#BoycottDolceGabbana è la principale notizia queer della settimana

Tra le notizie della settimana dal punto di vista queer spicca la questione Dolce e Gabbana con l'hashtag lanciato da Elton John #BoycottDolceGabbana

#BoycottDolceGabbana è senza dubbio la notizia queer della settimana, con quello che c’è stato prima, durante e dopo.

Tutto è cominciato con Domenico Dolce che ha a Panorama ha rilasciato un’intervista sulla famiglia. Le reazioni a questa intervista sono state molto forti ed è interessante notare come siano stati due gli argomenti che hanno fatto sobbalzare molti dalle sedie: qui da noi in Italia ci si è concentrati su quello che lui ha detto a proposito della famiglia tradizionale (“Ci sono cose che non vanno modificate. E una di queste è la famiglia. Non l’abbiamo inventata mica noi la famiglia. L’ha resa icona la Sacra famiglia, ma non c’è religione, non c’è stato sociale che tenga: tu nasci e hai un padre e una madre. O almeno dovrebbe essere così”), all’estero – soprattutto negli USA – ci si è soffermati su quanto affermato a proposito dei figli nati con procreazione medicalmente assistita (“Non mi convincono quelli che io chiamo figli della chimica, i bambini sintetici. Uteri in affitto, semi scelti da un catalogo. E poi vai a spiegare a questi bambini chi è la madre. Procreare deve essere un atto d’amore, oggi neanche gli psichiatri sono pronti ad affrontare gli effetti di queste sperimentazioni”). Per quel che può servire, la mia indignazione è per queste ultime affermazioni.

È da queste parole sui “figli sintetici” che Elton John ha lanciato l’hashtag #BoycottDolceGabbana che poi è stato ripreso da vari vip in tutto il mondo, ma sempre con le sfumature di cui sopra: se Madonna ha sottolineato che “tutti i bambini hanno un’anima, indipendentemente da come arrivino sulla terra e alle loro famiglie. Non c’è niente di sintetico in un’anima”, da noi Ferzan Ozpetek si orienta più sull’aspetto famiglia: “Avere un figlio per me è una questione di responsabilità. Non parlerei di "bambini sintetici", perché il problema è come vengono allevati quei figli”.

Dal canto loro Dolce e Gabbana sostengono che boicottarli, nel 2015, non ha senso perché è qualcosa di “medievale”. Già, come definire “sintetici” i figli.

#BoycottDolceGabbana

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