No all'omofobia, sì ai diritti umani: l'appello di Amnesty International

In occasione dell'odierno gay pride nazionale di Bologna, Amnesty International ha lanciato un appello indirizzato a Elsa Fornero (Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali con delega alle Pari Opportunità), Renato Schifani (Presidente del Senato) e Gianfranco Fini (Presidente della Camera) in cui, con lo stile sobrio di Amnesty ma senza peli sulla lingua si denuncia la situazione delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuate.

Si legge nel testo:

Sono preoccupato per la discriminazione che colpisce le persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuate (Lgbti) in Italia, dove una lacuna legislativa comporta che le vittime di reati motivati da odio verso l'orientamento sessuale o l'identità di genere non abbiano la stessa tutela garantita alle vittime di reati motivati da altri fattori di discriminazione, e che l'incitamento verbale all'omofobia e alla transfobia non sia perseguibile come crimine d'odio. Questo rischia di favorire l'aumento di atteggiamenti di intolleranza verso le persone Lgbti ed è contrario al principio di non discriminazione sancito dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, che è vincolante per l'Italia.

E ancora:

Ritengo che le autorità italiane debbano assicurare alle persone Lgbti il diritto all'espressione della loro identità di genere o del loro orientamento sessuale, il diritto a una vita affettiva libera da interferenze e un equo accesso a tutti i diritti umani riconosciuti dalle convenzioni e dagli standard internazionali in materia.

L'invito, pertanto, al Parlamento e al governo è quello di eliminare ogni forma di discriminazione nei confronti delle persone lgbti. È possibile firmare l'appello online oppure scaricare il file, stamparlo, firmarlo e spedirlo ai destinatari.

Ricordiamo che, com'è ormai consolidata abitudine, Amnesty International Italia prenderà parte al Pride Nazionale:

Per dire no a ogni forma di discriminazione a causa dell'orientamento sessuale e/o dell'identità di genere. Come ogni anno, "Liberi ed eguali in dignità e diritti" è il messaggio che porteremo al corteo, declinato in tanti slogan diversi, stampati su centinaia di cartelli a forma di fumetto.

Del resto, come scrive la sezione italiana di Amnesty nella newsletter inviata a tutti i suoi contatti, “Amare è un diritto umano di tutti!”

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