Kenya: gay individuati sui social network e poi ricattati

Diverse bande criminali starebbero usando Internet per localizzare le persone lgbt in Kenya e poterle, così, ricattare. A quanto pare i malfattori (come altrimenti chiamarli?) concentrerebbero le loro attenzioni su uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini ma che non hanno fatto coming out (perché, per esempio, sono sposati e hanno – o meno – figli): il che vuol dire che si tratta di persone che assai difficilmente faranno denuncia.

La Gay and Lesbian Coalition of Kenya (GALCK) ha registrato una decina di tali ricatti negli ultimi mesi e chiede alle vittime di parlare e denunciare i ricattatori. Dal canto suo la polizia keniota sta facendo indagini dopo aver ricevuto segnalazioni di gruppi organizzati che si fanno passare per gay o lesbiche sui social network come Facebook, Gaydar, ManJam e GayRomeo e che, dopo aver individuato le vittime, le ricatta con foto compromettenti al fine di ottenere soldi, carte di credito e relativi PIN.

Secondo GALCK questi ricatti sono uno dei problemi più frequenti che deve affrontare la popolazione lgbt del Kenia, paese che, lo ricordiamo, punisce l'omosessualità con pene fino a quattordici anni di detenzione. Secondo uno studio del Pew Global Attitudes Project solo il 3% dei kenioti sarebbe favorevole a un qualche riconoscimento sociale delle persone omosessuali, mentre il 96% della popolazione considera l'omosessualità del tutto inaccettabile.

Via | Dos Manzanas

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