In tremila partecipano ai Gay Pride di Varsavia e Riga

In tremila partecipano ai Gay Pride di Varsavia e RigaCirca tremila persone lesbiche, gay, bisessuali e transessuali hanno marciato ieri per le strade di Varsavia, in Polonia, e Riga, in Lettonia, per la sfilata dei gay pride.

A Varsavia le stime parlando di duemilacinquencento manifestanti che, sventolando bandiere rainbow ed esibendo cartelli con la richiesta delle unioni civili e di pari diritti per tutti, si sono mossi verso una delle principali vie – strada Marszałkowska – sotto la vigilanza di molti agenti, pronti a intervenire in caso di attacchi da parte di gruppi omofobi. Il pride di Varsavia ha incassato il sostegno di qualche partito di sinistra tra cui il Movimento Palikot, nelle cui fila c’è Anna Grodzka, la prima persona transessuale eletta nel Parlamento polacco.

A Riga, in Lettonia, invece i partecipanti sono stati poco più di quattrocento e provenivano da vari paesi baltici. La sfilata del gay pride lettone si è tenuta nel centro della città, nel quartiere commerciali. Anche qui la presenza delle forze dell’ordine era massiccia anche se i giornali affermando che la tensione era meno tesa rispetto agli anni scorsi.

Il pride di Varsavia è stato anche l’occasione per gettare un ponte con le persone lgbt della Bielorussia: un gruppo di attivisti bielorussi, infatti, ha sfilato per le vie di Varsavia in preparazione del Pride di Minsk, in programma per il prossimo mese di ottobre. I gay bielorussi hanno sfilato mostrando un cartello con la scritta: “Meglio essere gay che dittatore” rispondendo, così al presidente Aleksandr Lukašenko che, come ricorderete, aveva detto a Guido Westerwelle, ministro degli esteri tedesco: “Meglio essere un dittatore che essere gay”. Inoltre ricordiamo che Lukašenko in un'altra occasione dichiarò che non gli piacciono i finocchi e non ha alcuna remora nel dirlo pubblicamente.

Foto | Flickr

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