Sanremo 2015, Grazia di Michele e Mauro Coruzzi raccontano il brano "Io sono una finestra"

La coppia, in duetto, sarà in gara al Festival di Sanremo 2015. Ecco il significato della canzone raccontato dai due artisti.

Grazia Di Michele e Mauro Coruzzi saranno in gara al Festival di Sanremo 2015 con il brano Io sono una finestra.

Il pezzo racconta di un uomo che si sente donna, rinchiuso nel proprio corpo "sbagliato" e l'insegnante di canto di Amici di Maria de Filippi, racconta come è nata l'idea di questo brano e la collaborazione con l'amico ed ex collega nel talent show:

"Il pezzo l’ho scritto pensando a Mauro, è stata una cosa che ho fatto per lui. Poi ci siamo resi conto che era un brano che aveva un senso forte, che era in grado di smuovere delle emozioni, e da lì è nata l’idea di Sanremo. Non è un brano nato con la voglia di affrontare ideologicamente una tematica, è un brano molto poetico, che fotografa una situazione in punta di piedi. Anche se entra in un territorio in cui ci sono dei pregiudizi molto forti. Noi ad Amici per anni ci siamo trovati io come insegnante lui come giudice: io lo guardavo, lui mi guardava e pensavo ‘cavolo non c’è una volta in cui non siamo d’accordo’. Non abbiamo mai usato il linguaggio verbale. Quando succede questo vuol dire che con quella persona c’è un legame, un’affinità. A quel punto il fatto di parlare delle sue scelte arriva perché c’è un rapporto di amicizia, ma è la profondità e la bellezza dell’essere umano che crea il legame"

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Mauro Coruzzi, conferma il rapporto con la Di Michele e sul palco non vestirà i panni di Platinette ma di Mauro. Un pezzo in cui molte persone si sono comunque sentire rappresentate, in un quotidiano non così distante e diverso da quello cantato:

Ci sono molti uomini dentro tante donne, e c’è un continente del tutto inesplorato, ancora più sconosciuto di quello gay maschile: ci sono donne ombra, donne invisibili, che hanno un orientamento sessuale che loro stesse non riescono a definire. Ragazze che si sono sposate hanno avuto matrimoni, figli, e poi si innamorano di un’altra donna. Le donne non hanno la sfacciataggine che hanno gli uomini, l’omosessualità femminile è ancora più un tabù

Una collaborazione che ha portato molto ad entrambi e che cerca di portare alla riflessione e alla propria consapevolezza di se stessi, sia dall'interno della delicata situazione, sia dall'esterno, senza giudizio o pregiudizio:

“Quello che lui ha regalato a me invece è un’emozione forte, la possibilità di capire cosa può provare una persona che ama un’altra persona e sente chiamare quell’amore ‘perverso'"

Via | Oggi

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