Con il Pride di Salerno di ieri (al quale hanno partecipato circa tremila persone) è partita la stagione dei Gay Pride italiani. Il 7 luglio a Londra ci sarà il World Pride. Queste le date dei vari Pride 2012 nel Bel Paese:
- Conegliano (Tv): 6 e 13 giugno
- Bologna: 9 giugno - Pride Nazionale
- Torino: 16 giugno
- Palermo: 23 giugno
- Roma: 23 giugno
Milano: 25 giugno- Cagliari: 30 giugno
- Catania: 30 giugno
- Napoli: 30 giugno
- Viareggio: 7 luglio
Se ne abbiamo dimenticato qualcuno segnalatecelo nei commenti che provvederemo ad aggiornare la lista. Voi parteciperete a uno o più Pride? Se sì: perché? E se no: perché?

20 COMMENTIAGGIUNGI IL TUO
PierDisneyman
a Milano Lunedì 25 Giugno??? sicuri ?
#1 - Scritto il
robo_
@PierDisneyman: si è trattato di un mio errore (l'anno scorso era il 25 giugno). Grazie della segnalazione
#2 - Scritto il
brokenheart
No, non partecipo perché abitando in Culonia mi costa economicamente tanto e non posso permettermelo essendo disoccupato. Siamo sicuri che i pride siano utili alla causa lgbt? Insomma, da quanti anni ci sono e invece di avere più diritti ne abbiamo sempre meno? Ci manca solo che ci chiudano in un gulag o se preferite visto che va di moda in un laogai. Se i pride sono utili, perché l'attivismo gay italiano è così sterile (visto che non produce frutti) per non dire inutile? Al di là di pochissime sporadiche attività locali, a livello nazionale e in parlamento c'è il NULLA, com'è possibile? A me tutte queste domande mi fanno ridimensionare parecchio il valore del gay pride riducendolo ad una mera festa come tante altre, passata la quale rimane tutto tale e quale (ed ho fatto pure rima). No, non rispondete che è colpa del Vaticano e dei vecchi bacucchi che stanno in parlamento; perché è come dare la colpa a qualcun altro. Insomma siete sicuri che Concia, Scalfarotto, Pannella e tanti altri che ora non mi vengono in mente, stanno operando per il bene del popolo lgbt o invece stanno semplicemente difendendo la loro posizione economica? Portate fatti ed esempi concreti, non parole a quelle siamo tutti bravi.
#3 - Scritto il
brokenheart
Mi auguro che mi smentiate in massa con una valanga di fatti ed esempi concreti, ma perché ahimè ho il brutto presentimento che non sarà così?
#4 - Scritto il
niknik79
A Cagliari sarà la solita baracconata di 4 gatti maskerati… mi fa una tristezza…..il pride concepito così com'è non fa piu presa e non aiuta la comunità glbt, va ripensato e attualizzato. essere gay oggi non vuol dire essere parodia di se stessi ed è questo il concetto che gli etero (o cmq chi rema contro) deve capire
#5 - Scritto il
purnio90
Beh, indipendentemente dall'opinione sui pride (della quale parlerò dopo) mi chiedo da dove derivi l'affermazione "invece di avere più diritti ne abbiamo sempre meno". La situazione legislativa nazionale sui diritti lgbt è invariata da molti anni, se non erro l'ultima grande modifica fu la legge antidiscriminazione sul lavoro approvata nel 2003. Poi, a livello locale, in questi anni si sono moltiplicati i comuni che hanno istituito un registro delle unioni civili o che hanno applicato la legge sulla famiglia anagrafica rilasciando l'attestato di famiglia anagrafica basata su vincoli affettivi. Se parliamo di attitudine della popolazione verso le persone lgbt, come accaduto in tutti gli altri paesi, i livelli sono molto migliorati, e continuano a migliorare ad ogni nuova rilevazione importante. Nel 2003 i favorevoli al riconoscimento delle coppie gay erano il 51,6%. Nel 2009 erano il 58,9% e nel 2012 il 62,8%. Se parliamo di matrimonio gay, nel 2009 era 40.4% nel 2012 invece il 43,9%. Infine, se discutiamo di omofobia ed aggressioni, è necessario chiedersi: 1) E' vero che ce ne sono state di più oppure c'è solo un maggiore coraggio di denunciare? E se è vero che ce ne sono di più, ciò accade perché la gente è diventata più omofoba o perché la visibilità delle coppie gay è notevolmente aumentata? Considerando che tutti i dati vedono scendere in maniera pesante le % di persone che hanno pregiudizi, direi che non si tratta di un incremento dell'omofobia. Mi rendo conto che, essendo circondati da paesi nei quali la comunità lgbt ha più diritti della nostra, a noi possa sembrare di stare precipitando nell'oblio, ma per affrontare la situazione serve obiettività, e credo che obiettivamente negli ultimi anni la situazione sia migliorata. Certo, non migliorata tanto da avere leggi sui diritti. E personalmente io sono uno di quelli che la colpa non la dà al Vaticano. O meglio, odio il Vaticano e le sue posizioni ma sono convinto che se i nostri politici fossero laici, la posizione del Vaticano sarebbe solo una delle tante, e non riuscirebbe ad impedire la giusta avanzata dei diritti, come accaduto, ad esempio, in Argentina e Spagna, e come sta accadendo in Brasile o Irlanda. Per il resto, credo che il problema non stia in singoli esponenti di partito, bensì ad un livello generale. Sono certo che ogni parlamentare, quando dice o fa qualcosa in nostro favore, lo fa anche per mettersi in luce sperando di prendere più voti ma in ciò non vedo niente di male, l'importante è che le promesse vengano mantenute. Infondo in tutti i paesi dove ci sono diritti, ci sono anche parlamentari friendly che si sono fatti eleggere apposta con molti voti della comunità lgbt, che glieli ha dati ben volentieri, perché questo significa fare lobby. Sarebbe indispensabile, ma in Italia non siamo capaci. E qui giungo al discorso Pride. Non ho in mano niente di certo per dire che i pride siano 'dannosi'. Posso però presumere che non lo siano, perché essi si svolgono in moltissimi paesi eppure non hanno impedito il progresso dei diritti. Basti pensare alla Spagna, al Brasile, al Canada che in passato hanno organizzato pride che, al confronto, i nostri sarebbero sembrati una processione pasquale. Eppure in Spagna le coppie gay si sposano e adottano, così come in Canada. In Brasile, dove per varie ragioni l'adozione già c'era, la giustizia ha già praticamente legalizzato unioni civili e matrimoni, e il parlamento sta per accodarsi legalizzando le unioni civili. Insomma, di certezze non ce ne saranno, ma non vedo perché dovrebbero essere un ostacolo qui se non lo sono stati in paesi a noi affini. Poi, un altro discorso, è quello dell'utilità. Per come sono fatto io, preferirei nettamente una manifestazione politica in piazza. Prima di farla però bisogna insegnare a tanti lgbt che interessarsi dei propri diritti non è una vergogna. Ti dirò, sono stato candidato alle elezioni comunali di questo maggio e nel programma della nostra lista c'era, oltre alla non discriminazione ovviamente, anche l'approvazine dell'attestato di famiglia anagrafica basata su vincoli affettivi per tutte le coppie, con relativi benefici amministrativi annessi, quindi non solo una cosa simbolica. Io mi sono fatto un bel po' di banchetti e volantinaggi in centro. La maggioranza estrema dei miei conoscenti lgbt, quando non girava al largo, rifiutava di prendere il volantino, oppure mi rispondeva con "io di sta roba me ne frego", spesso con l'espressione tanto snob. E lo stesso è, spesso, per le manifestazioni. Quando si tratta di ballare e cantare c'è sempre la fila, quando si tratta di fare un sit-in davanti al cumune, apriti cielo, c'è sempre qualche impegno inderogabile. I pride hanno il lato positivo di unire una modesta piattaforma per i diritti (se ne parla alla fine del corteo, di solito) con la potenzialità di esprimere una grande visibilità. Personalmente ritengo che essa sia importantissima, perché per quanto ad alcuni possa non piacere l'impatto visivo del Pride, esso costringe la persona a rendersi conto della presenza di una realtà diffusa. Cosa che, purtroppo, avviene molto meno nella vita quotidiana, visto che buona parte della comunità lgbt si nasconde (e come non comprenderlo). Insomma, secondo me non c'è niente di male nel manifestare ballando e cantando, in omaggio alla nascita del movimento lgbt e alle sue successive evoluzioni. L'ideale però sarebbe che quello fosse un momento specifico dedicato ad una festa per il diritto di essere la visibilità, non il centro della vita della comunità lgbt in quanto tale. Insomma, i pride secondo me dovrebbero essere affiancati da grandi manifestazioni politiche nazionali e locali, oltre che dall'attività giornaliera delle associazioni (però questa già si sta sviluppando enormemente negli ultimi anni, da quello che vedo).
#6 - Scritto il
purnio90
Comunque io ho realizzato di essere gay a 20 anni, e l'anno successivo, cioè lo scorso, ho subito partecipato con entusiamo al Europride a Roma e al Torino Pride. Sono state esperienze che ho vissuto con molta gioia e portando, come singolo, la mia volontà di essere libero ed eguale. Credo che anche questo conti molto, l'atteggiamento con cui ci si va. Infatti quest'anno replico, spero di riuscire ad andare a Bologna e sicuramente sarò a Torino.
#7 - Scritto il
lunapiena
Trovo triste leggere i commenti di chi continua a chiedersi se il Pride è "utile" (che stupida parola) alla causa LGBT. Il Pride è un evento, culmine di un anno di attività di associazioni che si battono quotidianamente per la causa. Voi fate qualcosa? credo che chi si fa certe domande, semplicemente non ha idea di cosa sia il movimento LGBT in Italia, fatto di migliaia di volontari.
#8 - Scritto il
brokenheart
@ Purnio90: Ottime osservazioni, ma il fatto che l'ultimo atto legislativo importante in Italia è stato fatto nel 2003 dovrebbe far pensare che sono passati quasi dieci anni e non si è fatto poi molto se non a livello locale; quindi c'è qualcosa che non va e che non si prova a risolvere. Perché? Si può risolvere? Può dipendere dal fatto che non c'è un'Intelligencija gay di riferimento, apertamente schierata per i diritti lgbt? @Lunapiena: sto, in modo provocatorio, cercando di creare un dibattito e seminare dei dubbi, perché porsi delle domande fa sempre bene. Ovviamente, anche tu mi rispondi che è il culmine di un anno di attività di associazioni locali, non sarebbe il caso di mettere da parte gli interessi locali e concentrare le forze a livello nazionale? Credo di aver usato erroneamente il termine "utile" avrei dovuto parlare di "perdita di valore", ma credo che si capisca che le mie domande ed affermazioni dei commenti precedenti siano provocatori.
#9 - Scritto il
coltr
brokenheart allora ti rigiro la domanda: perché se in 10 anni non abbiamo fatto passi avanti legislativi sono i pride quello che è da cambiare per essere presi in considerazione? A mio avviso le leggi le scrivono i politici e la discussione sociale. Lo scendere in piazza serve a ricordare che, volendo o no, noi esistiamo come esistono già famiglie lgbt. L'annullare del tutto il pride per me significherebbe scegliere di stare nell'ombra e stare in silenzio… piacerebbe a tanti. Poi, per come la vedo, non mi piacciono alcuni aspetti del pride legati ai SOLDI.. quindi ai carri degli sponsor che con spensieratezza preferiscono ricordare che si aprirà la stagione estiva nel locale X e a farsi pubblicità, distribuire bandierine con il logo, piuttosto che spendere una sola parola a favore del pride in quanto manifestazione (come a Torino, l'anno scorso… che tristezza)
#10 - Scritto il
zaq84
Finalmente uno spot ben fatto e con persone che dicono cose intelligenti. Anche se non capisco il perchè alcuni ripetano la solita banalissima frase "sono orgoglioso di essere gay". Io non lo sono affatto, o meglio sono orgoglioso di vivere liberamente la mia condizione e di averla accettata fin dal primo momento. Ma non ha senso affermare di essere orgogliosi di essere gay, l' omosessualità non è una virtù ne un difetto, è solo una caratteristica.
#11 - Scritto il
my-monkey86
Io penso che, invece, il pride vada bene così com'è. Il problema, semmai, è tutto il resto. Quindi proprio le associazioni e i parlamentari che poco fanno per la causa. "Il pride andrebbe ripensato"… e come? Spero non direte "bisogna togliere i boa rosa o i putti sopra i carri" perché non è certo quella la soluzione. Anzi, mi sembra quasi un volersi conformare ad un pudore tutto eterosessuale. In altre nazioni del mondo il pride si tiene allo stesso modo, non è stato cambiato o attualizzato, eppure, mi pare, che i diritti siano stati acquisiti. Vedi Spagna, vedi Usa (alcuni stati), vedi mezza Europa, ecc. E' qui che penso che non sia il pride ad essere sbagliato ma le persone che, nei momenti critici della vita quotidiana, parlamentare e d'attivista, non facciano bene il loro lavoro.
#12 - Scritto il
lunapiena
@BrokenHeart mi sembra una provocazione obsoleta, e per questo priva di forza provocatoria. Per il resto, si parla male del Pride perchè in Italia i gay stessi sono i primi ad avere difficoltà a riconoscere l'esistenza di una comunità gay e di una cultura gay (e lo dimostrano i commenti qui su). E questa è una cosa tipica dei paesi più provinciali come è l'Italia, ed è il vero motivo per cui in questo paese siamo ancora lontani dall'avere un minimo di riconoscimento. Detto questo, mi preoccupo poco. Al Pride ci saranno sempre decine di migliaia di persone, compresi quelli che qui lo rinnegano. E ai sit-in continueranno ad esserci i soliti pochi volontari delle associazioni - questo mi preoccupa.
#13 - Scritto il
n-u-t-i-ni
iO SARò A NAPOLI IL 30 GIUGNO.C'è QUALCUNO CHE VI PARTECIPA?
#14 - Scritto il
Orsocucciolo
A Cagliari il 30 giugno per fare la storia della Sardegna LGBT. Alla faccia di quelli che dicono che sarà la solita baracconata con 4 gatti mascherati. <a href='http://www.queeresima.it' rel='nofollow'>www.queeresima.it</a>
#15 - Scritto il
PaoloCT
30 Giugno - Catania <a href='https://www.facebook.com/cataniapride' rel='nofollow'>https://www.facebook.com/cataniapride</a>
#16 - Scritto il
robo_
@PaoloCT: grazie della segnalazione. Inserita la data di Catania nell'elenco. Se vai al Pride di Catania mandaci le foto all'indirizzo <a href="mailto:suggerimenti@queerblog.it">suggerimenti@queerblog.it</a> @Orsocucciolo: grazie per il link. Anche tu se vuoi mandarci foto e impressioni inviale all'indirizzo indicato qui sopra
#17 - Scritto il
brokenheart
@ Coltr: perché secondo me è la manifestazione che attira più gente rispetto alle altre, per questo sarebbe utile rivederla in parte dando maggiore spazio ai dibattiti e alle raccolte firme. Ad esempio perché non si fa pressione ad esempio su trasmissioni come Servizio Pubblico, affinché facciano una puntata sui diritti negati del popolo lgbt, in fondo anche questi diritti misurano la democraticità di uno Stato. Oppure perché non chiedere che testate giornalistiche come Il fatto Quotidiano mandino in onda in streamig il pride, dando spazio all'apertura di un dibattito? @ Lunapiena: sarà anche una polemica sterile, ma di fatti non ne ho visto/letto qui nei commenti. :(
#18 - Scritto il
Massimo Mele
Ciao, c'è la manifestazione Diritti al cuore organizzata dal MOS a Sassari il 23 Giugno. Il sito è <a href='http://www.dirittialcuore.org' rel='nofollow'>www.dirittialcuore.org</a>
#19 - Scritto il
asteroids
ma il Pride a Milano è saltato definitivamente?
#20 - Scritto il