Rosario Crocetta: "Togliatti era contro i gay"

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Rosario Crocetta:


L’omofobia di Togliatti fu una cosa terribile. Per citare Pasolini su alcune questioni la differenza fra un fascista e un anti-fascista la fa solo la tessera: non è che un abito politico e non può costruire una identità

Inizia così Rosario Crocetta, europarlamentare del Pd, ai microfono di Klaus Davi. L’uomo, specificando che i dirigenti del Pd non la pensino come Togliatti, racconta dell’omofobia che visse in prima persona:

Tuttavia io quella mentalità discriminatoria l’ho vissuta sulla mia pelle. Ancora negli anni Settanta io stesso venni processato dai vertici del Pci per la mia omosessualità, ma venni difeso dalla base. Penso a quando fui candidato a sindaco di Gela: una delle questioni poste dal partito, che allora non era più comunista, ma dei Democratici di Sinistra, riguardava proprio il mio orientamento sessuale. Dicevano: “Non possiamo candidarlo perché lui è gay e perderemmo le elezioni”

Via | Giornalettismo

 

9 COMMENTIAGGIUNGI IL TUO

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    Marcello Mori
    Le sette fanno male, siano esse Cattolica, Comunista, Fascista, etc… Mi fa piacere che la base lo abbia tutelato. Ma perché nel represso Sud vincono candidati Gay e nel Nord progredito no? Mah… P.S.: io sono settentrionale.
    #1 - Scritto il

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    fafner
    Bisogna capirli: i leader del Pci erano traumatizzati dal bacio alla sovietica. Mi fosse toccato di baciare in bocca Breznev o Andropov, sarei diventato omofobo anch'io.
    #2 - Scritto il

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    di-arezzo
    Ma l'omofofobia, anche se mascherata più o meno c'è ancora in tutti i partiti anche a sinistra,ancora non ho sentito i vertici del PD prendere delle posizioni a tutela dei diritti gay. Penso che temono il vaticano.
    #3 - Scritto il

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    giobi87
    Questo post mi ha ricordato la commedia "La patata bollente" con Pozzetto e Ranieri.
    #4 - Scritto il

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    Marcello Mori
    "La patata bollente" è un gran bel film, serio e comico.
    #5 - Scritto il

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    Mauriccio
    Confermo, un gran bel film: decisamente molto più avanti e rispettosi dei film italiani che negli ultimi anni hanno toccato il tema dell'omosessualità!
    #6 - Scritto il

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    gan1
    Caro Marcello, più che un "gran bel film" direi un film fatto con mestiere e cuore; nel 1979 fu coraggioso, quasi dirompente; e rappresentò la definitiva presa d'atto della "questione omosessuale" da parte della sinistra italiana, che fino a poco prima l'aveva rimossa, ignorata o sprezzantemente liquidata. Per quanto mi ricordo il film, benchè infarcito di stereotipi a tratti anche grossolani, fu uno dei primissimi in Italia a presentare la figura di un gay come eroe positivo, solare e pienamente realizzato.
    #7 - Scritto il

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    E_Y
    La scoperta dell'acqua calda e un modo per dire che i comunistacci erano tanto tanto cattivi (Mentre questa Vaticalia clericale é il paradiso, ovviamente). Detto questo noto che: 1) é vero. La storia del PCI e della sinistra Italiana é quella che é. 2) trovo inconcepibile che si contui a dare risalto a quel canale di Youtube. 3) comparare il comunismo con il fascismo é inacettabbile. 4) questo signore chieda scusa per avere definito il matrimonio gay "un non valore" e chiariamo una cosa: io, per questo signore, non provo nessuna solidarietà.
    #8 - Scritto il

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    Marco Grimaldi
    1) La trasmissione di Klaus Davi è l'equivalente "frocia" della Zanzara di Radio24: trasmissioni che si basano solo sulle dichiarazioni più o meno shock degli invitati. Se alla Zanzara la Santanchè dice che Nilde Iotti era equivalente alla Minetti, da Klaus Davi personaggi di qualunque tipo (Giovanardi o La Russa in primis) sparano spesso a zero su gay et similia (ovviamente sollecitati da Klaus Davi che se la gode un mondo). Quando spariranno entrambe le trasmissioni - e con loro Klaus Davi - sarà un mondo migliore. 2) Tornando al caso specifico del post, si sa benissimo che in passato i vertici del PCI consideravano l'omosessualità una perversione "borghese" e come tale andava repressa. Questa mentalità è perdurata nel PDS, quindi nei DS e adesso nel PD. Bersani, D'Alema & co. sono decisamente omofobi, o quantomeno giudicano scomodissime le rivendicazioni del popolo GLBT. Bersani, poi, da buon "vecchio salumiere di provincia" non riesce neanche a pronunciare la parola "gay" o "lesbica" o "omosessuale" senza andare in palla: diventa subito balbuziente, l'occhio si fa vitreo, la sudorazione aumenta, la bocca s'impasta… Parafrasando Moretti ("con questi dirigenti non vinceremo mai") con questi dirigenti il popolo GLBT non otterrà mai niente. Con il PDL otterrà ancor meno, ovviamente, ma vedere nel PD il possibile strumento per l'ottenimento dei nostri diritti la vedo sempre più un'utopia o una chimera.
    #9 - Scritto il