Si sente donna in un corpo di ragazzo, i genitori non la accettano: si suicida a 17 anni

La drammatica storia di Leelah Alcorn che sta sconvolgendo il mondo intero.

Avere diciassette anni e sentirsi imprigionato in un corpo che non gli appartiene. È quella la triste storia che vogliamo raccontarvi, purtroppo, oggi. Triste perché è terminata nel peggiore dei modi, con il suicidio della ragazzina protagonista.

Leelah Alcorn non riusciva a vedersi ragazzo. Voleva cambiare sess0, voleva disperatamente diventare donna e dopo aver fatto coming out con alcuni suoi amici, ha capito che dalla famiglia non avrebbe mai avuto il supporto richiesto e sognato. E così, in una giornata apparentemente uguale a tante altre, Leelah ha aperto la finestra e si è lasciata precipitare, nel vuoto, su una strada trafficata di auto. Pochi istanti terribili, l'angoscia e la disperazione che hanno la meglio e, una scelta, la più sbagliata che possa esserci, per porre fine alla sofferenza.

Prima di andarsene per sempre, però, ha voluto lasciare un messaggio nel quale raccontava la sua storia, su Tumblr. Per dare un senso al sui suicidio e per far aprire, in qualche modo, gli occhi ad altre famiglie con casi simili.

suicidio

A 14 anni ho saputo cosa volesse dire essere transgender. Dopo 10 anni di confusione ho finalmente capito chi fossi. Ho subito parlato con mia madre, che ha reagito in maniera molto negativa, dicendomi che era una fase, che non sarei mai stata una ragazza, che Dio non sbaglia, che io mi sbagliavo. Se state leggendo queste righe, per favore non parlate in questo modo ai vostri figli. Anche se siete cristiani o siete contro le persone transgender, non dite mai queste cose a qualcuno, specialmente ai vostri ragazzi.

Il rispetto. La comprensione. L'accettazione di qualcosa che può, a prima volta, spaventare o sconvolgere. Ma che non è niente di peccaminoso e non danneggia proprio nessuno. Anzi.

A 16 anni ho compreso che i miei genitori non mi avrebbero mai accettato e che avrei dovuto aspettare fino ai 18 per cominciare la terapia di transizione. Questa percezione mi ha spezzato il cuore. Più aspetti, più risulta difficile cambiare sesso. Mi sentivo disperata, pensavo che avrei avuto un aspetto molto maschile per il resto della mia vita.

Sono arrivati anche i castighi, le punizioni e una vita sempre più in solitudine:

"Mi hanno obbligata a lasciare la scuola, mi hanno tolto il computer e il telefono, mi hanno proibito di comunicare attraverso i social, mi hanno isolata completamente dagli amici. È stato il periodo più depresso della mia vita, è stato un miracolo che non mi sia suicidata. Sono rimasta completamente sola per 5 mesi. Senza amici, senza aiuto, senza amore. Soltanto la delusione dei miei genitori e la crudeltà della solitudine. Dobbiamo insegnare la transessualità e gli orientamenti di genere a scuola, il prima possibile. La mia morte deve avere un significato. Il mio suicidio deve essere sommato al numero delle persone transgender che si tolgono la vita. Voglio che qualcuno guardi quel numero e dica "è davvero pazzesco" e faccia qualcosa per cambiare. Cambiate la società. Vi prego"

E proprio questa vicenda, che i genitori della ragazzina non riuscivano ad accettare e cercavano di nascondere agli occhi dei vicini o dei conoscenti, è diventata di dominio internazionale. Mondiale. E la mancata accettazione gli ha fatto perdere un figlio e un giudizio -quello degli altri- peserà su di loro. Per sempre.

Vota l'articolo:
4.00 su 5.00 basato su 124 voti.  
  • shares
  • +1
  • Mail