sono un deficiente”
Barbara X
10 giu 2007 - 22:08 - #4Sicuramente quella professoressa doveva avere molto a cuore le difficoltà che riguardano le persone glbt. Per me ha fatto bene, approvo in pieno la “punizione” da lei ideata, perché bisogna essere proprio deficienti (e soprattutto avere genitori deficienti, idioti e fascisti) per comportarsi così verso un proprio simile. I deficienti (di qualsiasi età) vanno smascherati subito e messi davanti alle proprie responsabilità, prima che, crescendo, possano combinare ulteriori disastri.
iMau73
11 giu 2007 - 09:32 - #5La punizione sarebbe anche giusta secondo me, ma la signora non ha calcolato l’incapaità di comprensione del vocabolo in questione da parte di una famiglia che non conosceva (che poi si è rivelata incapace del tutto tanto da ricorrere allla banale “ricerca su google” che ormai è diventato il luogo comune per eccellenza). Forse potrei dire che la professoressa è stata troppo ingenua e ha confidato troppo nell’intelligenza del prossimo ma non si può mica vivere sempre stando attendi a ogni parola perché qualcuno potrebbe non capire! E che si sveglino anche gli altri! Trovo assolutamnte stupida la reazione dei genitori del ragazzaccio. Dopo aver fatto il gesto ormai nazional-popolare di rivolgersi al web come se ci si rivolgesse al parroco al saggio che tutto sa, hanno proseguito sull’onda della banalità chiedendo danni e soldi (ormai tutti lo fanno in tivù.. perché io no?!?). Che superficialità: gente inutile, ma dannosa!
giupi
11 giu 2007 - 09:33 - #6Io ho sentito che il fanciullo in questione avrebbe scritto per 100 volte “sono un deficente” (senza la i)…
cornflakesboy
11 giu 2007 - 16:01 - #7LA FAMIGLIA TRADIZIONALE tanto decantata e difesa in piazza è anche questa. Talmente sicura di essere giusta (in quanto non è permessa alternativa) da sentirsi intoccabile. Un po’ come la mafia. Probabilmente il padre del ragazzo punito avrà pensato “Nessuno dall’esterno deve dirmi come tirare su i miei figli perché sono miei.” Ma non è così. Nel momento in cui questi figli sono fuori casa non sono più solo “tuoi figli” ma, in altri contesti sociali, diventano “i miei amici”, “ i miei studenti”, “i miei vicini di casa”. La famiglia può sbagliare, la famiglia può essere nociva. Ed è la società a pagarne le spese. In questi tempi in Italia questo concetto sembra essere un eresia. Pare che se c’è un padre (maschio) e una mamma (femmina) tutto debba filare al meglio. No, mi spiace ma non è così. Io sono convinto che due madri lesbiche non permetterebbero che il loro figlio prendesse in giro un ragazzino per le presunte inclinazioni sessuali. Proprio perchè quelle due madri ideali partono proprio dalla loro esperienza di vita, della fatica di aver conquistato la dignità di essere omosessuali alla luce del sole, di aver attraversato la sofferenza della paura di essere “diversi”. Questa triste storia ci mette di fronte all’evidenza che anche la tanto decantata famiglia tradizionale non sa fare i conti con la diversità, non la sa vivere, non la sa gestire. E non solo la diversità di orientamento sessuale. Ma anche solo il sospetto di diversità morale che la parola “deficiente” porta con se, diventa motivo di chiusura e di attacco. La diversità fa paura alle famiglie che vengono rassicurate dal modello unico che gli si presenta. Forse la società ha bisogno di alternative di famiglia che possano portare alla società il beneficio del confronto e far diminuire la paura della diversità.
Hid69
11 giu 2007 - 18:44 - #8Un vero uomo n si sarebbe fatto trattare così..l’uomo ha le p…e quadre ke deficiente
queerblog
13 giu 2007 - 00:14 - #9[…] I più letti della settimana Un bambino ceco per Brad e Angelina Professoressa punisce ragazzo omofobo: processata! Paris Hilton: crisi in carcere Beth si mette a nudo Gino e l’Alfetta Scopriamo le amanti di Magalli Romania: vietata una canzone dei Queen La donna più sexy per Queerblog è Angelina Jolie Paris Hilton già fuori dal carcere George Clooney a quattro zampe […]
La provocazione della Bignardi: "Sono gay e defic
14 giu 2007 - 15:21 - #10[…] Dio l’abbia sempre in gloria, la Dariuccia nostra nazionale. Che si mette a scrivere 75 volte “Sono una deficiente” su Vanity Fair (la Bibbia di ogni gay che si rispetti) per dire la sua - col solito garbo - sulla vicenda della maestra punitrice di un alunno omofobo, reo d’aver dato del gay e della femminuccia a un suo compagno di classe. La Bignardi è chiara: […]
Bassoatesino
15 giu 2007 - 14:46 - #11I miei motiviPer ridere in faccia a chi scrive certi manifesti, per vedere questi fenomeni, per dare del deficiente ai deficienti (prima che accada il peggio), per questo signore, per quel che succede a Milano, per sopperire alla pavidit di alcuni, per…
GUIDO
16 giu 2007 - 23:38 - #12meglio avere il cu*o gelato
che un gelato nel cu*o.
martinmillar
17 giu 2007 - 03:00 - #13che eleganza (Guido)
queerblog
27 giu 2007 - 15:20 - #14[…] […]