Pavia: patente non rinnovata perché gay?

Un caso incredibile - a ben sperare- arriva da Pavia: vittima un ragazzo di 29 anni.

Un ragazzo di 29 anni si è presentato per il rinnovo della patente ma non gli è stata confermata per "inidoneità psicofisica". E secondo la direzione di Agitalia, il protagonista di questa vicenda, S. R., classe 1986, residente nel pavese, sarebbe stato bocciato solo perché omosessuale. Una notizia assurda anche solo da leggere. Eppure, lui si era presentato per il rito di rinnovo della patente di guida civile di tipo "B" e, secondo quanto riportato, avrebbe dichiarato al medico legale, di essere omosessuale.

In quella sede "consapevole delle responsabilità civili e penali per le dichiarazioni false o mendaci, rendeva edotto il medico esaminatore della propria condizione personale di omosessualità che lo aveva, già in passato, portato ad essere escluso per inidoneità all'uso delle armi dal concorso di agente di polizia

Stop all'omofobia

E secondo quanto riportato, il "No" sarebbe stato motivato da "requisiti psicofisici richiesti" per l'idoneità alla guida". L'associazione ha commentato la gravità di questo presunto caso:

"assoluta infondatezza, anche di merito, dell'asserzione avallata dalla Prefettura. Il ricorrente, infatti, pur vivendo la propria personale condizione di omosessualità e pur essendo stato ritenuto non idoneo all'uso delle armi, non risulta, al momento della visita medico legale, affetto da alcuna patologia di rilievo che possa in qualche modo interferire con la propria capacità di condurre veicoli a motore". Per questo la difesa si riserva di chiedere una ctu medico legale "a suffragio delle considerazioni che precedono"

Più che comprensibile il commento di indignazione arrivato dall'Arcigay in merito a questa vicenda. Giustamente, se fosse confermato il tutto, sarebbe necessario un intervento per evitare che ancora solo lontanamente casi del genere si possano verificare. E l'associazione Lgbt chiede l'intervento del Presidente Mattarella:

"Una vicenda che ha dell'incredibile e che, se confermata, ci restituirebbe il ritratto di una vera e propria vessazione di Stato ai danni di una persona omosessuale. Solo poche settimane fa - dice Romani - la Corte di Cassazione si era pronunciata su una vicenda del tutto analoga, stabilendo non solo l'illegittimità di quel rifiuto ma anche il danno provocato alla persona che ne era stata destinataria e che per questo dovrà essere adeguatamente risarcita. Nonostante quella sentenza e soprattutto a dispetto dell'articolo 3 della nostra Carta costituzionale, un altro funzionario pubblico, un medico del servizio sanitario nazionale, e di conseguenza la prefettura di Milano, mettono in campo un altro provvedimento del tutto simile a quello sanzionato dalla Suprema Corte, ideologico, illegale e profondamente lesivo della dignità di un cittadino. Questo perseverare ha del diabolico: siamo di fronte a un atto sfacciatamente persecutorio che forza qualsiasi regola e indebolisce lo Stato e le sue istituzioni. Per questo, nell'attesa che i Ministri competenti rispondano nel merito all'interrogazione depositata dall'onorevole Zan (PD), chiediamo il fermo intervento del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, affinché nel suo ruolo di garante della Costituzione faccia ciò che è necessario per ristabilirne il pieno rispetto"

Si sta indagando per venire a capo di questa vicenda. Una sola cosa è certa: se tutto fosse confermato, saremmo davvero incappati in un caso inaccettabile nel 2015.

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