Frank Sargeson, Janet Frame e la letteratura neozelandese

Frank Sargeon

Nel mio ricordo il nome di Frank Sargeson (1903-1982) è indissolubilmente legato a quello di Janet Frame, a quei lunghi mesi in cui la timidissima scrittrice, finalmente lontano dal manicomio in cui era stata rinchiusa per quattro lunghi anni, scrisse nel giardino di Sargeson, all’interno di una piccola capanna, il suo primo romanzo, lo straordinario Owls do cry (Gridano i gufi). Un incontro felice questo tra i due scrittori che segnò la nascita di una profonda amicizia tra uno dei grandi padri della letteratura neozelandese e questa giovane introversa, dalla foltissima chioma rosso fuoco che avrebbe un giorno conquistato il mondo con la sola suggestione della parola.

Sargeson viene oggi considerato il suo mecenate, ma la sua attività di scrittore, impossibile dimenticarlo, ci ha regalato dei veri e propri capolavori come il racconto “That summer” dalla forte valenza omosessuale oppure A Game of hide and seek dove la scrittore, più apertamente, ma secondo alcuni anche con meno pathos, racconta la storia d’amore tra un bianco e un samoano.

Omosessuale, quando esserlo era un reato punito ancora con la reclusione, Frank Sargeson venne arrestato nel 1929 per immoralità. Costretto ad adottare un nom de plume per sfuggire all’onta dell’arresto, lo scrittore si ritirò poi a vivere nella sua piccola proprietà di Takapuna, dove per decenni, nonostante le gravissime difficoltà economiche in cui si dibatteva, ospitò e favorì diversi giovani talenti impegnati a creare una letteratura che fosse apertamente, orgogliosamente neozelandese.

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