Omofobia a Torino, ragazzo gay aggredito su un bus. Stefano ospite a Pomeriggio 5: le dichiarazioni

Un ragazzo è stato aggredito a Torino e ha raccontato l'accaduto ospite da Barbara d'Urso a Pomeriggio 5

In questi giorni, è stata resa nota un'altra notizia di omofobia in Italia, precisamente a Torino, dove un ragazzo di ventun anni, Stefano, è stato aggredito mentre tornava da una serata in discoteca insieme a un amico. I due si trovavano su un autobus per tornare a casa quando è accaduta la violenza, prima verbale poi fisica.

Stavamo parlando della serata appena trascorsa in discoteca quando alcuni ragazzi ci hanno chiesto se eravamo fr0ci. Pensavo scherzassero, ma poco prima di scendere dal bus mi hanno colpito al volto con un pugno e insultato".

Dopo aver sferrato il colpo, i ragazzi sono fuggiti dal bus e le persone presenti hanno espresso solidarietà nei confronti del giovane aggredito che è stato soccorso all'ospedale Martini con una prognosi di sette giorni.

L'ematoma sul mio viso sparirà insieme al gonfiore, ma non potete nemmeno lontanamente capire quanto sia stato umiliante dirlo a mia madre

Stefano, oggi, è stato ospite di Barbara d'Urso a Pomeriggio 5, dopo le 18, per raccontare la sua storia e per lanciare un messaggio importante contro l'omofobia e la discriminazione nel nostro Paese. La conduttrice ha subito specificato come gli aggressori siano da condannare:

stefano

"L'imbecillità va fermata e va fatto anche raccontando"
"Venerdì notte, dopo una piacevole serata in discoteca con un amico che non rivedevo da tempo... Io volevo prendere il taxi perché già qualche anno fa sono stato vittima di un'aggressione, uno scippo ma non c'entra niente. Il mio amico mi ha detto "C'è il 15"., abitiamo vicini, ci siamo seduti. Sono molto confuso non ricordo se davanti ci fossero già seduti o fossero entrati con noi. Questi due ragazzi italiani, insospettabili... Ero felice, vivace. Inizialmente l'aggressore pensavo fosse un altro dall'aggressione. Abbiamo parlato e questi ci hanno detto "Ma siete ricchi0ni, fin0cchi?" Uno dei due si alza e anche l'altro. Ha guardato dietro, si è messo le mani in tasca poi mi ha scaraventato un pugno. Non ho sentito nemmeno il dolore dallo shock... Mi sono girato verso il mio amico e ho detto" Ma mi hanno dato un pugno". Ero preoccupato che non si vedesse, per l'umiliazione e sono sceso dopo due fermate. Come fossi stato colpevole. Una ragazza mi ha chiesto se gli avessi fatto un torto. Mi sentivo a disagio".

Questo essere sciocco riuscito nel suo intento, a farti sentire colpevole di essere omosessuale?

"Non so... Posso dirti che in quel momento la mia unica preoccupazione era mia mamma e il mio compagno. Lei mi ha detto "Mi sono svegliata alla 4.30, ho avuto un presentimento". Io ero frastornato, a mettere la chiave ho fatto cadere delle cose, si è alzata e mi ha visto così. Il nero non si vedeva, ero pallido, bianco. "Sono caduto..." si è iniziata a preoccupare e poi il giorno dopo le ho raccontato quello che è successo. Mia madre non ha dormito tutta la notte. Lei e altre persone mi hanno convinto a denunciare. Io non volevo. Mi sono ispirato ad Angelo, un altro ragazzo di Roma massacrato da cinque persone. Io stesso la settimana prima gli avevo scritto la mia solidarietà su Facebook".

C'erano persone che hanno visto

"Un ragazzo è intervenuto a mia difesa e mi ha contattato su Facebook anche oggi e mi ha dato qualche parola di conforto. Ma nessuno mi ha dato un fazzoletto visto che sanguinavo".

"L'Italia è il fanalino di coppia per quanto riguarda le unioni omosessuali" ha ricordato Barbara chiudendo l'intervista.

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