Ci sono sante e santi transessuali nella chiesa?

Nella bimillenaria storia della chiesa non ci sono mai stati santi o sante transessuali? La versione ufficiale dice di no, ma se si scava un pochino si trovano dati interessanti

Di santi gay la storia ci ha tramandato qualcosa: ricordiamo, per esempio, Poliuto e Nearco o anche Sergio e Bacco. Di santi transessuali, invece, non c’è traccia? A ben guardare qualcosa potrebbe esserci.

Prendiamo il caso di sant’Onofrio che tradizionalmente è rappresentato come un eremita con una lunghissima barba bianca, così folta che quasi gli fungeva da abito. Stando ad alcune tradizioni questo santo – venerato da cattolici e copti – nacque donna e si sposò con un uomo. Quando rimase vedova in molti chiedevano la sua mano e lei, per essere lasciata in pace, fece cresce i suoi capelli e con quelli si coprì completamente, assumendo l’aspetto di un uomo peloso. Un'altra leggenda racconta che Onofrio era una donna che pregò Dio perché lo facesse diventare l’uomo che sentiva di essere: e il buon Dio esaudì le sue preghiere. E naturalmente poi c’è la versione ufficiale, che dice che Onofrio nacque, visse e morì come uomo.

Santa Vilgefortis

C’è poi un’altra santa associata alla transessualità, sebbene la sua storia venga tramandata con nomi diversi: è santa Vilgefortis (o Wilgefortis), che viene rappresentata come una donna barbuta (Conchita Wurst non si è inventata nulla, insomma…) in croce. La leggenda narra che Vilgefortis era figlia di un re pagano (siamo nell’VIII secolo). Il padre, che non sapeva che la figlia si fosse convertita al cristianesimo, la promise in sposa a un principe. Ma Vilgefortis non voleva certo venire meno al voto di verginità che aveva fatto e quindi pregò il Signore di trasformare il suo corpo. E così, la notte prima del matrimonio, a Vilgefortis crebbe una lunga barba. Per questo motivo il matrimonio non si celebrò e il padre, irato, la fece crocifiggere. Santa Vilgefortis, in croce e con tanto di barba, era una rappresentazione classica nel Medioevo a una delle immagini artisticamente più interessanti è stata realizzata da Hans Memling su una delle ante (chiuse) del Trittico di Adriaan Reins (1480).

Inoltre, non possiamo qui dimenticare Giovanna d’Arco – donna, che indossava abiti maschili e si comportava come un soldato: secondo alcuni studi la Pulzella d’Orléans sarebbe un transessuale FtM in piena regola.

Via | Ragap
Foto | Di Anonimo [Public domain], attraverso Wikimedia Commons

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