L’omosessualità è una condizione di infelicità reversibile, dice Massimo Polledri della Lega Nord

Lâ��omosessualità è una condizione di infelicità reversibile, dice Massimo Polledri della Lega NordPrima è stata la volta del cardinal Ennio Antonelli, presidente del pontificio consiglio per la famiglia, che, in apertura dell’incontro di Milano sulle famiglie, ha affermato che le “famiglie normali” sono più felici. Poi il testimone è passato a un deputato della Repubblica, Massimo Polledri (in foto), della Lega Nord che, ai microfoni de La Zanzara, ha sostenuto che noi gay siamo infelici ma possiamo, comunque, redimerci.

L’omosessualità è una condizione di infelicità che può essere reversibile. È una situazione di identità sessuale distonica. Non è una malattia ma in quella situazione si può stare male e qualcuno si rivolge a uno psicologo: tre su dieci poi sono stati meglio, ne traggono beneficio. Se i miei figli fossero gay non sarei contento. Sarebbe come se mia figlia mi dicesse: “Mi faccio suora” o “Mi sposo con un marocchino”. Anzi, questo sarebbe uno dei peggiori casi che possano capitare.

Del resto è difficile aspettarsi altro da un politico che a Pina Picierno, deputata del Partito Democratico, ebbe a dire: “Se ci caliamo le braghe noi, può esserci una bella sorpresa per te…” e che poi ha continuato su discorsi di tal levatura affermando che “molte deputate del Partito Democratico sono curiose di vedere il suo fallo” (e per fortuna siamo noi quelli che stiamo male…). Inoltre, sempre lui, Massimo Polledri della Lega Nord, in Parlamento interruppe Ileana Argentin, deputata Partito Democratico impossibilitata a usare le mani, con il grido: “Falla stare zitta quell’handicappata del cazzo!”.

Per citarlo, “questo sarebbe uno dei peggiori casi che possano capitare”. O forse è, senza condizionale.

Foto | TMNews

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