Gay & the city: 8 buoni propositi per il 2015

Il 2015 è iniziato. Quanti di voi hanno già iniziato a fare bilanci e progetti?

Quando arriva Capodanno avvengono due passaggi classici: l'addio all'anno precedente e il benvenuto a quello nuovo. C'è chi avrà maledetto il 2014 magari tacciandolo come annus horribilis e chi, invece, lo saluta con nostalgia e un po' di malinconia. Quello che accomuna tutti è il pensiero di quello che sarà il 2015: dodici mesi di speranze, incognite e buone sorprese. Mettiamola così, suvvia, dai.

E, con il nuovo anno, ecco arrivare puntuali i soliti buoni propositi. Più che un elenco di progetti, spesso diventa un piano di battaglia alla Risiko in versione umana. Non c'è l'invasione della Kam?atka ma virtualmente e mentalmente certi programmi "bellici" non mancano. Di sicuro, quello che accomuna tutti quanti è la voglia di farsi rispettare e di non farsi mettere, come troppe volte accade, i piedi in testa.

Per questo motivo, ecco dieci tipici e classici buoni (?) propositi per l'anno nuovo, ovviamente anche in chiave ironica. Troppa serietà mai. Ecco la premessa fondamentale, sempre.

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01. La strage di Facebook. Ancora sbadigliando, la mattina del 1 gennaio, suo social network era una minaccia molto comune. "Anno nuovo, via i contatti inutili". E la gente minacciava di togliere gente con cui aveva chiuso, che voleva cestinare e gettare nell'umido. Il primo modo più semplice è l'eliminazione. Virtuale.

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02. Voglio mettere la testa a posto. E' una promessa che solitamente viene dettata dai postumi della sera precedente. Quando torni a casa e pensi che l'ascensore sia quasi comodo per lasciarsi scivolare e dormire. Quando apri gli occhi e hai in bocca un cuscino e, intorno a te, trovi ancora le bottiglie vuote della sera precedente. O i timbri sulle mani della discoteca in cui sei andato a ballare. Studi affidabili hanno dimostrato che questa promessa non sopravvive alle 24 ore.

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03. Basta con Grindr e applicazioni gay. "Voglio trovare la persona speciale nella vita quotidiana". E' molto simile al precedente punto. Anche in questo caso, l'eliminazione del vecchio profilo coincide con l'apertura di un nuovo account accompagnato dalla sigla 2.0 e un selfie fresco di giornata o del Capodanno.

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04. Ho chiuso con il sesso occasionale. Il punto 4 è complementare del punto 5 che leggerete a seguire. Chi si è lasciato andare ad incontri di puro piacere, punta ad un 2015 più sobrio del precedente sotto la logica del "Perché io valgo". E se ha occasione lo racconta anche con aria convinta, dicendo di essere stanco di concedersi troppo facilmente. E' qualcosa di svilente che, alla fine, non porta a nulla di concreto e di cui essere fieri. Fino a quando non scrive una sorta di Ben Cohen in versione gay. E a quel punto, "stic@zzi, ancora lui e poi basta, certe occasioni capitano una sola volta nella vita, no?".

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05. Basta vita monacale, mi voglio divertire! Questo punto è perfetto per la frangia Queer paranoica. E io mi ci infilo un po' volentieri. Coloro che aprono qualche applicazione ma al primo invito esplicito o alla possibilità di combinare davvero un incontro di sesso, spengono il cellulare o chiudono l'app gay e fissano il cellulare con aria quasi colpevole. Per il 2015 promettono di fare fuoco e fiamme. Solitamente però, all'invito sessuale rilanciano con un "E perché non un aperitivo in corso Buenos Aires tipo alle 17 in pieno centro?". La classica tattica anti serial killer.

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06. Voglio iscrivermi in palestra. Di fronte ad una serie di palestrati e simili, l'ansia da girovita è sempre più pressante. E così, in seguito all'abbuffata delle feste, arriva la promessa da lupetto e/o Giovane Marmotta. Basta alimentazione disordinata ad c@zzum. Mi voglio iscrivere in palestra. E se ho fame, invece di mangiarmi i taralli, mi strafogo di carote lesse. Sono buone e devo solo abituarmi. Ah, ovviamente dal 7 gennaio almeno. Dopo la Befana, ovvio.

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07. Finiamola con i soliti localy gay. Perché andare a ballare sempre in una discoteca gay oppure bere un drink in un pub Lgbt? Dal nuovo anno cambio e voglio iniziare a frequentare posti etero. Non voglio autorecintarmi dietro a convenzioni trite e ritrite. Poi, però, se i miei amici vanno a ballare e bere in Porta Venezia io non è che posso costringerli a cambiare... no?

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08. Sobrietà. Basta strofinarsi contro i pali nelle discoteche o trovarsi a bere il terzo long island in discoteca per sciogliersi in mezzo alla pista. Posso TRANQUILLAMENTE farlo anche senza dover per forza bere. Del resto, per divertirsi non serve bere un drink. E so benissimo ricambiare un sorriso al tipo che sembra stia guardandomi in discoteca no? Al massimo, se non ho il coraggio, mi posso sempre spostare di qualche metro e accendere Grindr con la speranza di trovarlo connesso, no?

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E, questo seriamente... Buon anno amici/amiche!

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