È stata proprio Letizia Moratti, secondo i resoconti della Repubblica che ha svelato la notizia, a negare il patrocinio del Comune di Milano al Festival di cinema gaylesbico e Queer culture.
La beffa è che gli organizzatori non ne sapevano niente e loro stessi sono stati presi alla sprovvista dalla rivelazione. “Per noi - ci ha detto il portavoce Toni Aventino - il patrocinio c’è, perché ci è stato confermato. Se riceveremo una comunicazione ufficiale del Comune in senso contrario interverremo”. Logica reazione, se pensate che alla serata inaugurale era presente (e ha parlato dal palco) un rappresentante (tecnico, non politico) del Comune. E invece due giorni dopo - a festival incominciato - la pessima sorpresa.
In realtà, secondo ambienti del Comune, la frittata era già fatta, ma la notizia doveva restare riservata per poi essere diffusa solo a festival finito. E invece Repubblica ha scoperto la vicenda e ci ha fatto un paginone, con richiamo anche nell’edizione nazionale. La Moratti adesso ci ripenserà?
Dal punto di vista economico sarà un danno serio, ma non incolmabile. Politicamente, invece, è un segnale pessimo nei confronti della comunità glbt milanese. Un conto è il Gay Pride - che ha una componente politica netta - un altro un’occasione culturale e sociale come il festival di cinema, che è arrivato alla 21esima edizione e aveva sempre ottenuto il patrocinio di Palazzo Marino, insieme a quello della Provincia, anche con il sindaco Albertini e anche quando la Regione (con Formigoni) si era tirata indietro.
Certo, è vero che la visibilità dell’evento è elevata, anche grazie alla sede del Piccolo Teatro, ma la sala è stata pagata e non offerta gratuitamente. Forse i gay milanesi che hanno votato la Moratti dovrebbero ripensarci…
Judas
04 giu 2007 - 14:22 - #1“Il guaio è che la Moratti non è un ministro. La Moratti è l’idea che una parrucchiera ha di un ministro.
Senza offesa per le parrucchiere.”
(Daniele Luttazzi)
(Credo non ci sia molto da aggiungere)
Andreas Martini
04 giu 2007 - 16:19 - #2Sarà che vengo fuori da una discussione con un mio amico, l’ennesima, su gay e voto a destra, che la frase con cui si conclude questo post (Forse i gay milanesi che hanno votato la Moratti dovrebbero ripensarci…) mi sembra stonata… un inutile qualunqusimo. Sul serio pensiamo che la scelta di chi votare (a sindaco) vada fatta su queste basi?
La risposta è anche “sì”, ma sul serio non credo che sarà quest’episodio a far cambiare idea ai gay berlusconiani (milanesi). Sappiamo benissimo infatti che scegliere di votare qualcosa che va contro il proprio orientamento sessuale si basa su valutazioni ben più ampie del singolo caso…
aelred
04 giu 2007 - 17:49 - #3Hai perfettamente ragione Andreas; però non è un caso che abbia scritto “gay” e non persone omosessuali. se hai un po’ a cuore la dimensione politica della questione lgbt ci pensi su più facilmente.
se voti pensando solo all’Iva da pagare o alle tasse, allora è un altro discorso
Andreas Martini
04 giu 2007 - 18:17 - #4mi sembra di capire che c’è una distinzione, che non avevo colto, tra gay e persona omosessuale?
aelred
04 giu 2007 - 23:27 - #5Beh, gay ha già una connotazione politica.
indica chi è “assumé”, chi si è riconosciuto e si rispecchia in una comunità militante.
Pasolini era omosessuale, Elton John (si parva licet) è gay
Andreas Martini
05 giu 2007 - 00:08 - #6Sottile come distinzione, ma comunque giusta (non mi è nuova comunque)
ma continuanda a fare l’avvocato del diavolo: credi che sia sbagliato scegliere chi votare in base all’iva/ici da pagare? cosa ti tocca più direttamente il non finanziamento ad un evento culturale o meno soldi in tasca? ed è un problema anche della shampista tutta griffes e locali alla moda! questo perchè sono comunque convinto che della militanza gay, anche sotto forma di eventi culturali, importi ben poco al “gay medio”
aelred
05 giu 2007 - 07:08 - #7Ahimé, questo è IL problema della comunità lgbt italiana, se essa esiste.
il problema dei gay dei bisex e delle lesbiche e delle/dei trans militanti.
quando un’amministrazione comincia a discriminarti per quello che sei solo per ideologia c’è di che spaventarsi
queerblog
05 giu 2007 - 15:49 - #8[…] […]
legoras
05 giu 2007 - 20:39 - #9oddio ma quanto e brutta!!!!!!!!!!!!!!!
02blog
06 giu 2007 - 02:36 - #10[…] […]
Xaaraan - Il blog di Antonella Beccaria » I
14 giu 2007 - 12:53 - #11[…] A Milano apre tra pochi giorni la nona edizione della rassegna La biblioteca in giardino per portare manifestazioni culturali anche in periferia, nei rioni, laddove - ci si lamenta - non c’ mai nulla per i cittadini. Tuttavia Vittorio Sgarbi, dopo che Palazzo Marino ha negato il patrocinio al Festival internazionale del cinema gay e lesbico, si esibisce in una delle sue e, in una crociata da far invidia al Ventennio, se ne esce dicendo ciccia a chi va a chiedere i finanziamenti comunali. A meno che - il margine di trattativa concesso - non si prendano alcuni accorgimenti. E dice in proposito il rissoso assessore alla cultura: Non si capisce per quale motivo dobbiamo spendere una cifra di quell’entit per presentare solo autori di un certo schieramento, quindi ho deciso di integrare la lista delle personalit invitate. Nessuna censura, ma solo la volont di bilanciare la proposta con autori di altra area politica”. […]