Brokeback Mountain, l'autrice: "La storia non parla di Jack e Ennis. Parla di omofobia"

La scrittrice ammette che avrebbe quasi preferito non aver mai scritto il racconto

Brokeback Mountain è diventato un cult, candidato agli Oscar, ottimo successo al botteghino e classico per il mondo Lgbt. Il film è tratto dal racconto di Annie Proulx e, proprio nelle scorse ore, l'autrice ha ammesso di essersi quasi pentita di aver scritto questa storia. Il motivo è l'ossessione che alcuni fan hanno mostrato nei confronti della storia d'amore tra i due cowboy, dando poco peso al tema vero e proprio della trama: l'omofobia. E la pellicola non ha sicuramente aiutato lo scopo prefissato:

È stata solo fonte di seccature, problemi e scocciatura da quando è uscito il film.. Prima del film, andava tutto bene. In Wyoming non lo leggeranno. Una larga fetta della popolazione è ancora indignata. Ma non è questo il problema. Sono abituata a questo genere di reazioni delle persone, da queste parti, a cui non piace il modo in cui scrivo. Il problema è nato dal film. Molte persone hanno frainteso la storia

Il pubblico è rimasto principalmente coinvolto dalla relazione complicata e mai semplice che lega i due protagonisti della storia, Jack ed Ennis. E la morte di uno dei due ha solo provocato rammarico per diversi fan che le hanno scritto sperando in un lieto fine che non c'è stato. Senza dare il giusto peso al contesto, alle difficoltà legate all'omofobia, al clima di quegli anni che ancora oggi è troppo presente in diversi Stati:

brokeback

Non riescono a capire che la storia non parla di Jack e Ennis. Parla di omofobia, parla di una situazione sociale, parla di un posto e di una particolare mentalità e moralità. Non so dirvi quante di queste cose mi sono state inviate come se si aspettassero che dicessi 'Oh, bene, se solo avessi saputo scrivere così'. E cominciano tutti nello stesso modo: Non sono gay, ma... L'implicazione è che siccome sono uomini, capiscono molto meglio di come potrei fare io il modo in cui queste persone avrebbero dovuto comportarsi. E forse è vero, ma non è quella la storia che ho scritto. Non sono i loro personaggi. Sono i miei personaggi

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