Gli USA sanzionano il Gambia per le sue politiche omofobe

La Casa Bianca ha preso le difese delle persone LGBT in Gambia e ha sanzionato pesantemente il paese per vie delle sue norme antigay

Yahya Jammeh, presidente del Gambia

L’omofobia si paga. Gli Stati Uniti d’America hanno tolto al Gambia lo status di socio speciale commerciale che aveva permesso al paese africano di esportare beni per il valore di trentasette milioni di dollari all’anno negli USA senza dove pagare alcuna imposta. Il motivo di questa decisione degli Stati Uniti – che è una sanzione vera e propria – risiede nel fatto che il Gambia ha una nuova legge che punisce l’omosessualità con l’ergastolo, legge che è stata prima promossa e poi firmata dal presidente Yahya Jammeh (in foto), le cui posizioni omofobe sono tristemente note: tra le altre cose il presidente del Gambia ha affermato in televisione che i gay “sono un pericolo per l’esistenza umana” e che sono da debellare “come la malaria”.

La Casa Bianca, inoltre, ha reso noto che dallo scorso ottobre, da quando cioè la legge è entrata in vigore, ci sono stati “arresti, fermi e torture di persone a causa del loro orientamento sessuale o per via della loro identità di genere”.

Jean Freedberg, del Centro per la Prevenzione dei Genocidi, ha dichiarato che questa decisione della Casa Bianca

È un primo passo importante per inviare un segnale chiaro al presidente Yayha Jammeh sul rispetto dei diritti umani. Non si può permettere di calpestare i diritti umani delle persone lesbiche, gay, bisessuali e transessuali che vivono in Gambia.

Via | Ragap

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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