I grandi romanzi gay: Altre voci, altre stanze di Truman Capote, 1948

Concepito mentre Truman passeggiava nei boschi dell’ Alabama, “Altre voci, altre stanze” è stato il primo, grande successo dello scrittore americano. Un romanzo dalla prosa impeccabile che, nel 1948, restò per settimane in testa alle classifiche dei libri più venduti.

"Altre voci, altre stanze" fu il romanzo che nel 1948 portò il grande successo ad un Truman Capote poco più che ventenne. La storia di un tredicenne che, dopo la morte della madre, arriva nella grande casa del padre paraplegico e muto, suscitò, per gli argomenti trattati, grande clamore, restando per diverse settimane in testa alle classifiche di vendita.

Attorno alla figura di Joel Harrison Knox ruotano altre figure naturalmente sopra le righe come la matrigna, l’arcigna e tagliente Amy skully, il cugino omosessuale Randolph (che sarà fonte di diverse sorprese ed exploit) ed infine l’amica del cuore Idabel, un vero e proprio ragazzaccio.

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D’ altronde il capolavoro semi-autobiografico di Truman Capote non solo è un viaggio alla ricerca della figura paterna (latitante nella vita dello scrittore), ma anche un vero e proprio romanzo di educazione sentimentale, con il giovane Joel che alla fine di “Altre voci, altre stanze” si trova ad avere una maggiore e più piena consapevolezza di sé e della propria omosessualità. Ben oltre quella soglia che dividendo, non scordiamolo, congiunge.

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