Matrimonio gay anche in Danimarca: sì del Parlamento

Alla fine anche la Danimarca, dopo la parentesi di un decennio dominato politicamente dall'estrema destra, sotto la guida del nuovo governo di coalizione tra socialdemocratici, liberalsocialisti e socialisti, si aggiunge al club - sempre meno ristretto - dei paesi che riconoscono e celebrano il matrimonio anche fra persone dello stesso sesso.

Il parlamento monocamerale danese ha approvato la riforma del matrimonio civile, con l'inclusione delle unioni fra persone dello stesso sesso, con 85 sì a 24 no: a partire dal 15 giugno di quest'anno potranno essere celebrati i primi matrimoni gay.

Anche la chiesa luterana di Danimarca potrà celebrare matrimoni gay secondo il rito religioso e i fedeli potranno chiedere la cerimonia in chiesa, anche se i pastori non saranno costretti a officiare: ogni comunità deciderà liberamente e in autonomia.Prima di votare sulla proposta di legge che ha esteso il matrimonio a tutti, la maggioranza dei parlamentari aveva respinto una proposta dell'opposizione di destra per istituire una sorta di unione civile separata e riservata a gay e lesbiche, con un nome diverso dal matrimonio. Alla fine ha prevalso il principio della piena uguaglianza.

Nel 1989 (!) la Danimarca era stata il primo paese al mondo a riconoscere una forma di unione domestica per le coppie gay: a quei tempi sembrava davvero una stranezza da paese nordico, impossibile persino da concepire altrove. E invece ora la Danimarca si aggiunge a una discreta lista di paesi che riconoscono il matrimonio per tutti.

Per il ministro dell'Ugiaglianza e della chiesa, Manu Sareen, il matrimonio egualitario “è liberalismo, è diversità, è uguaglianza, è tolleranza ed è così bello!".

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