Un paio di note a margine del Gay Pride di Bologna

Gay Pride 2012 Bologna

A qualche giorno dal Pride nazionale di Bologna, forse vale la pena di provare a tirare un bilancio di questa manifestazione che come ogni anno ha un ruolo centrale per il movimento lgbt in Italia, anche se in questo 2012 siamo agitati da molte altre preoccupazioni, dal terremoto in Emilia alla crisi economica.

Sabato, come spero molti di voi, ero a Bologna per il corteo, che era stato previsto in forma sobria proprio per rispetto alle vittime del terremoto e alle popolazioni colpite dai danni: una marcia senza carri, niente camion né musica da discoteca o mega-amplificatori. I soldi previsti per i carri sono stati devoluti alle vittime del sisma.

Proprio questa sobrietà mi aveva illuso di poter trovare al Pride tutti quei gay e (meno) quelle lesbiche che ogni anno, puntualmente, quando si avvicina il mese di giugno e ci si prepara al Pride, fanno ripartire la solita fanfara: "il Pride è una carnevalata", "non mi rappresenta", "mi fa vergognare", "mi fa schifo", ecc. ecc.

Gay Pride 2012 Bologna
Gay Pride 2012 Bologna
Gay Pride 2012 Bologna
Gay Pride 2012 Bologna

Stavolta - pensavo io con una punta di ingenuità - queste persone, finalmente, potranno esprimere la loro voglia di manifestare senza ambiguità, senza essere condizionate da un evento volutamente radicale e provocatorio, di reazione e di ribaltamento di quel rifiuto subito dalla società.

Invece: il corteo era sobrio, c'erano un paio di bande, ma per il resto si marciava allegramente ma senza "effetto disco", c'erano tanti giovani, tanti studenti, tanti bolognesi; anche tanti colori e, per fortuna, tanta allegria e molto entusiasmo; ma dei benpensanti, dei critici in servizio permanente, delle velate allergiche ai cortei nemmeno l'ombra. Almeno, nessuno di quelli che conoscessi io.

In compenso ci sono stati un paio di momenti molto significativi: Vladimir Luxuria che dal palco dedica il Pride alle vittime del terremoto, il sindaco di Bologna Virginio Merola che auspica una legge per "il matrimonio civile" per tutte le coppie, etero e gay; e da ultimo l'intervento del padre di Daniel Zamudio, il ragazzo gay torturato e ucciso in Cile. Un Pride certamente da ricordare.

Gay Pride 2012 Bologna
Gay Pride 2012 Bologna

Foto | Alessandro Condina

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