Gruppo di mormoni partecipa al pride di Salt Lake City

Oltre trecento membri dell'associazione Mormons Building Bridges hanno partecipato al gay pride di Salt Lake City, nello Utah, lo “stato mormone” per eccellenza. Si tratta di un gruppo che vuole trasmettere un messaggio di amore e solidarietà verso la comunità lgbt. “Vogliamo ispirare altri mormoni a livello locale perché agiscano in favore dei fratelli e delle sorelle lgbt” ha dichiarato Erika Munson, fondatrice del movimento.

Non è riuscito a nascondere l'emozione dell'evento lo sceneggiatore Dustin Lance Black, Oscar alla migliore sceneggiatura originale 2009 per il film Milk di Gus Van Sant: Black, infatti, è gay ed è nato in una famiglia mormone. E così ha commentato su Twitter: “Piango. Oltre trecento mormoni eterosessuali marciano con me in sostegno delle persone lgbt durante il pride in Utah”.

È, senza dubbio, un passo significativo per i fedeli mormoni, che va a sommarsi ad altri recenti nello stesso senso. Qualche settimana fa, per esempio, diversi universitari gay, studenti a Brigham nella più importante università mormone degli Stati Uniti d'America, hanno registrato un video per la campana It Gets Better nel quale raccontavano del cammino compiuto per accettare il proprio orientamento sessuale. E, dopo di loro, furono i genitori a realizzare un video in cui raccontavano la propria esperienza di genitori di figli omosessuali.

La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (questo il nome ufficiale dei mormoni) nel 2008 è stata fra le più attive nel promuovere l'approvazione della Proposizione 8 per vietare il matrimonio gay in California. La chiesa giunse a mentire sulla somma di denaro versata a favore della campagna omofoba e a occultare la somma versata per finanziare il boicottaggio dei matrimoni tra persone dello stesso sesso. Ufficialmente, dal 2010, la chiesa mormone non considera la semplice attrazione verso persone del proprio sesso un peccato, ma ritiene peccato il comportamento omosessuale (posizione simile a quella della chiesa cattolica). Anche se sembra più un cavillo che altro, tale posizione è da considerarsi un piccolo passo in avanti: fino ad allora, infatti, anche il semplice desiderio omosessuale era considerato peccato e quanti provavano quest'attrazione erano invitati a rivolgersi a un professionista per essere curati.

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